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LA REPLICA

I tangheri di Milonga per Caso: “Multa ingiusta. Torneremo a ballare in Galleria”

Attualità | 25 Maggio 2019

Dopo il nostro articolo sulla multa e il fermo dei tangheri la scorsa settimana sotto Galleria Umberto, le fondatrici della associazione Milonga per Caso,  che da tre anni organizza la serata di tango in Galleria, ci hanno cercato per fornirci dei chiarimenti e dirci che le cose non stanno come hanno raccontato fonti dell’amministrazione comunale.

Parliamo con le organizzatrici di “ Milonga per caso”, Francesca Longobardi ed Assia Smorra: insieme in questi anni hanno organizzato molti eventi di tango argentino, anche gratuiti, come quello organizzato in Galleria Umberto, e comunque in luoghi storici e suggestivi di Napoli.

Il 17 Maggio 2019 avevano coinvolto il pubblico dei tangheri per riunirli in Galleria Umberto di Napoli. Ad aiutarle per fornitura di corrente e luce, il Bar Caffetteria Umberto” sito in Galleria.

A 30 minuti dall’inizio inizio della serata del 17 Maggio, nonostante parere favorevole dell’ amministrazione per l’iniziativa “una tantum”, invece, nonostante ormai sotto la Galleria fossero giunti centinaia di tangheri, sono state fermate da tre vigili urbani in borghese. Che, nonostante le autorizzazioni regolarmente mostrate, hanno elevato sanzione amministrativa di 1000 euro al gestore del bar Caffetteria Umberto srl, colpevole di aver ospitato la comunità tanghera.

Francesca ed Assia sono arrabbiate e al telefono Francesca cita addirittura sentenze del Tar su situazioni analoghe che darebbero ragione alla loro posizione: “Anzitutto -precisa – la multa è arrivata sì al bar, perché il bar, che ci fa un piacere, è il richiedente i permessi per svolgere la serata di tango, ma è prima di tutto un amico, che ha appoggiato il nostro progetto di diffusione gratuita del tango argentino. Evento che  si svolge in Galleria da tre anni…”.

“Negli altri anni –  mi spiega ancora – la procedura che hanno abitualmente seguito è sempre stata la stessa e sia l’anno scorso che il precedente i vigili urbani, al momento del controllo della documentazione, non hanno mai mosso alcunché.  Quest’anno invece gli stessi documenti pare non siano stati sufficienti…”.

Ovviamente le organizzatrici, con il fuoco di tanghere e le competenze di avvocato di Francesca Longobardi, non intendono chiudere qui la partita ed hanno tutte le intenzioni di tornare in Galleria per un evento analogo.

E inoltre – aggiungono – anche l’altra contestazione dei vigili, per “musica alta”, non avrebbe ragion d’essere. “Il mancato nulla osta di impatto acustico ed in particolare la dicitura di  “musica alta” recitata nel verbale non è giustificabile. La musica del tango è una musica soft che non potrebbe generare alto impatto acustica”. Senza contare che, proprio quel giorno, ricordano ancora le due organizzatrici, ossia il giorno in cui il loro evento è stato interrotto, nello stesso spazio, la Galleria Umberto, ha ballato Roberto Bolle su una base musicale lirica. E in quel caso nessuno si è preoccupato della musica alta…

Altro dettaglio non irrilevante, infatti, è che le casse portate in Galleria erano casse amatoriali, attaccate al computer, non professionali e a impatto bassissimo. Dunque l’azione dei vigili è stata pretestuosa. I permessi c’erano e anche l’ok della segreteria del sindaco. Quest’ ultima il 6 marzo aveva inoltrato i documenti ai vigili per le opportune verifiche, ma nonostante ciò hanno fermato la serata a 30 minuti dall’inizio e tanti tangheri arrivati anche da altre parti d’Italia sono dovuti tornare a casa. Al momento della contestazione hanno negato di aver ricevuto la e mail…

La mail, invece, c’è, l’abbiamo vista. Sembra di leggere un copione già letto e naturalmente chiedo all’avvocato Longobardi di inviarmi tutto – non è che avessimo dubbi sulla sua parola ma era doverso verificarlo – e l’ok della segreteria del sindaco c’era, così come la comunicazione ai vigili urbani che, invece, pare siano caduti dalle nuvole. Evidentemente le istituzioni comunicano male tra loro…

“Restano le domande senza risposta, alle quali ci auguriamo, che qualcuno risponderà, perché vogliamo andare avanti e capire cosa dobbiamo fare per riproporre le serate di tango gratuito in Galleria. Abbiamo già avuto incontri con esponenti dell’amministrazione e la settimana prossima incontreremo anche il Capo della polizia locale, di Via Raimondi”. Francesca e Assia intendono fare ricorso per contestare i verbali elevati nonché sensibilizzare le amministrazioni ad accogliere il loro progetto, vetrina anche della nostra città.

Anche perché, rilevano, “il nostro progetto ha come scopo eclusivamente di diffondere la cultura del Tango, danzando in un posto meraviglioso cone la Galleria, luogo di turismo, arte, cultura, spesso preso di assalto da senzatetto, ambulanti, ragazzini che giocano a pallone… e vive spesso situazioni di degrado. Hanno ferito non solo tutti noi tangheri ma limitato un’espressione di arte e cultura in quanto il tango è patrimonio dell’Unesco. E per questo andremo fino in fondo”.

Chiedono dunque un incontro con l’amministrazione. “Quanto accaduto è inaccettabile: un anno fa vengono, fanno controlli ed è tutto apposto. Idem un anno dopo. Il terzo anno la stessa procedura non vale più? Ci dicessero cosa fare, perché il nostro progetto possa continuare soprattutto per la città”.

Come andrà a finire? Speriamo positivamente. In ogni caso seguiremo le vicende dei tangheri e vi aggiorneremo…sperando di poterveli raccontare in azione, mentre danzano sotto la galleri, e non in guerra, come non è proprio nella natura di chi ama questa danza speciale.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 25 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 25 Maggio 2019

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