domenica 21 aprile 2019
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LA PRIMA PROVA

Tecnologie laser anti-imbratto: anche a Napoli gli angeli del Bello, grazie alla rete di dieci associazioni

Attualità | 13 Aprile 2019

Sono dieci le associazioni che hanno voluto oggi debuttare come “Angeli del bello Napoli” consorziandosi tra loro e in gemellaggio con lo storico gruppo degli “Angeli del Bello” nato a Firenze 9 anni fa. Un gemellaggio tra città d’arte, come ha raccontato ai microfoni di Identità Insorgenti questa mattina il loro presidente, Giorgio Moretti, fatto per pulire i graffiti dai monumenti dei centri storici con tecnologie innovative.

 

Così stamane il Coordinamento delle Associazioni Partenopee Angeli del Bello Napoli, (che include Associazione Agorà, Associazione Atlantide Ritrovata, A.N.Co.S. Confartigianato Napoli, Comitato Portosalvo, Associazione I Sedili di Napoli – Onlus, Associazione Locus Iste, Associazione No Comment, Associazione Progetto Napoli, Associazione Siti Reali, Associazione Il Vaporetto.com) si è dato appuntamento al Centro Storico dove, insieme agli angeli “fiorentini” ha  offerto una prima dimostrazione di come si può lavorare con le nuove tecnologie, con lo scopo futuro di realizzare collaborazioni fattive ed operative tra Enti locali e cittadini finalizzati al decoro del Sito Unesco, Centro Storico di Napoli.  Si è realizzato con il laser blaster degli angeli grazie alla restauratrice napoletana Marianna Musella, Direttore del Laboratorio di Restauro del Museo Civico di Mondragone, che ha lavorato con la nuova tecnologia su una antichissima scritta dei Mastiffs, a cui dopo alcune ore di lavoro ha cancellato la M (dopo Pasqua si continuerà a intervenire per cancellare definitivamente l’imbratto) alla base del Campanile della Basilica di San Lorenzo Maggiore in Piazza San Gaetano, massimo esempio di architettura gotica francescana, ostaggio di un ponteggio che da quattro anni nasconde la bellezza architettonica di questo simbolo della città, sulle cui volte sono apposti i simboli dei Sedili di Napoli, ormai occultati dalle impalcature.

L’intervento è stato realizzato grazie all’utilizzo di un laser Blaster 50W che rimuove le più comuni vernici utilizzate per imbrattare le superfici murarie, donato agli Angeli del Bello di Firenze dal Gruppo El.En di Calenzano, tra i leader mondiali nel settore dei laser per applicazioni industriali, medicali, e per il restauro conservativo delle opere d’arte. Il laser, che ha un valore economico pari a 60.000,00€, era stato già utilizzato dalla Fondazione fiorentina due volte nel corso di quest’anno sulle superfici murarie di Ponte Vecchio, dopo una prima prova fatta 2 anni fa sulle superfici della Galleria delle Carrozze alla Stazione di Santa Maria Novella.

Alla mattinata hanno partecipato, a fianco dei volontari napoletani e del Presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Sergio Miccùù, ed il Presidente dell’ABBAC, Agostino Ingenito, una delegazione degli Angeli del Bello di Firenze e per la El.En S.p.A. di Calenzano l’ing. Paolo Salvadeo, per la dirigenza, e la dottoressa Valentina Trafeli, specialista di prodotto, tutti coordinati e guidati dalla professionalità della restauratrice Musella. E ovviamente i rappresentanti delle 10 associazioni: e tanti cittadini e turisti curiosi di capire cosa stava accadendo.

Poi è stato firmato il protocollo di collaborazione con la ONLUS fiorentina, nata nel 2010 su iniziativa di Quadrifoglio (ora ALIA Servizi Ambientali SpA) che nel tempo è diventata partner di Palazzo Strozzi: i suoi oltre 3.000 volontari si sono fatti notare non solo a Firenze per la cura dei beni comuni e nell’educazione al civismo con azioni concrete di volontariato urbano volte a migliorare il decoro e la bellezza di Firenze.  Napoli dunque fa rete e prende a modello questo esempio di un’altra città d’arte. Le lentezze burocratiche e di intervento, il disagio e il malcontento dei residenti, degli operatori commerciali e artigianali della zona ma anche dei turisti, hanno trovato risposta fattiva in una campagna di raccolta firme (ne sono state raccolte oltre 1.000) e nell’avvio di opere concrete come quella di oggi.

Per giunta autorizzata dalla Soprintendenza Archeologica belle arti e Paesaggio del Comune di Napoli e dalla Municipalità 4.

Lucilla Parlato

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 13 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 13 Aprile 2019

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