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LA PROTESTA

Essenziali ma invisibili: i Professionisti Sanitari esclusi dal DDL Bilancio 2021

Senza categoria | 23 Novembre 2020

Il 16 novembre il Consiglio dei Ministri ha pubblicato in via definitiva il Ddl Bilancio 2021.

Gli articoli oggetto della disputa sono i tanto attesi incrementi salariali, promessi dal Premier Conte ai Professionisti del settore Sanitario, ma poi assegnati solo alle categorie che rappresentano solo la “punta dell’iceberg” di un sistema molto complesso, i medici e gli infermieri:

Il testo ha scatenato la rivolta di Professionisti sanitari appartenenti categoria D del CCNL in cui sono compresi specialisti come Tecnico Sanitario di Radiologia, Assistente Sanitario, Tecnico Ortopedico, Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico che, nonostante siano in prima linea nella lotta al covid-19, son stati esclusi dal provvedimento.

Questi professionisti hanno creato il gruppo Facebook “Professioni Sanitarie: mobilitazione contro la Manovra di Bilancio 2021” che in pochi giorni ha raggiunto oltre 7000 adesioni.

Premiare solo una o più figure professionali comprese nella stessa categoria è una discriminazione, nonchè un sintomo di inefficacia della catalogazione ministeriale. Le modifiche del CCNL andrebbero sempre discusse per categorie non per specifiche figure professionali.

Le distorsioni di questo provvedimento sono tantissime.

Si pensi al fatto che un Tecnico di Laboratorio (es. addetto all’analisi dei tamponi) o un Tecnico di Radiologia (es. addetto alla tac di un paziente positivo)  di una città come Napoli o Milano non sia coinvolto nei benefici del documento di bilancio, mentre un infermiere dell’ASL di Pedesina (paese meno popoloso d’Italia ndr.), presumibilmente meno a rischio, usufruirà dei benefici dell’Art.74.

Sono queste distorsioni che hanno spinto i professionisti di categoria ad unirsi per far sentire le loro voci.

Le rivendicazioni delle Professioni Sanitarie escluse dal Ddl

Il settore sanitario messo in ginocchio dal Covid-19 sta reggendo grazie al lavoro di migliaia di professionisti del settore, non solo medici e infermieri.

Il gruppo, come si legge nel manifesto allegato alla pagina facebook, nasce per protestare contro il disegno di Legge di Bilancio 2021 “che non solo non ne valorizza la professionalità e non ne gratifica economicamente le competenze, ma non li cita nemmeno. Una vera e propria discriminazione nei confronti di chi lavora con competenza e professionalità per garantire i livelli essenziali di cura per il cittadino”.

Il Sistema Sanitario Nazionale non può e non deve avere corpi distinti, ma deve necessariamente essere considerato come un “tessuto essenziale unico al funzionamento dell’organismo”.

Noi usati per scopi propagandistici

Una recriminazione dei 7000 iscritti  è quella di essere stati letteralmente “usati” da questa classe politica “molto attenta a pubblicizzare, ma poco incline ad approfondire la valenza multidisciplinare e curriculare di ogni professionista” e di ignorare colpevolmente la conoscenza del contesto solo per pulirsi la coscienza davanti al mainstream: “Probabilmente ignari del fatto che, senza il lavoro di trincea di questi Professionisti, non riuscirebbero a definire Eroi quei medici e infermieri che, con abnegazione e passione, restano, gli unici ad essere sotto i riflettori.”

Non una class action ma una necessità di rispetto

Il loro esasperato grido vuole colpire non solo la classe dirigente ma anche la stampa, i salotti TV e i cittadini: “Chiediamo maggiore rispetto e coinvolgimento col fine di cessare questa dannosa indifferenza nei nostri confronti. La Classe Politica la smetta di fingere di dimenticare le tutte le Professioni Sanitare Tecniche, Riabilitative e della Prevenzione”.

Per curare un paziente colto dagli effetti negativi del coronavirus il processo è davvero più composito e rischioso di quello che ci propongono sul mainstream.

“Ci chiediamo perchè gli infermieri, che sono Professionisti Sanitari come noi, devono essere premiati con indennità di specificità e tutti gli altri no? Siamo forse figli di un Dio minore o addirittura non pienamente integrati in questo Stato?”.

Questi specialisti non chiedono un trattamento di favore rispetto a tantissime categorie di lavoratori falcidiate da questa orrenda crisi, né tantomeno gridano giustizia ai colleghi medici e infermieri. Non vogliono essere definiti angeli o eroi ma figure competenti al pari dei colleghi più “famosi”.

“La nostra non è una pretesa bensì la necessità di avere un ruolo riconosciuto corrispondente al nostro impegno rispetto alla Salute Pubblica essendo impegnati quotidianamente a contrastare, come lo stanno fanno i Medici e gli Infermieri, ogni situazione critica. Esposti, come tutti gli altri, a fattori di pericolosità non soltanto microbiologiche”.

Ancora una volta il Governo si è dimostrato troppo lontano dalla realtà del paese e dal lavoro di tutte quelle figure professionali essenziali ma purtroppo invisibili. Includere queste categorie negli art.73 e 74 del Ddl Bilancio è un riconoscimento del ruolo che questi professionisti svolgono quotidianamente nel Servizio sanitario nazionale.

“abbiamo bisogno di risposte e di scuse ufficiali da parte delle Istituzioni, quelle che noi ogni giorno serviamo con il nostro lavoro senza chiedere mai nulla tranne che in questo momento in cui la priorità è la difesa della nostra dignità”.

Antonino Del Giudice 

Un articolo di Antonino Del Giudice pubblicato il 23 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 23 Novembre 2020

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