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LA POLEMICA

“Non ci resta che vendere la mozzarella contaminata di Caserta”. E scatta la bufera

Agroalimentare, Cinema | 16 Gennaio 2019

Un vecchio detto recita “scherza coi fanti e lascia stare i santi” che nelle nostre terre spesso coincidono con le squadre di calcio – difendo la città- e le eccellenze agro-alimentari.

Mangiare è uno dei quattro scopi della vita, sopratutto in una terra che ha dato i natali a delle eccellenze esportate in tutto il mondo,non stupisce quindi la tempesta perfetta  scatenata dalla presente battuta: “Siamo rovinati. Non ci resta che vendere la mozzarella contaminata di Caserta“. Estrapolata e scritta in questo modo, questa frase sembra uscita direttamente da qualche ignorante commento preso dalla fauna che popola i social o da quella che invece scrive sul (fu) giornale Libero e porterebbe -giustamente- ad un’alzata di scudi da parte di chi ha fatto della mozzarella uno degli alimenti più diffusi e venduti al mondo.

Tale battuta invece  è tratta  dal personaggio interpretato da Marco Giallini, pronunciata nel film «Non ci resta che il crimine» del regista Massimiliano Bruno, ed ha scatenato roventi polemiche nel Casertano sopratutto  da parte di  Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana.

Pretendiamo rispetto da tutti

“Siamo ben oltre la bufala in tempi di fake news”  ha detto appunto Domenico Raimondo, nessuna mozzarella Dop è mai risultata contaminata, nemmeno nei periodi più difficili, che per fortuna sono alle spalle. Oggi i consumatori testimoniano ogni giorno quanto amano la bufala campana, visto che nel 2018 abbiamo raggiunto il record storico di produzione con oltre 50 milioni di chili di mozzarella sulle tavole di tutto il mondo. Essere infangati al cinema è intollerabile e il nostro appello va a tutte le istituzioni campane per una mobilitazione collettiva contro ogni tentativo di gettare ombre su questa terra. Siamo stufi di comportamenti del genere e non li tollereremo più. Faremo valere la nostra dignità e il nostro orgoglio in ogni sede. Pretendiamo rispetto da tutti”

 

Tutte le azioni necessarie a tutela dei produttori di mozzarella Dop

In altra sede però, con nota ufficiale, il Consorzio aveva però accusato Alessandro Gassman, peraltro cittadino onorario di Napoli, di aver pronunciato quella frase interpretando uno dei protagonisti del film:

«La battuta di pessimo gusto sulla mozzarella contaminata di Caserta è un falso storico e un’offesa inaccettabile a un intero territorio. Abbiamo già incaricato i nostri legali per mettere in campo tutte le azioni necessarie a tutela dei produttori di mozzarella Dop. Sconcerta ancor di più che a pronunciare quelle parole sia un attore del calibro di Alessandro Gassman, erede di un cognome così importante».

Presi però forse dalla frenesia di battere a macchina il comunicato o forse perché accecati dalla furia e dal  sangue agli occhi per l’esecrabile battuta del film che avrebbe potuto, secondo loro, portare ad un terribile calo di vendite dell’oro bianco hanno commesso un errore di distrazione e verifica. Se è vero infatti che la frase incriminata è presente  nel film  è altrettanto vero che a pronunciarla è però Marco Giallini.

Non potevano esimersi dal commentare i politicanti locali

La notizia ovviamente ha toccato profondamente anche la classe politica locale, di qualsiasi sponda, subito pronta ad indossare elmo e corazza contro la terribile diffamazione

“La mozzarella di bufala è uno dei settori trainanti dell’economia casertana per cui è grave che una battuta in una commedia, che non trova riscontro nella realtà, ne metta a rischio l’immagine contribuendo ad alimentare stereotipi e pregiudizi sul nostro territorio” commenta infatti Stefano Graziano, consigliere regionale campano del Partito democratico mentre l’ex sindaco Del Gaudio ha commentato su Facebook
“Sono rimasto sconcertato – spiega – per una frase che lede l’immagine di un territorio e di un’eccellenza come la mozzarella di bufala. Non capisco come si possa ancora pronunciare quelli che sono luoghi comuni, che non corrispondono al vero. Tanta gente, all’uscita dalla sala, era arrabbiata per un’offesa gratuita, e mi ha chiesto di intervenire”

Non mettiamo in dubbio le parole del Pio ex sindaco, per carità, ma ci riesce difficile da credere che coppiette di innamorati o semplici gruppi di amici lo abbiano circondato per chiedere di intervenire (come?dove?quando?in che modo?) a difesa della mozzarella visto che, nonostante ci sia stato in passato parecchio allarmismo anche ingiustificato sulla mozzarella il prodotto si difende benissimo da solo dato  l’aumento di consumo e di export.

La solita boutade

Insomma la solita boutade che si scatena in questi casi, boutade che si dissolverà in una bolla di sapone e lascerà il tempo che trova dato che chi ha visto il film, divertente fra le altre cose, ha capito che la frase in questione è appunto una battuta detta in un contesto in cui si cala benissimo.

Paradossalmente  la cosa che dovrebbe preoccupare sarebbe il contrario, nel momento in cui  le persone se la prendessero per una battuta di un film comico, perchè starebbe a significare una cosa.

Ironia l’è morta.

E questo sarebbe innaturale per un popolo che  ha fatto dell’ironia e della leggerezza nonostante tutto suoi  valori portanti.

 

Aniello Napolano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un articolo di Aniello Napolano pubblicato il 16 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 16 Gennaio 2019

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