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LA REPRESSIONE

Foglio di via per Riccardo, attivista No Tap: non potrà mettere piede a Melendugno per tre anni

Ambiente, Battaglie, Repressione | 19 Novembre 2017
La denuncia arriva dal gruppo No Carbone, di Brindisi. Ieri un attivista del Movimento NO TAP è stato raggiunto da un foglio di via, firmato dal questore di Lecce, che gli vieta di mettere piede in territorio di Melendugno per la durata di 3 anni.
Questo attivista, Riccardo, raccontano i No Carbone, “abbiamo avuto modo di incontrarlo parecchie volte in passato”. Di lui “abbiamo da subito apprezzato il coraggio e la determinazione, è uno tra i più giovani e più attivi; uno tra quelli che non hanno mai mollato la presa neppure per un istante, convinto e dedito totalmente alla lotta per la difesa del nostro territorio dalla minaccia di un’ulteriore opera dannosa e inutile. E’ un ragazzo che ha ben compreso, nonostante la sua giovanissima età, il pericolo che potrebbe derivare da un’eventuale opera, figlia di quel colonialismo industriale, che vuole i territori e coloro che li abitano, asserviti alle volontà di affaristi senza scrupolo alcuno. In Salento non è più possibile tollerare questo sfruttamento di matrice industriale! Le comunità hanno il sacrosanto diritto di poter scegliere di autodeterminarsi!  Troviamo insensata una repressione di questo calibro nei confronti di un movimento e di una comunità intera del tutto PACIFICI.  A lui va tutta la solidarietà del movimento NO AL CARBONE, perché come recita il nostro motto: QUANDO LA PROPRIA TERRA È IN VENDITA, RIBELLARSI È LA COSA PIÙ NORMALE!”.
Oggi i No Tap hanno organizzato una mobilitazione a Lecce, alle 17,  con un’ assemblea pubblica in villa comunale. “Anche ieri ci siamo ritrovati in assemblea pubblica, sulla villa comunale di Melendugno, a viso scoperto.  Anche ieri abbiamo fatto un altro passo avanti per la costruzione di una comunità che ha il diritto di dire NO ad un’opere Inutile, dannosa e con un enorme impatto socio ambientale. Anche ieri abbiamo detto NO alla limitazione della libertà e dei diritti dei cittadini messa in atto da questo governo asservito alle lobby affaristiche e alla società Svizzero/Azera. Ci siamo stati, ci siamo e ci saremo sempre di più. Quella di ieri è stata un’assemblea partecipata in cui si è chiarito che nessun foglio di via ci spaventa, e che la nostra arma migliore è la solidarietà, così come non ci spaventa nessuno schieramento in assetto antisommossa, perché quando si lotta contro le ingiustizie si ha un armatura in più; quell’armatura sono gli occhi di chi ti sta accanto. E così guardandoci l’uno con l’altro è nato spontaneamente un corteo pacifico a ridosso della zona rossa, zona rossa che circonda le nostre strade, le nostre terre, la nostra dignità e libertà e di cui bisogna presto liberarsi. Arrivati li ci siamo trovati il solito dispiegamento eccessivo di forze dell’ordine che bloccavano una strada provinciale che non rientra in quella triste fascia, erano loro a bloccare la circolazione, come sono stati loro a distruggere i muretti a secco per costruire le cancellate per i checkpoint. Non ci fanno passare? Ma la terra è nostra, le strade sono nostre, le conosciamo, aggiriamo i blocchi stradali, le forze dell’ordine possono solo guardare. Non facciamo del male, ma non abbiamo nessuna paura”.
A Riccardo, a tutti quelli che combattono in Puglia, la nostra personale solidarietà.
Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 19 Novembre 2017 e modificato l'ultima volta il 19 Novembre 2017

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