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LA POLEMICA

Non moriremo papponiani: Presidente De Laurentiis, J’accuse!

Sport | 13 luglio 2018

Monsieur le Président,

permettetemi, grato, per la benevola crescita sportiva che di anno in anno avete fatto del calcio Napoli, di preoccuparmi per la Vostra giusta gloria e dirvi che la Vostra stella, se felice fino ad ora, è minacciata dalla più offensiva ed inqualificabile delle macchie.

Avete conquistato i cuori di parte della tifoseria e della classe giornalistica napoletana e Voi siete uscito sano e salvo da grosse calunnie.

Apparite raggiante nell’apoteosi di questa festa che l’acquisto di Ancelotti come allenatore ha rappresentato per parte della  tifoseria napoletana e della stampa che segue gli azzurri mentre  vi preparate a presiedere al trionfo solenne della nostra squadra in quel di Dimaro che coronerà questi anni  di lavoro, di libertà, di verità e di scudetti del bilancio.

Ma quale macchia di fango sul Vostro nome – stavo per dire sul Vostro regno – soltanto quell’abominevole affare Sarri!  E i cori scanditi dallo stadio, pieni di livore e insulti alla Vostra persona.

È finita, Il calcio Napoli  ha sulla guancia questa macchia, la storia scriverà che sotto la Vostra presidenza è stato possibile commettere questo crimine sportivo.

E poiché è stato osato, oserò anche io. La verità, la dirò io, poiché ho promesso di dirla, se la giustizia, regolarmente osservata non la proclamasse interamente. Il mio dovere è di parlare, non voglio essere complice. Le mie notti sarebbero abitate dallo spirito dell’uomo innocente che espia laggiù nella più spaventosa delle torture un crimine che non ha commesso. Ed è a Voi signor presidente, che io griderò questa verità, con tutta la forza della mia rivolta di uomo onesto.

In nome del Vostro onore, sono convinto che la ignoriate. E a chi dunque denuncerò se non a Voi,
Presidentissimo della nostra squadra?

Per prima cosa, la verità sulla tante boutade riguardo allo stadio del Napoli. Giochiamo in uno stadio da terzo mondo calcistico, sempre a rischio per le coppe europee e senza i basilari servizi, finanche quelli igienico sanitari. Tranne forse nella zona dove Voi appoggiate le sacre terga che tanto vengono umettate da parte dei pennivendoli campani.

Qui possiamo darVi il beneficio del dubbio visto la difficoltà di interfacciarsi con un’amministrazione quantomeno carente e dominata da un altro parulano maximo, quindi mi limiterò a riportare il Vostro verbo:

Salto a piè pari le Vostre altre boutade, dagli investimenti nelle giovanili (qui, anno del signore 2015), Pomodori in Cina (qui, anno del signore 2012), Progetto Cheerleader (qui, anno del signore 2014)

Insomma, un’enciclopedica raccolta di emerite cazzate e parole al vento.

Siamo al palo, come investimenti in infrastrutture, giovanili, stadio e centro sportivo.

Non abbiamo uno straccio di progettualità che ci porti a fare uno step successivo, un salto di qualità ulteriore che possa per davvero spingerci a lottare (non vincere per forza, sennò rischiamo di essere chiamati “bulimici” ancora una volta) per lo scudetto. Nessun tifoso sano di mente chiederebbe l’acquisto di Ronaldo, riservato (ahinoi) a società che sanno  programmare, con gruppi forti alle spalle o con emiri tutto denaro e cattiveria (Cit.) neanche però posso (possiamo) tacere dinanzi alle scandalose NON campagne acquisti di questi 3 anni, quasi a voler sabotare un allenatore e un gruppo che ha lottato per lo scudetto, è stato campione d’inverno per due volte e ha concluso l’ultimo campionato a 91 punti senza vincerlo (in tutta la storia della serie A è capitato una volta. A noi) con in più una delegittimazione dell’allenatore che a tutto questo ha coniugato un gioco invidiato, quasi a creare un “brand” e con una sintonia con la tifoseria che forse mai si era vista che Voi, si spera non con coscienza, avete distrutto, calpestato, masticato e sputato coprendo poi il risultato gettando fumo negli occhi mettendo sotto contratto un (fu?) grande allenatore di grido come Carlo Ancelotti.

Formulando queste accuse, non ignoro che mi metto sotto il tiro del popolo papponiano, a Voi tanto grato perchè compraste quattro super santos dopo aver rilevato il Napoli dal fallimento (senza metterci un euro di tasca Vostra) e averlo riportato in A. (Tra l’altro Voi, nel vostro pessimo “saper campare” e mi permetta questo linguaggio triviale forse a lei più adatto, lo fa pesare sulla nostra testa manco stessimo espiando le colpe come se fallire per colpa di gestioni scellerate fosse il nostro masso di Sisifo)

Ma è volontariamente che mi espongo.

Quanto alla gente che accuso di Papponismo non li conosco, non li ho mai visti, non ho contro di loro né rancore né odio. Sono per me solo entità, spiriti di malcostume sociale. E l’atto che io compio non è che un mezzo rivoluzionario per accelerare l’esplosione della verità e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella del bene della mia squadra, in nome di una tifoseria  che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità, non solo effimera come un sogno di una notte di mezza primavera che parte dalla capocciata  che zittisce lo Stadium di Torino, ciliegina sulla partita perfetta in cui, i nemici di sempre non sono riusciti a tirare mezza volta in porta. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima. Che si osi dunque portarmi in assise e che magari mi possiate smentirmi  al più presto.

Aspetto
Vogliate gradire, signor presidente, l’assicurazione del mio profondo rispetto ma Vi prometto una cosa.

 

Noi non moriremo Papponiani.

 

(mi perdonerà Émile Zola se mi sono liberamente ispirato al suo famoso editoriale, modificandolo a mio uso e consumo)

Aniello Napolano

Aniello Napolano

Amo i miti, la storia e Napoli sin da quando mi ritrovai davanti l’Odissea e i grandi miti greci di De crescenzo.

Scrivo di storia, incuria e luoghi dimenticati

Tifoso napoletano e sarrista, ma è solo per litigare.

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