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LA POLEMICA

Normale di Pisa a Napoli, l’unica normalità è il solito pregiudizio antinapoletano

Attualità | 15 Dicembre 2018

C’era un progetto di gemellaggio tra l’Università Normale di Pisa e la Federico II di Napoli.
C’erano soldi (50 milioni) a finanziare questo progetto.
Un modo per investire sull’Università napoletana ma che a Pisa non piaceva. Una filiale a Napoli non era gradita. Sono insorti tutti, studenti e docenti.
E soprattutto il neosindaco leghista di Pisa Michele Conti.
«Questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai» tuonava poco fa.
La Scuola Normale Superiore è un’eccellenza italiana che già da 5 anni ha una seconda sede a Firenze. Ma la filiale in Terronia era per troppi inaccettabile.
Il sindaco quindi è partito per Roma con il deputato Ziello dal ministro del Carroccio Bussetti e ha ottenuto rassicurazioni. Il marchio non si esporta. E via con i festeggiamenti.
“La Scuola Normale è salva. Al Sud non verrà istituita nessuna sede secondaria, l’università rimane unica e nella nostra città”.
“Volevano il marchio, i napoletani dimostrino di saper lavorare”.

“Io faccio il sindaco e so l’indotto che crea l’università sul territorio. Prima prendevano il simbolo poi ci facevano concorrenza”…noi già sappiamo come sarebbe andata a finire: sarebbe stata aperta la succursale in via sperimentale per tre anni, poi magari a Napoli avrebbero avuto l’autonomia e così utilizzavano il marchio della Normale per portare ricchezze solo al Meridione”.

Bravo, finiamola con questo meridione che si vuole arricchire alle spalle del nord.
Impariamo a lavorare, piuttosto.
Gran successo per l’agronomo Michele Conti, che esulta in diretta Facebook.
Che non sa che alla Scuola Normale Superiore di Pisa ci sono già docenti napoletani provenienti dalla Federico II, che gli atenei collaborano proficuamente già da tempo, hanno un centro ricerca in comune e che i dottorati a Pisa li vincono spesso i laureati federiciani.

E anche che la Scuola Superiore del Sud fortunatamente si farà comunque, perché i soldi restano stanziati. Ci mancherà il nome eccellente, dovremo accontentarci della nomea della Federico II con i suoi soli 800 anni di storia.

Sotto il mirino il direttore della scuola Normale, accusato di aver avallato il progetto perché nato a Napoli (in realtà è nato ad Ancona ed a Napoli ha studiato, alla Federico II proprio).

«Io credo che si debba tornare indietro di 40 anni per trovare risultati eccellenti come quello di oggi. Noi l’abbiamo fatto per il territorio e la nostra città che amiamo tantissimo».
Ma alla sua città non sarebbe stato sottratto niente; solo che il timore di portare un beneficio a una città del Sud era troppo da sopportare.

Ora, in un paese normale, l’autonomia delle università, sancita per legge, non si sarebbe dovuta toccare. La legge non si sarebbe dovuta cambiare per volontà politica.
E il sindaco avrebbe dovuto solo fare il sindaco e preoccuparsi delle tante piaghe che affliggono la sua città. Perché è questo che gli compete.
Perché certe scelte sono solo armi di distrazione di massa.
Il solito Sud nemico che vuole campare sulle spalle, sul lavoro, sul blasone del nord.
E così si nascondono i problemi della propria città dai furti ai parcheggiatori abusivi, fino alle piazze di spaccio, così simili ai nostri, che se li sapessero risolvere avremmo davvero qualcosa da imparare.

Ecco, quando il buon sindaco leghista troverà la ricetta per questi problemi potrà dire di aver raggiunto “risultati eccellenti” per la sua città che “ama tantissimo”.
Fino ad allora, sarà solo un leghista qualunque.

Maurizio Zaccone

Un articolo di Maurizio Zaccone pubblicato il 15 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 15 Dicembre 2018

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