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LA RASSEGNA

Il “Napoli Teatro Festival Italia” tutto all’aperto. Cappuccio: “Vicino ai lavoratori dello spettacolo”

Teatro | 12 Giugno 2020

Il grande ritorno del teatro, quest’estate, in Campania, è tutto all’aperto. E’ stata presentata presso il Teatrino di Corte di Palazzo Reale la tredicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, realizzata col forte sostegno della Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano, e che vede per il quarto anno consecutivo la presenza di Ruggero Cappuccio alla direzione. Tale rassegna, dal titolo “Il teatro rinasce con te” e che conta 130 spettacoli,  si terrà tra il primo e il 31 luglio in 19 spazi all’aperto.

Con Cappuccio e Barbano, anche  il Direttore del Polo Museale della Campania, Marta Ragozzino, il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger, il Direttore Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, Rosanna Romano. L’immagine della locandina del Festival è stata affidata al maestro Mimmo Paladino.

Va detto per cominciare che, ieri, davanti all’ingresso di Palazzo Reale, si è presentato un gruppo di attori e gente di spettacolo per lo più giovani, a nome di coloro che appartengono a piccole realtà di intrattenimento e che risentono della mancanza di iniziative atte a supportare e consentire di poter riprendere le attività. Non essendo stato loro consentito di accedere tutti al Teatrino di Corte, è stata data autorizzazione ad un loro rappresentante che, prima dell’inizio della conferenza stampa, è salito sul palco ed ha letto un breve comunicato, rivendicando le esigenze dei manifestanti  affinché venga attuato un tavolo di confronto regionale per poter discutere delle problematiche relative. Il suo discorso è stato seguito con interesse da tutti i presenti.

A seguire, davanti ad un parterre costituito da giornalisti fatti accomodare con ogni attenzione in merito al distanziamento relativo alle misure di sicurezza sanitarie, la Romano ha introdotto la conferenza stampa accennando a quelli che poi sono stati i temi poi ampliati dagli altri relatori: “Riuscire a realizzare il Napoli Teatro Festival ha incontrato non poche difficoltà, è stato dunque con non poca soddisfazione che si è riusciti a portare avanti un progetto che, dopo la chiusura forzata di ogni attività di intrattenimento messa in atto il 9 marzo scorso, sembrava un non facile traguardo, spesso anzi apparso impossibile da perseguire”.

Marta Ragozzino, nominata da pochissimo Direttore del Polo museale campano, viene dall’esperienza analoga sul territorio della Basilicata con la supervisione delle iniziative conseguenti alla assegnazione di Matera quale Capitale della Cultura: ha sottolineato con orgoglio: “E’ stato possibile attuare il Festival grazie al forte sostegno della Regione Campania, essendo stato realizzato grazie alla sinergia di varie istituzioni e la possibilità di ottenere spazi e ambienti idonei all’aperto”.

La parola è passata poi a Silvayn Bellenger, dopo aver accennato alla riapertura del polo museale di Capodimonte, ha esposto come si è deciso di posticipare la data di finissage delle mostre già in corso, per consentire ai visitatori di recuperare le occasioni perse a causa della chiusura forzata, e il vernissage della mostra relativa a Luca Giordano, previsto originariamente a breve è stato per tale motivo spostato al prossimo mese di ottobre: “Accogliere negli spazi aperti alcuni appuntamenti della rassegna rappresenta anche un’occasione per collegare ad essi la possibilità per i partecipanti di accedere alle esposizioni del Museo, tra cui Di lava, porcellana e musica, che doveva concludersi a giugno ed è stata prorogata al 20 settembre: nell’ambito delle mostre ancora in corso si inseriscono quindi perfettamente le iniziative che fanno parte del Festival e che verranno ospitate all’interno degli spazi aperti del museo stesso e in quelli del bosco, come la fagianeria”.

Alessandro Barbano, presidente della Fondazione Campania dei Festival, ha auspicato con soddisfazione e fiducia un fortunato svolgimento della rassegna, sottolineando come la Regione Campania, per espresso volere del Presidente De Luca, abbia proceduto a far sì che tali eventi artistici potessero essere messi in scena, impegnando ogni energia al fine del buon raggiungimento degli obiettivi proprosti: “E’ stata un’impresa davvero enorme riuscire in questo sforzo: si prevedeva la possibilità di programmare il Festival non prima di dicembre, poi un balletto di date ci ha portato a considerare, quando ormai quasi tutto era stato definito, a ripensare all’organizzazione per luglio, con il rischio di fallire … Eppure eccoci qua”.

Il direttore artistico del Napoli Teatro Festival Italia, Ruggero Cappuccio  – va detto – è riuscito ancora una volta a dimostrare la sua competenza in un momento come quello dei mesi di chiusura forzata in casa,  gestendo attraverso le piattaforme virtuali  date, nomi, eventi e distribuzione degli spettacoli. Visibilmente colpito dal comunicato letto dal rappresentante dei giovani manifestanti del mondo dello spettacolo in profonda crisi, ha immediatamente sottolineato quanto la cultura artistica italiana non venga supportata a dovere, “Là dove gli stranieri conoscono ed amano l’Italia proprio in quanto culla dell’arte e patria di capolavori materiali e immateriali, in Italia non vengono sufficientemente incoraggiati e stimolati con politiche vere: voglio esprimere solidarietà – ha detto – a quelle categorie spesso non valutate a dovere, come tutti coloro che, dietro le quinte, permettono la realizzazione di spettacoli e messe in scena. In questo periodo di chiusura in casa per la maggior parte la gente si è intrattenuta leggendo libri o guardando film: dunque, l’arte e gli attori hanno costituito quel supporto psichico necessario a consentire alle persone a casa di superare mesi di costrizione nelle mura domestiche in maniera per lo meno svagata. Ma con la riapertura – ha proseguito  Cappuccio – assai poco si è fatto per salvaguardare quella categoria che è stata così utile se non necessaria per andare avanti, e le parole del rappresentante dei lavoratori dello spettacolo lasciati soli e non tutelati ne sono la riprova. Per tale motivo mi rendo disponibile alla possibilità di sedere ad un tavolo tecnico per discutere delle loro richieste e necessità”.

Con una capacità di essere coinvolgente come pochi, Cappuccio ha collegato le considerazioni relative allo stato del teatro e dell’arte in Italia alla ragione per la quale si è voluto scegliere di proporre per l’ottantacinque per cento delle 130 performances del Festival, opere di autori contemporanei, quasi tutti ancora vivi, proprio per consentire ai giovani di dimostrare il proprio valore.

Confermando la competenza anche in ambito musicale, ha preso ad esempio il caso di quando, nel 1815 al San Carlo di Napoli, si scelse di affidare la composizione di opere da rappresentare oltre che il ruolo di direttore artistico ad un giovane di appena 23 anni che rispondeva al nome di Gioachino Rossini, mentre oggi si continuano a proporre capolavori sì, ma lasciando poco spazio alle giovani leve: “Verrebbe da chiedersi chi siano i moderni, noi oggi o quelli dell’ ‘800 …” ha poi aggiunto.

Poi ha descritto le difficoltà relative all’organizzazione del Festival, avvenuta grazie all’ausilio di una piattaforma di incontri virtuali: “Abbiamo realizzato un vero miracolo: abbiamo dovuto riprogrammare più volte le date e il periodo anche per le difficoltà di organizzare i titoli in base agli impegni dei partecipanti… dopo aver visto che la curva del contagio andava calando, abbiamo deciso di spostare definitivamente il Festival a luglio con spazi all’aperto per offrire la maggiore serenità al pubblico; crediamo fortemente a questa ripartenza, che è solo un principio di ripartenza, ma che come tale è necessario; siamo lieti di poter mantenere i nostri biglietti a prezzi popolari (dai 5 agli 8 euro e agevolazioni per le fasce sociali più deboli, ndr) e siamo ancor più felici di aver realizzato un Festival sociale, che dà spazio a 1500 lavoratori, di cui 994 della Campania, non ricchi e non famosi ma gente normalissima che fa questo lavoro per vivere, a fronte dei pochi nomi noto che continuano ad essere conosciuti e contattati ovunque”.

Ha quindi elencato i titoli di tutti gli eventi che si svolgeranno nel periodo tra l’1 e il 31 luglio, che vedono tra l’altro un vasto spazio dedicato alla letteratura, e che saranno dunque distribuiti all’aperto in località diverse della Campania, per consentire di ottemperare alle esigenze sanitarie del momento: Palazzo Reale, Palazzo Fondi, Capodimonte, i cortili dei palazzi del Rione Sanità ma anche Salerno, Solofra, Pietrelcina e Santa Maria Capua Vetere: produzioni italiane ma anche straniere, e interpreti di spicco per realizzazioni che offrano al pubblico le migliori performances in un momento nel quale abbiamo bisogno di bellezza e di leggerezza, e senza un tema prestabilito, volendo lasciare spazio ad autori ed esecutori di proporre semi che potessero lasciare tracce da far germogliare nel profondo di ciascun ascoltatore, senza vincoli e senza obblighi di sorta.

34 spettacoli di prosa nazionale (28 prime assolute) ma anche una vasta sezione internazionale: tra i protagonisti della prima sezione spicca Silvio Orlando con “La vita davanti a sé”, ma anche Alessio Boni, Lina Sastri, Mariangela D’Abbraccio, Federico Tiezzi, Vinicio Marchioni, Andrea De Rosa, Ciro Pellegrino, Federica Rossellini, Laura Angiulli, Francesco Saponaro, Ettore De Lorenzo, Massimiliano Gallo, mentre la sezione internazionale vedrà nomi del calibro del coreografo greco Dimitris Papaioannu, l’artista belga Jan Fabre, Sulayman Al-Bassam e RAmzi Choukair.

La sezione Musica sarà rappresentata, tra gli altri, da Roberto De Simone, Raffallo Converso, Pippo Delbono con Enzo Avitabile, i Foja, Stefano Valanzuolo, EbbaneSis, Raffaella Ambrosino, Iaia Forte. Si segnala per la sezione Danza la presenza di Alexandre Roccoli, coreografo francese figlio di minatori emigrati dall’Italia.

“L’unico evento previsto al chiuso” ha concluso Cappuccio “e che invito a non perdere sarà un concerto che si terrà al Teatro San Carlo, e che prevede l’esecuzione della Sonata in Si bemolle minore n° 2 per pianoforte di Fryderyk Chopin, trascritta e rielaborata da Roberto De Simone. La scelta non è causale, in quanto la composizione contiene, nel terzo movimento, la famosa Marcia Funebre, in omaggio a tutte le vittime del Covid 19 che non hanno potuto ricevere un saluto adeguato ed un accompagnamento umano”.

I biglietti potranno essere acquistati online sul sito www.napoliteatrofestival.it oppure ai botteghini allestiti negli spazi degli eventi.

Il ricavato degli spettacoli inseriti nella sezione Musica sarà devoluto in beneficenza all’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli.

Qui il cartellone completo degli eventi del Napoli Teatro Festival Italia 2020:
https://napoliteatrofestival.it/edizione-2020/

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 12 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 12 Giugno 2020

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