venerdì 23 agosto 2019
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LA POLEMICA

Un concerto “inopportuno” al cimitero delle Fontanelle

Attualità | 25 Luglio 2019
Nell’ambito del progetto “Benvenuti al Rione Sanità”, gli Ars Nova – gruppo musicale con un repertorio molto vario di musica popolare che spazia dalla pizzica pugliese alle serenate siciliane ai classici napoletani fino alle tarantelle calabresi – martedì sera, si sono esibiti in un luogo “sacro” del quartiere, il Cimitero delle Fontanelle in un evento gratuito che ha visto il “sold out” ma che ha anche provocato rabbia e scalpore tra gli abitanti.
L’atmosfera è quella di una “solita” serata della movida napoletana in zona baretti o a Piazza Bellini: ragazzi con in mano una birra o un bicchiere di vino che chiacchierano in gruppetti. Ma il  continuo via vai, con tanto di rollio generale di canne nei sotterranei, avviene sui muretti all’ingresso, sulle staccionate in legno a protezione dei resti “adorati” dai napoletani.

Molte domande sull’organizzazione

Musica, balli, banchetti improvvisati per la vendita di vino e birra all’ingresso del sito e il carico di rifiuti abbandonati dopo il concerto hanno scandalizzato chi vive il quartiere quotidianamente e ha insegnato ai propri figli il rispetto per i morti.
Così una denuncia su Facebook e una segnalazione alla redazione di Identità Insorgenti da parte di Maria Galluccio, guida turistica che vive il quartiere, spaccano il fronte di quelli che invece hanno partecipato alla serata danzante e si sono divertiti.
Proviamo a fare chiarezza anche grazie ad una delle scriventi che ha partecipato all’evento e che, conservatrice per formazione, fa anche l’accompagnatrice turistica.

I dubbi sull’opportunità dell’evento

La domanda spontanea e lecita è: si poteva fare il concerto all’esterno del cimitero?
Senza essere bigotti, e pur capendo la suggestione del luogo, ci si chiede: perché non allietare il pubblico partecipante in piazza? E soprattutto la domanda è: chi ha dato il permesso all’evento?
Pur essendo un cimitero laico e sconsacrato resta un posto di Napoli in cui anche i turisti che lo visitano sentono di dover rispettare le “capuzzelle” e addentrarvisi in religioso silenzio.
Vero è che ci sono state altre performance al cimitero, ad esempio in occasione dell’evento di San Valentino “Innamorati di Napoli ” ma si trattava di una visita guidata intervallata dalle note del sobrio sax di Marco Zurzolo, cosa ben differente da tammorre e balli sfrenati.
Insomma qualcosa che, secondo molti,  si poteva evitare perchè di pessimo gusto.
Non si discutono gli Ars Nova che in verità sono artisti molto noti in città, in gamba e sensibili, nè la loro esibizione.
Ciò su cui gli abitanti del quartiere puntano il dito è l’inopportuno accostamento di uno spettacolo rumoroso forse più adatto ad una festa di piazza, con un cimitero dove il silenzio o comunque il rispetto per chi non c’è più dovrebbe essere naturale e scontato.
Un luogo troppo particolare per consentire quel tipo di concerto, quindi,  che comunque si teneva nello spazio dove non ci sono resti.
L’altro ieri c’era tantissima gente, via Fontanelle era in tilt e in generale lo era il quartiere con i negozianti che non avevano nemmeno abbastanza bottiglie d’acqua perché non erano stati avvisati dell’evento per tempo.

Un luogo “sacro” che va trattato con rispetto

Le “capuzzelle”, considerate veri e propri parenti in alcuni casi, sono oggetto di culto che trascende nel superstizioso infarcito da leggende, quali ad esempio quelle degli sposi, il Capitano e donna Concetta, ma il cimitero è anche un luogo dell’identità e della tradizione che va assolutamente tenuto nella giusta considerazione.
Dal punto di vista antropologico è quasi un unicum (il culto della Santa Muerte messicano ha delle analogie nelle credenze ma non nei riti) che testimonia il complesso rapporto tra i napoletani e la morte ma più di questo tra due mondi che non sono destinati ad incontrarsi.

Quali sono i modi “giusti” per riappropriarsi degli spazi del quartiere

Sappiamo che il cimitero è stato set cinematografico e appunto luogo per spettacoli ed è anche luogo che spesso riceve visite notturne sospette.
Ci chiediamo però, chi deve vigilare? Le Fontanelle sono di pertinenza del Comune di Napoli.
Quindi il concerto gratuito è stato permesso dal Comune?
Ci risulta essere stato finanziato da Unipol Assicurazioni quindi immaginiamo che questo abbia permesso che ci fosse a disposizione personale del comune per la vigilanza che sembrava comunque insufficiente.
Il vero nodo della questione è: fino a che punto riappropriarsi degli spazi cittadini rende lecito operazioni di questo tipo. Perché se poi si multano i tangheri in galleria per un presunto impatto acustico, ci domandiamo come mai questo non valga sotto le Fontanelle. Insomma fino a che punto combattere le “stese” passa da eventi così in luoghi la cui fruizione deve venire assolutamente dopo la necessità di conservarli e preservarli?
Se si vuole che ci sia una ricaduta veramente positiva per il quartiere bisogna anche “scegliere” il tipo di eventi.

Le prospettive di sviluppo della Sanità

In via fontanelle e in generale in quella parte della Sanità non ci passa più nemmeno l’autobus C51 sospeso dal 2018 perché sembra che la strada sia troppo stretta e complicata per le manovre.
Possibile, quindi,  che si permetta un evento durante il quale sono arrivati decine e decine di mezzi tra macchine e motorini che si sono inevitabilmente incastrati e hanno creato confusione e disagio?
Crediamo davvero che sia il caso di riflettere su potenzialità e limiti del territorio e che invece di pensare a parcheggi da duemila posti, sarebbe magari opportuno pensare al presente e ripulire il quartiere dalle carcasse dei motorini e dai cumuli di spazzatura che ormai sono iscritti nell’anagrafe visto che sono lì da tempo immemorabile.
Rendere la vita più semplice ai turisti che arrivano sul sito, con una navetta o marciapiedi sgombri potrebbe anche essere un primo passo.
Fatto questo si può certamente pensare ad uno spettacolo teatrale o ad un concerto di musica jazz nel Cimitero delle Fontanelle.
Si può riflettere se dare continuità di utilizzo alle cavità della Sanità per usi diversi e compatibili con il rispetto del territorio.
Insomma si può pensare allo “sviluppo”. E soprattutto al rispetto: dei luoghi. E delle persone che li abitano. Anche se sono “capuzzelle”….
Susy Martire
Simona Sieno

 

 
Un articolo di Simona Sieno pubblicato il 25 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 25 Luglio 2019

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