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LA POLEMICA

Piano del traffico: turisti a passeggio nel suk della ferrovia

Senza categoria | 8 Dicembre 2019

Piazza Garibaldi, una domenica di festa come quella dell’Immacolata concezione e una nuova ztl per i bus turistici. Che cosa hanno in comune questi tre elementi?

Il nuovo piano del traffico, che prevede la chiusura di parte della città ai bus turistici (eccetto quei pochi in grado di ottenere l’autorizzazione da Anm) dal 6 dicembre al 5 gennaio 2020, vede come punti di scarico per i turisti in arrivo in città le zone a ridosso della stazione ferroviaria di Napoli. Non esattamente la miglior cartolina della città.

Corso Novara, Corso Meridionale, ad esempio, in base alle nuove disposizioni, diventano il biglietto da visita per chi accede in città con i bus senza autorizzazione. E qual è la prima immagine di Napoli che si mostra ai turisti? Un caleidoscopio di ambulanti e lenzuola che straripano di monnezza ostacolando difatti il tragitto a piedi verso il centro città ma anche verso la stazione metropolitana più vicina che congiunge la “porta del ferro” alla zona monumentale di piazza Municipio e Plebiscito.

Tematica vecchia, che vi abbiamo raccontato tante volte su queste pagine e che affligge da anni chi abita nel Vasto, un quartiere ghetto e fuori controllo che, solo recentemente, ha goduto di un barlume di speranza per l’inaugurazione di piazza Garibaldi. Ma ora – da queste parti – si affaccia un nuovo problema. Se prima della nuova disposizione dell’Assessorato alla mobilità la situazione era strettamente legata alle istanze del territorio e all’ordine pubblico, ora, oggettivamente, la questione si allarga fino a toccare quel turismo “natalizio” che affolla la città in questo periodo dell’anno. Chi di noi sarebbe fiero di mostrare agli ospiti di casa la stanza in “disordine”, quella sporca e ancora non rassettata dopo i lavori? Probabilmente nessuno. I turisti oggi sono costretti a impattare fin da subito in una delle realtà più problematiche di Napoli, mentre quando si giungeva in città prima del nuovo piano del traffico si ritrovavano catapultati nella zona monumentale del Maschio Angioino o su via Cesario Console, a ridosso di piazza del Plebiscito.

Nessuno, naturalmente, vuole nascondere la polvere sotto al tappeto. Prima di tutto il resto ci sono sempre le persone, e di certo non è nostro costume sottovalutare o sminuire la drammatica emergenza umanitaria implosa a ridosso della stazione centrale negli ultimi anni. Problemi come questi esistono in tutte le più grandi città del mondo, ma un piano del traffico come quello varato in questi giorni, proprio per le innumerevoli realtà con cui inevitabilmente cozza, dovrebbe essere concertato mesi prima della sua entrata in vigore con tutti i soggetti protagonisti. Confrontarsi con le problematiche locali, con gli operatori del settore turistico, in particolare guide turistiche e tour operator così come noleggiatori e ristoratori, e decidere insieme soluzioni utili a risolvere (più che complicare) la già difficile vita di chi vive in città o ci lavora sarebbe stata una scelta saggia che ci avrebbe evitato le solite brutte figure.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 8 Dicembre 2019 e modificato l'ultima volta il 9 Dicembre 2019

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