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LA PROTESTA

L’ultimatum di Officina delle Culture: “Consegneremo le chiavi al Sindaco”

Battaglie | 20 Luglio 2020

E alla fine, davanti a palazzo San Giacomo, stamattina sono arrivati anche i bambini e i ragazzi dell’Officina delle Culture “Gelsomina Verde”. La richiesta resta, da due anni ormai, sempre la stessa: ufficializzare l’affidamento alle associazioni dell’immobile in via Ghisleri, quartiere Scampia.

La vicenda, che abbiamo ampiamente trattato in un precedente articolo, ha raggiunto un ulteriore punto di sviluppo. A piccolissimi passi, questa amministrazione sta lavorando – sospinta soprattutto dalla perseveranza delle associazioni di Scampia – per definire la concessione alle associazioni dell’ex istituto scolastico strappato – solo grazie all’Officina delle Culture – alle grinfie della camorra.

La protesta: “Senza risposte, consegneremo le chiavi al sindaco!”

Dopo un dialogo di 3 anni, un contratto scaduto da 2 anni, un ottobre vissuto con uno stato di Polizia, minacce di chiusura, campagna di veleno e fango, oggi l’Officina delle Culture “Gelsomina Verde” sposta le proprie attività d’avanti al Municipio di Napoli“. A raccontarlo è Ciro Corona, fondatore di “(R)esistenza Anticamorra” e anima delle esperienze dal basso che continuano a favorire lo sviluppo di Scampia.

Dai balconi di Palazzo San Giacomo, infatti, l’amministrazione ha potuto osservare le attività promosse dalle tredici associazioni dell’Officina: karate, fitness, clown-terapy, doposcuola, pilates e altre forme di preziosa aggregazione che, in seguito alle vicende amministrative e burocratiche legate all’immobile di via Ghisleri, hanno smesso di avere una “casa”.

In piazza, insieme all’Officina, erano presenti la mamma e il fratello di Gelsomina Verde, il Coordinamento Territoriale Scampia, l’educativa Territoriale presente in passato nella Piscina comunale, i bimbi che hanno perso la loro “casa” e i presídi Territoriali popolari.

Ricordiamo, infatti, che le vicende legate al cespite di via Ghisleri, interessano, grazie alle attività svolte al suo interno, circa cinquanta ragazzi, 11 detenuti e 600 le famiglie che, a vario titolo, avevano trovato nell’Officina un ottimo spazio aggregativo. Una perla preziosa in un contesto assai complesso come quello della periferia a Nord di Napoli.

Un’Amministrazione che dimentica le periferie, i minori, le classi in difficoltà” – afferma Ciro Corona – “un’amministrazione che smette di dialogare con i territori per costruire carriere politiche, non è degna di rappresentare una Capitale. Occorrono risposte e tempi certi, rispetto per la tanto decantata democrazia partecipata, occorre una scelta politica senza compromessi, restituire all’Officina dignità e splendore, prerogative conquistate col territorio, prima dell’incarico dell’assessora Clemente“.

E la manifestazione di questa mattina è cominciata con il sapore amaro dell’ultimatum: “Se oggi non ci saranno risposte su tempi e modalità consegneremo le chiavi al Sindaco“.

Ottenuto il riconoscimento del valore sociale dell’Officina

Non è poco. Il risultato ottenuto dalle associazioni scese in piazza è una buona garanzia sul futuro. A fine giornata, infatti, una rappresentanza dell’Officina ha ottenuto un incontro con il vicesindaco Enrico Panini, Alberto Corona e Alessandra Clemente.

L’assessorato all’ambiente, insieme ad Asìa” – ci spiega Ciro Corona – “riconoscerà di fatto il valore sociale delle realtà dell’Officina, tutelando ufficialmente le loro attività fino al contratto definitivo che il Comune sta preparando e che avverrà non prima dell’approvazione del Bilancio e del DUP, quindi non prima di novembre“.

Dunque, allo stato dei fatti, l’amministrazione riconosce ufficialmente all’Officina l’occupazione dell’immobile di via Ghisleri, nell’attesa di stipulare un nuovo contratto che dovrà essere preceduto dall’approvazione del Bilancio in Consiglio Comunale.

Ci fidiamo di Del Giudice” – conclude Corona – “ma ci dispiace aver dovuto utilizzare metodi così plateali per ottenere un appuntamento e farci ascoltare“.

Il velo di incertezza che ha coperto per troppo tempo questa vicenda, lascia tuttavia intravedere almeno due certezze: da un lato, è evidente la fame di riscatto che alberga i cuori della gente di Scampia. Esperienze come quelle dell’Officina mettono in luce la vitale importanza delle attività promosse dalle associazioni nate dal basso. Oggi, quel quartiere martoriato della periferia, può essere considerato il più grande cantiere sociale d’Europa.

Inoltre, la seconda certezza è che questa gente, per fortuna, è dura a mollare. La fame di diritti continua ad accompagnare ogni azione del collettivo di associazioni. E, se non bastasse la testimonianza delle opere, Ciro Corona ci raggiunge per confermare l’intuizione: “Continuiamo a non mollare!“, ci dice al telefono. E in storie come queste, le parole diventano carezza: la parte sana di questa città, la maggioranza dunque, vi sostiene e lotta con voi. Garantito.

Rocco Pezzullo

Un articolo di Rocco Pezzullo pubblicato il 20 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 30 Maggio 2021

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