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LA RESTITUZIONE

All’Accademia torna il Carpioni rubato nel 1975

Beni Culturali | 19 Febbraio 2020

A distanza di 45 anni, torna a casa il quadro raffigurante Putti Danzanti e Ninfe in Paesaggio Arcadico del pittore ed incisore veneziano Giulio Carponi, vissuto tra il 1613 e il 1678, dipinto sottratto alla prestigiosa Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1975 e recuperato di recente dal Nucleo Carabinieri Tutela del Lavoro di Udine. La preziosa tela è stata riconsegnata ieri mattina, durante una cerimonia tenutasi nell’Aula Magna dell’Accademia stessa, alla presenza del Direttore Prof. Giuseppe Gaeta, del Soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Comune di Napoli Dott. Luigi la Rocca, e del Tenente Colonnello Lorenzo Bella, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Udine.

Il recupero

Il Tenente Colonnello Bella, descrivendo le circostanze che hanno portato al recupero del quadro nell’ambito dell’operazione internazionale coordinata dall’EUROPOL denominata PANDORA IV, finalizzata al contrasto del traffico illecito dei beni culturali, ha spiegato di come il dipinto, dopo essere stato acquistato da una casa d’aste di Vienna, fosse poi rientrato in Italia presso una gallerista di Padova, e attraverso il monitoraggio, da parte del reparto dei Carabinieri specializzato nel contrasto dei reati commessi ai danni del patrimonio culturale nazionale, rinvenuto durante la verifica nei  dei siti web che si occupano della compravendita di opere d’arte. Sin dalle prime verifiche, confrontando il dipinto posto in vendita con i dati dei beni culturali sottratti illecitamente, si è potuta verificare un similitudine tra il manufatto e la tela rubata all’Accademia di Belle Arti nel ’75, e un ponte di collaborazione con l’equivalente reparto austriaco dell’Arma ha permesso di verificare, con indagini che sono comunque in via di svolgimento, la buona fede sia della casa d’aste austriaca che della galleria di Padova nell’acquisizione della tela. Interpellato, anche il Direttore Prof. Gaeta ha potuto riscontrare analogie tra i timbri e le etichette di catalogazione presenti sul retro del’opera con quelle della Pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti. Il dipinto, un olio su tela delle dimensioni di cm 65,5×50, pur essendo giunto in ottime condizioni di conservazione e montato sulla intelaiatura originale, verrà comunque sottoposto alla supervisione del gruppo di restauro dell’Accademia stessa

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 19 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 19 Febbraio 2020

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