martedì 23 ottobre 2018
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LA POLEMICA

Mastrota e i rifiuti di Napoli…

Sputtanapoli | 10 settembre 2018

Sta spopolando in questi giorni il video promo della nuova serie di Fox “Romolo e July” che affida a Giorgio Mastrota il compito di invitare i telespettatori a guardare la serie.

Che lo fa raccomandandola perché girata “tra le buche di Roma, la spazzatura di Napoli e le grandi passerelle della moda di Milano”.

A onor del vero va precisato che Mastrota parla da personaggio della serie, una commedia che gioca sui luoghi comuni di Roma principalmente allargandosi al resto d’Italia.

Mastrota infatti interpreta il ruolo di un milanese massone senza scrupoli con l’obiettivo di trasformare Roma in un parco giochi per turisti e nella serie interpreta proprio se stesso.

Non manca il dualismo tra Roma Sud, con la famiglia di tal Arfio Montacchi re dei rifiuti, e Roma Nord, con la famiglia Copulati, storici palazzinari.

C’è poi Don Alfonso (il Pietro Savastano di Gomorra) che vuole ricreare il Regno delle Due Sicilie, ostacolato dal siciliano Don Calogero che non vuole permetterglielo.

E’ una serie comica, che prende in giro la società contemporanea.

Nella televendita dello spot c’è poi davvero la possibilità di chiamare il numero 800.77.00.97.

Ho chiamato.

E Mastrota in persona ti risponde offrendoti 4 opzioni con relativi tasti da digitare a seconda dei tuoi desideri.

Ad esempio se ci si vuole arruolare nell’esercito borbonico si pigia il tasto 2, se si hanno rifiuti tossici da smaltire (nel Vesuvio) si pigia il tasto 4. Ho premuto il 4 perché il tossico me l’hanno fatto venire a furia di stereotipi, ma purtroppo il teleimbonitore ha dovuto comunicarmi che attualmente il Vesuvio è già pieno di rifiuti.

Io sulla serie “parodia” non ho nulla da ridire, si può ridere anche di stereotipi e luoghi comuni.

Se la serie saprà farlo con stile lo sapremo solo dopo.

Mi diverte pure il personaggio di Fortunato Cerlino con le sue ambizioni di autonomia del Regno.

Quello che mi fa imbestialire, sinceramente, è la continua, eterna, immancabile associazione di Napoli ai rifiuti. Perché lo stereotipo è la pizza, il mandolino, la musica.

La monnezza no, è solo il risultato di decenni di disinformazione.

Perché se la stampa avesse ad esempio adeguatamente raccontato la crisi dei rifiuti di Milano del 1995 con la discarica di Cerro Maggiore (di Paolo Berlusconi) satura e le 20.000 tonnellate di rifiuti che invasero le strade milanesi, quella di Napoli sarebbe apparsa meno grave.

Se avessero raccontato le 45mila tonnellate di rifiuti tossici nocivi stoccati abusivamente e le due vasche con 200mila tonnellate di rifiuti speciali con autorizzazione scaduta ritrovate nei pressi di via Bonfadini  a Milano anche le discariche napoletane piene di rifiuti tossici (del nord) sarebbero apparse come la continuazione di una storia già letta e non una novità.

http://www.dirittodicritica.com/2011/06/27/milano-invasa-da-spazzatura-e-rifiuti-bersani-vi-aiuteremo-noi-era-il-1995/

Se avessero raccontato che da quella crisi ne uscirono non con la bacchetta magica ma con la solidarietà delle altre regioni come l’Emilia Romagna con Bersani che in accordo con i Sindaci di Ravenna, di Ferrara e di Sogliano (Rimini) che resero disponibili i propri impianti di smaltimento insieme a Trinitapoli (Foggia) e Gubbio (Perugia)

http://www.dirittodicritica.com/2011/06/27/milano-invasa-da-spazzatura-e-rifiuti-bersani-vi-aiuteremo-noi-era-il-1995/

forse non ci saremmo dovuti sentire, quando ne avevamo bisogno, i dinieghi di tutta Italia a farsi carico della nostra emergenza.

Se avessero raccontato che allora Milano non differenziava un solo rifiuto non ci saremmo trovati Salvini e sodali fuori lo stadio San Siro ad accogliere i tifosi napoletani con i sacchetti della spazzatura in mano al grido di ”così imparano a fare la raccolta differenziata”.

https://www.facebook.com/blogmauriziozaccone/photos/pcb.1098350776978627/1098349596978745/?type=3&theater

Se avessero raccontato che nella civilissima Milano nella prima metà del 2017 l’Amsa ha individuato 1.138 discariche abusive forse la mancanza di senso civico sarebbe letta come “italiana” e non partenopea.

https://milano.repubblica.it/cronaca/2017/09/27/news/titolo_non_esportato_da_hermes_-_id_articolo_8131636-176586019/

E se raccontassero che la Liguria è in perenne emergenza e trasferisce i rifiuti in Piemonte, la provincia di Genova non ha discariche,

https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/09/discarica-di-scarpino-piena-genova-rischia-linvasione-dei-rifiuti/1017164/

in Toscana ci sono più inchieste sullo smaltimento illegale che discariche, con rifiuti tossici smaltiti senza trattamento,

https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/09/discarica-di-scarpino-piena-genova-rischia-linvasione-dei-rifiuti/1017164/

in Umbria da qualche anno le strade sono periodicamente invase dai rifiuti

http://umbria.legambiente.it/contenuti/articoli/situazione-rifiuti-perugia-emergenza-o-strumento-di-ricatto

e Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia sono in condizioni, purtroppo, parimenti disastrose, forse si avrebbe consapevolezza che c’è un’emergenza nazionale che attiene a cause comuni e non esclusive di Napoli.

Ma sarebbe chiedere troppo ad un paese che trova consolazione alle proprie piaghe pensando: “tanto mica siamo Napoli”.

Per carità, contenti voi…

Maurizio Zaccone

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