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La “Questione Napoli” arriva a Roma: il 21 febbraio mobilitazione contro i pignoramenti alla cassa del Comune di Napoli

News | 17 Febbraio 2018

NAPOLI, 17 FEBBRAIO – La chiamata alle armi è stata lanciata direttamente dal sindaco de Magistris non più di qualche giorno fa: Napoli pretende lo sblocco dei debiti per i commissariamenti post terremoto del 1980 e dell’emergenza rifiuti. Secondo Palazzo San Giacomo il predissesto in cui versa attualmente il Comune di Napoli è maturato a seguito delle scellerate politiche delle amministrazioni precedenti e dei commissariamenti passati che pendono come una spada di Damocle sulle casse cittadine. Di seguito riportiamo il comunicato degli organizzatori della manifestazione:

“L’appello alla città per una mobilitazione a Roma il 21 Febbraio, sotto il palazzo del Governo, nasce dalla necessità politica di riaprire con forze e determinazione la Questione Napoli, che rischia altrimenti di diventare una variabile dipendente delle elezioni politiche. La necessità di parlare del destino della terza città d’Italia va insieme alla necessità di tornare a parlare di democrazia, soprattutto a Sud Italia, chiedendoci fino in fondo se pensiamo che la stessa sia subordinata alla finanza o se, invece, i diritti dei territori e delle comunità vengono prima della ragione economica.

La necessità di prendere parola insieme, collettivamente, innanzitutto come città, deriva da un ulteriore pignoramento della cassa del comune di Napoli – 24 milioni di euro – che segue quello di centoventi milioni dell’anno scorso. Ciò che la città di Napoli viene costretta a pagare sono debiti che risalgono al commissariato straordinario per il terremoto dell’80 (cr8) e quello per l’emergenza rifiuti (UTA).

Sono debiti su cui pesano enormi interessi delle banche e che vengono fuori da una stagione politica connotata da troppe ombre e, spesso, da un uso irresponsabile e inefficace dell’erario pubblico. Questo quadro è reso ancora più fosco dal fatto che, mentre i debiti incalzano i napoletani, la città ancora paga il disastro ambientale e sociale delle emergenze passate, senza che alla sottrazione di risorse sia mai corrisposta una riqualificazione del territorio.

Dobbiamo, insomma, pagare ancora mentre siamo costretti a fare i salti mortali per allontanare il baratro sul ciglio del quale abbiamo trovato la città sette anni fa.

Ricordiamo infatti che questi debiti sono debiti che non appartengono a questa amministrazione e che finiscono per rappresentare una vera e propria mannaia su un ente che essendo in pre-dissesto, a causa dell’enorme situazione debitoria ereditata dall’amministrazione Jervolino, vive già una situazione finanziaria estremamente difficile a causa dei continui tagli ai trasferimenti, delle continue variazioni delle norme contabili e delle conseguenze dei trattati europei.

Per questa ragione ora è più che mai necessario diffondere l’appello alla partecipazione e alla difesa di quanto è previsto dalla nostra Costituzione, troppo spesso in ostaggio di poteri forti e variazioni di bilancio: è in gioco il futuro della nostra città. Un futuro che dobbiamo avere il coraggio di immaginare come finalmente libero dal ricatto dei debiti illegittimi, libero dalle acrobazie finanziarie che piovono sulle spalle dei cittadini (pensiamo allo sconsiderato uso dei titoli tossici come i derivati).

Proprio ora, mentre tutte le forze politiche sono impegnate in campagna elettorale, crediamo sia il momento che tutti facciano chiarezza su quello che accade nella terza città d’Italia. Non si può più sostenere, infatti, un braccio di ferro con il governo centrale che confonde i diritti dei napoletani con delle concessioni e subordina l’autonomia di Napoli agli interessi di questo o quel partito.
Crediamo che la battaglia di dignità e di libertà che parte da Napoli per difendere la democrazia e il diritto a decidere sul proprio territorio possa essere patrimonio di tutti i comuni impoveriti del paese, soprattutto, per le tante realtà locali che stentano a sopravvivere in un sud cronicamente schiacciato dalle prospettive economiche e politiche di un’Italia a due velocità. Il lavoro di mesi di quest’estate e quest’autunno che ci ha portato all’approvazione di una norma che ha consentito di evitare il fallimento per tanti comuni, molti dei quali meridionali, ci ha dimostrato che è possibile, utilizzando cooperazione e solidarietà, non rimanere a guardare e cambiare sul serio le cose.

Questo è il momento di ribadire a Roma che la vita delle persone conta di più degli interessi della finanza: dobbiamo esserci.”

Appuntamento ore 8.00 con partenza ore 9.00 da:

– Museo Nazionale
– Bagnoli (ingresso ex Nato)
– Piazza Municipio
– Metro Scampia

Costo BUS 10 euro A/R
Per info: 08119244958 – 3896451100

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 17 Febbraio 2018 e modificato l'ultima volta il 17 Febbraio 2018

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