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LA PROPOSTA

Bonelli (Museo di Napoli): “Si dedichi a Mastriani il Maggio dei Monumenti”

Cultura, Identità, Storia | 24 Novembre 2019

Esattamente 200 anni fa nasceva uno dei più grandi e poliedrici scrittori nati in suolo partenopeo, Francesco Mastriani. Dopo l’intervista ai suoi eredi a cura di Vincenzo D’Amico oggi ospitiamo un importante intervento del direttore del Museo di Napoli, Gaetano Bonelli che propone che al grandissimo cantore del popolo di Partenope si dedichi il  Maggio dei Monumenti. Buona lettura…

Se c’è un napoletano che più d’ogni altro ha amato ed onorato, con il suo ingegno, la città, questo napoletano ha il nome di Francesco Mastriani.

Mastriani ha pagato e paga altissimo il prezzo d’esser stato un uomo libero, scevro da compromessi ed in tal senso, inviso alle Accademie, ai salotti e alla borghesia famelica, che ha storicamente, salvo che in rare risibili occasioni, dimostrato di non aver a cuore le sorti della città.

Ha raccontato, come nessun altro ha fatto, il popolo napoletano; ha dato voce ai miseri, ai derelitti, agli ultimi, i quali nei suoi racconti assurgevano al ruolo di protagonisti.

Nelle sue opere emergono spaccati, per nulla graditi, per l’effetto di denuncia che scaturiva dagli stessi, al potere politico ed all’élite detentrice dell’egemonia culturale.
Mastriani ha anteposto l’amore per Napoli agli interessi personali, rinunciando a trasferirsi in realtà che gli avrebbero garantito fama e ricchezza, in luogo della miseria patita e dell’oblio nel quale, ancora oggi, la critica ufficiale tende a relegarlo.

Napoli, ma più correttamente l’intera nazione, non ha ancora saldato il debito di riconoscenza che spetta a Francesco Mastriani.

La ricorrenza del duecentesimo anniversario della nascita, avrebbe dovuto rappresentare un’occasione da non sprecare, per tributare allo scrittore napoletano i giusti onori che, a tutt’oggi, gli sono stati negati.

Il monumento che nel lontano 1929 la città si era ripromessa di dedicargli, è ancora una chimera.
Di quella proposta resta la superlativa testimonianza del grande scultore Filippo Cifariello, autentico memento, che documenta, plasticamente, il mancato omaggio che la città dovrebbe rendere ad uno dei suoi figli migliori.

È auspicabile che, quest’anno, gli si dedichi l’edizione del “Maggio dei monumenti”, come già è avvenuto per celebrare Benedetto Croce, Totò, Giambattista Vico e Gaetano Filangieri.

Nel recinto degli uomini illustri del cimitero monumentale di Poggioreale, che invero versa in condizioni deprecabili, si erga quantomeno una stele che ne eterni la gloriosa memoria.

Il meraviglioso busto in gesso che realizzò Cifariello, lo si realizzi finalmente in bronzo, collocandolo magari in uno dei viali della villa comunale.

È il momento che, a tal fine, anche la scuola faccia la sua parte, facendo conoscere ai ragazzi questo straordinario scrittore promuovendo la lettura dei suoi romanzi.

La commissione toponomastica, si attivi per dare maggiore risalto con una strada, meno marginale di quella attuale, o con una targa, affinché si tramandi, nella maniera più degna e consona, il romanziere di Napoli.

Il “Roma”, memore del prezioso contributo dato a questo storico quotidiano (Mastriani vi collaborò per anni, ndr) sull’esempio di quanto hanno fatto altre testate per ricordare le collaborazioni di insigni scrittori, promuova un premio a lui dedicato.

Se davvero si vuole dar vita al riscatto di questa città, occorre puntare su figure come Mastriani, obliate e mortificate, dalle quali, al contrario, è possibile far scaturire un sano orgoglio civico, un senso di appartenenza ad una realtà che, come si evince dalla produzione letteraria e dalla biografia dell’insigne scrittore, è fatta di grande dignità, coerenza, bellezza ed ingegno. Antesignano di fenomeni letterari che, altrove, pur attecchendo in maniera successiva alle sue pubblicazioni, hanno riscosso consensi tali da determinare le fortune dei rispettivi artefici.

Napoli dovrebbe dirsi sinceramente orgogliosa d’avergli dato i natali; i napoletani dovrebbero avvertire il desiderio di correre ai ripari per rimediare a questa sorta di damnatio che, per insipienze e scelte meschine, ha determinato una situazione che, in altre latitudini, avrebbe dell’inverosimile.

Noi tutti glielo dobbiamo e lo dobbiamo a noi stessi, poiché, in un’epoca fatta di falsi miti, avremmo bisogno di personalità come quella di Francesco Mastriani che, con la sua monumentale opera letteraria, ha raccontato Napoli in maniera autentica.

Gaetano Bonelli

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 24 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 24 Novembre 2019

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