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LA PROPOSTA

Il “Teatro di sicurezza”: l’idea della compagnia “La fermata”

Teatro | 26 Aprile 2020

La distanza imposta dagli ultimi eventi sta ridefinendo il nostro modo di relazionarci agli altri, portando cambiamenti più o meno grandi nella vita di ognuno. Tra le dimensioni a essere maggiormente colpite c’è quella dello spettacolo, dei live musicali, delle presentazioni editoriali e del teatro. Proprio da ragazzi impegnati da anni in quest’ultimo settore, in Irpinia, arriva una proposta: quella del “Teatro di sicurezza”. La compagnia “La fermata”, fondata da Francesco Teselli e Gilda Ciccarelli, ha pensato di condividere infatti alcuni monologhi recitati da casa coinvolgendo chi in vario modo aderisce ai loro progetti (dai membri del gruppo principale agli allievi dei diversi corsi che tengono nell’avellinese e nel beneventano).

Così, seguendo la loro pagina Facebook, si possono trovare ad esempio il monologo del “Grande dittatore” di Chaplin, interpretazioni di Pavese, De André, Majakovskij, il premio Nobel Tagore e il folletto shakespeariano Puck.

Un modo per non lasciar spegnere la passione per la cultura, la curiosità verso il pensiero di chi ha cercato di testimoniare un’altra umanità possibile. O per domandarsi, come fa Francesco in un testo scritto in questi giorni, “Cosa lasceremo ai nostri figli” quando questa vicenda sarà passata: quali sono i disagi di chi condivide la quarantena con chi non vorrebbe e la fortuna di chi sta con le persone che ama, cosa rimarrà nella memoria collettiva della San Pietro deserta, della diffidenza e della paura, quale sarà insomma la traccia lasciata da una storia inaspettata per tutti.

Non sappiamo come saranno i prossimi sviluppi ma iniziative simili sono da incoraggiare, magari facendo rete, provando a non lasciare che la narrazione sia soltanto quella del dramma che attraversiamo o di chi cerca a ogni costo lo scontro e la divisione per rinfocolare il disprezzo, la ricerca eterna d’un nemico. In fondo cercare di raccontare, ognuno con i suoi mezzi, è esigenza umana da sempre. Anche nei tempi peggiori.

Domenico Carrara

Un articolo di Domenico Carrara pubblicato il 26 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 26 Aprile 2020

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