lunedì 21 giugno 2021
Logo Identità Insorgenti

LA PROTESTA

Circensi, animatori, attori, registi: il mondo dello spettacolo in piazza per la crisi

Battaglie | 30 Ottobre 2020

Si sono dati appuntamento in tutte le piazze di Italia, a Napoli a piazza del Gesù, gli operatori dello spettacolo. Non solo attori e registi ma anche quelle categorie come i “circensi”, cioè coloro che lavorano nei circhi, o gli animatori. In piazza per chiedere la riapertura delle attività: “È un errore chiudere teatri e sale cinematografiche. Luoghi che avevano garantito le misure contro i contagi, la protezione della salute ai lavoratori e agli spettatori. Il settore obbligato dall’inizio della crisi a fermarsi, deve subire un altro brusco stop che non comprendiamo, soprattutto perché le misure imposte non consentivano il ritorno alla normalità, e comunque davano spazio, a nostro avviso, a un aumento della capienza, ove possibile, mantenendo le condizioni di sicurezza. Chiediamo al Governo di ripristinare l’operatività del settore, perché sappiamo che in questi mesi molti teatri sono rimasti chiusi e diverse sale cinematografiche hanno definitivamente chiuso. Il comparto ha la necessità di essere sostenuto, per avere una reale ripartenza e una prospettiva futura. Nel frattempo è necessario garantire un sostegno certo ai lavoratori. In troppi non hanno ancora ricevuto le indennità promesse. Queste sono le motivazioni della manifestazione, che si svolgerà a livello nazionale a cui parteciperanno, nel rispetto delle misure anticovid, tutti i lavoratori dello spettacolo”.

Gallery Antonio Corradini – Federico Hermann

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 30 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 30 Ottobre 2020

Articoli correlati

Battaglie | 26 Aprile 2021

Recovery Sud: i live da piazza del Plebiscito con i sindaci del Mezzogiorno

Battaglie | 14 Aprile 2021

Continua la protesta alla Madonna Assunta: i genitori incontrano l’Ufficio Scolastico Regionale

Battaglie | 11 Aprile 2021

A Portici la Mensa dei Poveri è a rischio: La pandemia ha generato insoluti