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LA PROTESTA

Il 6 Giugno studenti e lavoratori in piazza anche a Napoli

Attualità | 5 Giugno 2020

Con la tanto attesa fine del lockdown, riprendono anche le manifestazioni di studenti e lavoratori, che in periodo di quarantena si sono adattati protestando da casa e ora tornano tra le strade per far sentire le proprie ragioni. La prossima mobilitazione è programmata per il 6 Giugno in molte città: a Napoli l’appuntamento è fuori all’ospedale Loreto Mare, alle ore 11.

Dopo la manifestazione dello scorso 23 Maggio, ora il Fronte Unico di classe torna in piazza il 6 Giugno, in una mobilitazione che vede unite più di 15 piazze in tutto il paese. Il Fronte Unico è una nuova struttura unitaria, che vede partecipi realtà sindacali e politiche  che hanno deciso di coordinarsi insieme per poter rispondere al meglio alla prossima crisi, di cui vediamo già le prime avvisaglie.

6 Giugno: atto 1° della protesta

Quella di Sabato è una manifestazione che è solo il primo atto delle lotte che vedremo svolgersi nei prossimi mesi. Durante e dopo la fase della quarantena,  è aumentato il numero dei precari e dei senza lavoro: lavoratori, disoccupati, studenti. Ma soprattutto nuovi poveri, ormai alla frutta: molte partite iva incluse. Il covid-19 di certo non ha distrutto il sistema del consumismo, il moderno capitalismo, ma ha contribuito ad evidenziarne le contraddizioni, che viviamo tutti, ogni giorno, sulla nostra pelle. Da una scuola che ci cade in testa, allo stipendio che non arriva. Dal lavoro assente, alla pensione bassa.

Dall’appello dei lavoratori, studenti e disoccupati, arriva un messaggio che non è una richiesta di aiuto, ma una chiamata a mobilitarsi contro queste evidenti contraddizioni. Un preciso percorso di lotta. Da un lato c’è chi scarica la crisi sulle classi popolari, massacrandole di lavoro per poter guadagnare il più possibile, tagliando ulteriormente su fondi e sussidi, invece dall’altro lato i lavoratori, che sono sfruttati come macchine: una visione che può ricordare l’Ottocento, ma che è più attuale che è mai. Solamente, si è evoluta. E poi gli studenti, a cui non viene dato un futuro, e non viene garantito il diritto allo studio: lo abbiamo visto nelle manifestazioni studentesche a fine Maggio. In tutto ciò, i disoccupati sono lasciati al loro destino, ora più cupo che mai, visto l’aumentare della difficoltà a poter trovare lavoro. E ancora: rider, insegnanti precari, immigrati e addetti alle pulizie, che chiedono diritti.

Un F35 vale 7000 respiratori e innumerevoli vite

Durante la pandemia da coronavirus sono saliti a galla tutti i problemi dei tagli alla sanità. Infatti la manifestazione di Sabato vede con occhio di riguardo infermieri e dottori. Mentre in televisione venivano osannati come “eroi”, negli ospedali fatiscenti e senza attrezzature venivano massacrati con turni asfissianti. Un dato balza subito agli occhi: un F35, il caccia militare adottato dall’esercito italiano, vale quanto 7000 respiratori. Il nostro governo spende milioni di euro per uno strumento che distrugge vite, quando si potrebbero investire in salute. È per questo che si chiede di tagliare le spese militari, dall’esercito italiano alla NATO: miliardi di euro che invece potrebbero andare alla sanità e all’istruzione. Perchè la vita di un uomo vale più del prezzo di un bombardiere.

Tra i punti nel campo della sanità c’è quella di assumere ulteriore personale sanitario: più infermieri al lavoro e meno precari. E ancora: requisizione delle cliniche private per poterle dare ai quartieri, che di anno in anno hanno visto chiudere presidi medici e ambulatori. Si aggiunge poi la richiesta di tagliare le grandi opere dannose per l’ambiente, come TAV, TAP e Muos. Inoltre maggiori fondi e sussidi per gli studenti, così come un salario medio garantito per i disoccupati, i precari, i cassaintegrati che non vedono un euro dall’inizio della pandemia. Una certa attenzione anche per i detenuti, che vivono in condizioni pessime, ammassati in piccole celle, senza alcuna tutela. Per loro viene chiesta l’amnistia e misure sanitarie per garantirne la sicurezza. Tutto questo può sembrare utopico o irrealizzabile, ma potrebbe concretizzarsi se si cominciasse a mettere l’uomo prima del profitto di pochi.

Quindi il messaggio è chiaro: siamo tutti sulla stessa barca contro gli sfruttatori e dobbiamo lavorare insieme. E i manifestanti lo grideranno forte anche nella nostra città, questo Sabato alle 11 fuori al Loreto Mare.

Ciro Giso

Ph Salvatore Laporta / Kontrolab

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 5 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 5 Giugno 2020

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