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LA PROTESTA

Sciopero dei lavoratori a Pompei: i Cobas denunciano riduzione dell’orario di lavoro

Beni Culturali | 15 Settembre 2020

L’appuntamento è oggi alle 10 in piazza Anfiteatro a Pompei per lo sciopero indetto dai lavoratori di Opera laboratori fiorentini aderenti alla sigla sindacale Cobas, in particolare gli addetti alle biglietterie e all’accoglienza del Parco Archeologico di Pompei e del Parco Archeologico di Ercolano. Saranno in pochi e non impediranno la regolarità degli ingressi agli scavi, supportati però dal gruppo Facebook “Mi riconosci Campania”. Non aderiscono alla manifestazione gli altri lavoratori dell’azienda iscritti ad altre sigle sindacali.

Il comunicato dei Cobas mette in evidenza che:
“Questi lavoratori sono da 4 mesi senza la cassa integrazione, i pagamenti sono fermi al 10 maggio.
A causa del covid-19 lo stipendio di circa 60 dipendenti si è, in alcuni casi, più che dimezzato, passando dalle 158 ore mensili alle 60 attuali, a fronte di lavoratori che da 20 anni garantiscono la fruizione dei siti turistici in questione a circa 4 milioni di visitatori l’anno.”
L’azienda, si legge nella nota del sindacato , “da mesi sta effettuando una riduzione dell’orario di lavoro a causa dell’emergenza Covid-19 che costringe i dipendenti addetti al Parco Archeologico di Pompei, già economicamente provati dal mancato pagamento da parte dell’INPS delle integrazioni salariali, ad effettuare quotidianamente lunghi spostamenti per raggiungere la sede di lavoro (con i conseguenti costi di trasporto) per svolgere poche ore di prestazione lavorativa”.
L’azienda, sottolineano sempre i Cobas, “ha fino ad oggi ignorato le richieste dei lavoratori di ridistribuire l’orario di lavoro con una riduzione verticale che consenta di effettuare lo stesso monte orario di lavoro ripartito in meno giorni della settimana”. Infine, fa sapere il sindacato, “il tentativo di conciliazione in sede aziendale è stato esperito con esito negativo per mancata convocazione da parte dell’autorità competente”.
Secondo i Cobas del Lavoro Privato questi lavoratori “svolgono servizi essenziali per i due siti ma spesso lavorano in condizioni insufficienti e senza tutele, specie contro atti di vandalismo e aggressioni. Abbiamo chiamato perfino l’Asl di competenza per ottenere condizionatori in alcuni luoghi di lavoro, oltre a delle sedie. “

Con lo sciopero i dipendenti chiedono anche l’internalizzazione del servizio soprattutto per chi lavora già da 20 anni nel sito e rischia, in caso di nuova gara d’appalto per i servizi aggiuntivi, di perdere il posto di lavoro. L’internalizzazione è stata recentemente concessa ai collaboratori scolastici.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 15 Settembre 2020 e modificato l'ultima volta il 15 Settembre 2020

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