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LA PROTESTA

Vaccini alla Mostra d’Oltremare, attese lunghissime, sotto la pioggia. Ma la Campania è la regione con più dosi utilizzate

Sanità | 9 Gennaio 2021

Lunghissime file anche oggi, per il secondo giorno di vaccino all’esterno della Mostra d’Oltremare, dove Asl e Regione hanno allestito il Covid Vaccine center. Ed è polemica, mentre medici, infermieri, operatori sanitari sono in attesa del proprio turno dalle prime ore di questa mattina e le code, che si snodano sotto la pioggia, arrivano fino all’antistante piazzale Tecchio.

Ieri l’attesa media si è assestata intorno alle due, tre ore. La prima giornata si è conclusa intorno alle 22 e alla fine sono stati 1700 i vaccinati. Nel corso della mattinata l’Asl Napoli 1 ha allestito una serie di gazebo all’esterno della Mostra d’Oltremare per permetterse alle persone di attesa di ripararsi. Ciò non è stato ovviamente sufficiente per le centinaia e centinaia di persone affluite nel piazzale.

I sindacati: “Con questi assembramenti si rischia”. Asl sotto accusa

In una nota protesta la Fp Cgil Area Metropolitana di Napoli, sottolineando anche il rischio contagio legato agli assembramenti: «Ha del clamoroso e sconcertante quello che è accaduto nella giornata di ieri e sta accadendo anche oggi a Napoli in riferimento alle vaccinazioni per gli operatori sanitari delle strutture pubbliche e accreditate organizzate dalla Asl Napoli 1. Alla Mostra d’Oltremare file interminabili, lavoratrici e lavoratori in coda anche per 7 ore e mezza sotto la pioggia e senza alcun controllo, costretti ad assembramenti mai visti neanche nei centri commerciali durante lo shopping, un solo servizio igienico per migliaia di persone e senza distinzione tra uomini e donne, lavoratori del servizio pubblico costretti nei box a rendere le prestazioni anche per 16 ore ed ai quali va tutto il nostro sostegno. E’ questa la fallimentare organizzazione messa in moto nel territorio dell’Area Metropolitana di Napoli dall’Azienda Sanitaria Locale Napoli 1. Sulla strada dell’immunità di gregge gli operatori sanitari trattati come bestie e sottoposti ad un incredibile rischio di contagio». La nota a firma Alfredo Garzi Cosentino, GiosuèDi Maro e Marco D’Acunto parla di che «situazione scaturita dalla improvvida modalità con la quale l’Azienda Sanitaria ha organizzato le operazioni: nessuno scaglionamento, non siamo a conoscenza di confronto con le associazioni datoriali della sanità accreditata, sicuramente nessun confronto con le organizzazioni sindacali per provare a rendere un servizio in maniera umana ed efficiente. Un colpo durissimo alla dignità di migliaia di operatrici ed operatori del settore e con un rischio di contagio elevatissimo».

Secondo i dati del ministero, la Campania è la prima regione per somministrazione dei vaccini

C’è da dire che secondo i dati aggiornati alle 15 di oggi sul sito dedicato di Presidenza del Consiglio, ministero della Salute e Commissario Straordinario, a due settimane dal Vax Day del 27 dicembre, la regione in cui sono stati somministrati più vaccini è la Campania, penultima la Lombardia.

Secondo i dati, la Campania è la regione in cui sono stati somministrati più vaccini: il 75,2% delle dosi (50.427 su 67.020) Finora alle 15 di oggi erano stati somministrati 512.824 dosi del vaccino contro il Covid, delle circa 908.700 consegnate finora nel nostro Paese: il 54,9%.

Il report online del Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria fornisce anche i dettagli delle dosi: 317.753 sono state somministrate a donne e 195.071 a uomini. La fascia d’età a cui sono state iniettate più dosi è quella 50-59 anni (143.873 vaccinazioni), seguita dalla fascia 40-49 (110.336) e da quella 30-39 (85.793). La stragrande maggioranza delle vaccinazioni riguarda operatori sanitari e socio-sanitari (416.292), a seguire personale non sanitario (57.016) e anziani ospiti delle Rsa (31.279).

Foto: Alberto Guarino

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 9 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 9 Gennaio 2021

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