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LA RETE DI NAPOLI

La Chiesa del Carmine regala scorte al centro sociale Sgarrupato: il covid genera ponti solidali

Diritti e sociale | 17 Aprile 2020

Tra le tante cose che stanno accadendo in questo periodo, tra le mille esperienze che la buona volontà sta dimostrando possibili per superare tutti insieme un momento difficile, c’è stata la costruzione di ponti solidali tra le diverse realtà di volontariato sul territorio metropolitano.

Già nei giorni scorsi allo Sgarrupato avevamo condiviso con altri comitati e associazioni della zona centro un bel po’ di materiale, imballaggi di confezioni del medesimo prodotto per noi eccessivo, donato spontaneamente da aziende e recapitatoci con furgoni stivati di generi alimentari.

Va detto che, in occasione della Pasqua, si è messa in moto una macchina solidale stupefacente, e addirittura una nota azienda vinicola del casertano ci ha recapitato cartoni interi di vino per poter rallegrare almeno in parte la mensa dei meno fortunati.

Ieri abbiamo ricevuto un invito speciale dagli amici della Mensa “Padre Elia Alleva” che fa capo alla Basilica del Carmine Maggiore, che come è noto in questo periodo sta producendo e distribuendo cibi freschi ad un numero di senza fissa dimora che va dai seicento agli ottocento individui al giorno (per il giorno di Pasqua, erano anche di più), gente di ogni etnia e fede ma accomunata dal medesimo bisogno di cibo, e a tale scopo anche alcuni volontari appartenenti al gruppo dello Sgarrupato collaborano da casa preparando cibi caldi; attualmente, in vista del ramadan, i volontari e le suore, coordinati dall’attivissimo padre Francesco, stanno predisponendo per la distribuzione serale per i clochard di fede musulmana.

Ma le donazioni che arrivano alla mensa della Basilica, già normalmente abbondanti, sono in questo periodo moltiplicati, al punto che il buon Padre Francesco, pur di non veder marcire tanta grazia di Dio, ha preso la decisione di distribuirla sulle altre realtà che si stanno impegnando, come loro, a fare del bene a chi se la passa male. Chili e chili di pasta, barattoli di pomodori, biscotti, merendine per i bimbi, conserve varie …

Da cattolico e volontario del centro sociale Sgarrupato con cui sto lavorando in queste settimane, considero personalmente questa l’ennesima dimostrazione della mano della Provvidenza proprio quando i prodotti a nostra disposizione iniziavano a scarseggiare e le donazioni a diminuire.

La beneficenza da parte di tanti, privati ed aziende, è in questo momento assai preziosa, e non ci stanchiamo di umiliarci e chiedere in ginocchio a chi può di essere generoso!

C’è ancora la possibilità che nuove scorte ci siano nuovamente messe a disposizione dalla mensa del Carmine, e questo non può che essere un buon motivo di speranza e di fiducia nel prossimo e nella possibilità di continuare ad aiutare chi ora ha paura e piange, come quella donna sola e lontana dal suo paese e dalla famiglia, che stamattina quasi commossa non smetteva di ringraziarmi per quel dono prezioso rappresentato da una busta piena di ottimismo sotto forma di generi di prima necessità, o quel padre, abbandonato dalla moglie e con due bimbi piccoli che avrebbero già dovuto essere ospiti di una qualche casa famiglia ma rimasti in una casa piccola piccola realizzata da uno scantinato soppalcato, e quello smarrimento e quella vergognosa impotenza letta negli occhi di un giovane padre disoccupato, incapace di nutrire i suoi figli che ti fa riflettere su quante volte, ingrati, ci lamentiamo del soverchio …

Tanto dolore, in un periodo di guerra, nella quale, nostro malgrado, abbiamo dovuto renderci conto che c’è stato chi, con molta probabilità, ha tentato di sfruttare il nostro aiuto e la generosità della gente, per ripristinare il lurido mercato della borsa nera …

Singolarmente, siamo nullità. Ma se uniamo con fiducia e buona volontà le nostre energie, forse per davvero nessuno rimarrà indietro.

 

Sergio Valentino

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 17 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 17 Aprile 2020

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