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LA PROTESTA

Prima della Tosca al Plebiscito, la parola ai lavoratori autonomi dello spettacolo

Spettacolo | 23 Luglio 2020

Mentre questa sera la Prima di Tosca in Piazza Plebiscito rappresenterà per il Teatro San Carlo la ripresa ufficiale delle attività artistiche rivolte al grande pubblico, esiste, a livello regionale ma anche nazionale, una realtà più numerosa e articolata che stenta ancora a vedersi riconoscere i propri diritti di rilancio: quella dei lavoratori non dipendenti e quindi legati alla ricerca autonoma di occasioni per potersi esibire. Sono per lo più giovani che, fino al momento della chiusura totale di ogni attività a causa della pandemia, riuscivano bene o male a esibirsi presso strutture private o in occasione di eventi, o ovunque si offrisse loro un palcoscenico, reale o naturale, anche in piazze o vie frequentate dal turismo. Ma con la riapertura, come era prevedibile, la situazione è subito apparsa completamente stravolta, e la ripresa per loro è ancora un miraggio, un  luce ancora lontana in fondo ad un tunnel ancora eccessivamente lungo. Una richiesta di aiuto che questa sera avrà un un nuovo rilancio con la lettura, sul palco di Piazza Plebiscito prima dello spettacolo, di un comunicato con il quale si pone nuova luce sulle urgenze relative a un ambito che, lungi dall’essere avulso dalla serata, sposa appieno l’evento, rappresentando una sostanziosa parte di quel più grande universo che risponde al nome di Cultura.

Già lo scorso 10 giugno, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Napoli Teatro Festival Italia, un folto gruppo di rappresentanza del Coordinamento Arte e Spettacolo Campania, il collettivo nato per riunire le realtà locali nel mondo dello spettacolo legate alla problematica, organizzarono una manifestazione pacifica davanti all’ingresso di Palazzo Reale, dove si svolgeva l’evento, e una delegazione fu ammessa a parlare a sul palco del Teatrino di Corte per spiegare le loro  difficoltà e mettere in luce la loro necessità di attenzione: una richiesta di aiuto che non passò inosservata a Ruggero Cappuccio, presidente del Napoli Teatro Festival per il quarto anno consecutivo, il quale, colpito dal messaggio lanciato dai delegati, si offrì pubblicamente di avviare un tavolo tecnico per cercare una via di risoluzione o di aiuto per sbloccare la situazione. Un impegno che ha mantenuto, come ci è stato raccontato da Alessandro Granato, giovane diplomato in canto presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, e apprezzato e conosciuto da molti anche per la sua inveiva e il coraggio nell’affrontare le difficoltà con ottimismo.

Alessandro, ci vuoi spiegare meglio da chi è composto il vostro collettivo? 

“Certamente. Il nostro collettivo a livello locale prende il nome di Intermittenti Spettacolari, ed è formato da musicisti, danzatrici, attori e tutte le maestranze artistiche, che nasce durante i mesi di quarantena prima online e successivamente di persona, con l’obiettivo di mettere in luce la drammatica condizione in cui i lavoratori di queste categorie sono costretti ad operare, di aiutare la categoria ad emergere dalla piaga del lavoro in nero e di formare una rete con altre entità simili per arrivare al Governo con proposte concrete, per riformare il sistema fiscale e burocratico legato al nostro lavoro. Sono nate diverse collaborazioni ed alcune in particolare hanno dato vita al Coordinamento Arte e Spettacolo Campania con cui abbiamo fatto manifestazioni prima a Napoli (proprio a Piazza del Plebiscito) e poi a Roma insieme ai colleghi proveniente da tutta Italia, abbiamo aperto dei canali di comunicazione con le istituzioni prima locali ed oggi anche nazionali (abbiamo finalmente partecipato ad un primo tavolo in videoconferenza con il Ministro alla Cultura Franceschini) per collaborare ad una riforma del sistema.”

A che punto è la situazione della vostra mobilitazione?

“Ieri sera si è svolta l’assemblea del Coordinamento Arte e Spettacolo Campania per scrivere il comunicato che andremo a leggere la sera del 23 prima della Tosca a Piazza del Plebiscito, ed anche noi di Intermittenti Spettacolari eravamo presenti. Già a giugno, abbiamo ricevuto l’appoggio del Napoli Teatro Festival per divulgare i nostri messaggi ed infine, cronologicamente parlando, anche della Fondazione Teatro di San Carlo nella persona della Dottoressa Emanuela Spedaliere, che ci ha ricevuti dandoci la possibilità di leggere un nostro comunicato proprio la sera della prima alla presenza del Presidente De Luca, del Sindaco De Magistris, ed altre personalità che sicuramente saranno presenti. Il comunicato parlerà alla pancia dei presenti in relazione ai lavoratori dello spettacolo, quelli invisibili, che montano palchi, gestiscono suoni e luci, creano scenografie, abiti di scena, oltre che degli artisti che calcano le scene, ma soprattutto di quelli meno “in vista”, coloro che definiremmo “artigiani dell’arte” che formano e preservano il tessuto culturale del nostro paese e che nella maggior parte dei casi vivono e lavorano senza tutele e diritti. Parleremo dell’esigenza di individuare delle modalità e criteri più inclusivi per distribuire gli aiuti post covid ma anche i fondi per la cultura, spesso a vantaggio solo dei grandi Enti, dell’esigenza di un dialogo permanente tra le istituzioni ed i lavoratori dello spettacolo, dell’esigenza di una riforma radicale del sistema dell’intermittenza e dell’esigenza di un rappresentante della Regione che si faccia portavoce di questa necessità nell’ambito delle conferenze Stato Regioni e di altre misure a sostegno del reddito per le categorie più fragili, facendoci portavoce di tutte queste categorie di ogni campo lavorativo. Questo è solo l’inizio ed abbiamo intenzione di arrivare fino in fondo sfruttando questo momento storico dove si stanno alzando tutti quei tappeti dove sono stati occultati questi problemi fino ad esplodere. Ed il Covid è stato solo una miccia.”

Un impegno ambizioso, ma necessario, direi. E come siete collegati a livello nazionale?

“Come Intermittenti Spettacolari, a livello nazionale siamo in collegamento con il FAS (Forum Arte Spettacolo) ed altri collettivi e reti come KeepOn, e poi abbiamo fatto diversi incontri in video chiamata già durante il lockdown con tanti professionisti del settore ed anche commercialisti, consulenti del lavoro, abbiamo avuto un confronto con un esponente della CGIL, etc. Ad ogni modo sin da subito abbiamo cercato di dividerci i campi di azione ed i rapporti con le altre realtà.”

Dunque, un lavoro di squadra a livello nazionale che ci auguriamo porti a risultati davvero importanti …

“Importanti ed urgenti: può essere l’occasione per costruire finalmente un programma nazionale a tutela dei lavoratori del mondo dello Spettacolo ad ogni livello!”

Grazie, Alessandro, per queste notizie, ed in bocca al lupo per tutto ciò che vi prefiggete di ottenere. Sono sicuro che questa sera in Piazza Plebiscito avrete il sostegno morale e l’appoggio di tutti, soprattutto dei colleghi e dei professionisti che si esibiranno per la Tosca; che sia un’occasione di rinascita per tutti coloro che hanno il privilegio di trasmettere Cultura attraverso l’Arte e lo Spettaolo.

“Grazie a voi. Il sostegno di tutti è in questo momento fondamentale, occorre fare rete a ogni livello, perché ne va del futuro di tutta la categoria a tutti i livelli.”

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 23 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 23 Luglio 2020

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