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LA RIAPERTURA

Gli archivi Parisio e Troncone di nuovo accesibili al pubblico. Un milione di foto da salvare

Beni Culturali, NapoliCapitale, Storia | 10 Novembre 2017

E’ un momento importante e straordinario per Napoli la riapertura, domani, dalle 10 alle 19, dell’Archivio Parisio. Noi siamo andati oggi, alla vigilia di questo momento, a curiosare nello storico spazio sotto al colonnato di piazza del Plebiscito. Ci ha accolti Luciano Siviero, dell’Associazione Archivio Parisio.

Riaprire questo spazio, di proprietà di Stefano Fittipaldi, che include anche l’archivio Troncone, è necessario. Ma bisognerà lavorare molto per recuperare e mettere in sicurezza oltre un milione di foto su lastra, quasi tutte su Napoli, dal 1924 in poi.

Giulio Parisio nasce a Napoli il 14 marzo 1891. Muove le sue prime esperienze lavorative nel campo del giornalismo fotografico di attualità fino al 1915, quando è arruolato nell’aeronautica per effettuare servizi di rilevamento fotografico aereo.

Nel 1918 è chiamato a far parte della spedizione in Dalmazia con l’incarico di rilevare fotograficamente tutte le “vestigia di italianità” esistenti sulla costa. I lavori eseguiti in quella spedizione sono parzialmente diffusi dalla stampa e poi raccolti in più mostre: la prima inaugurata a Zara il 30 agosto 1919, in seguito a Napoli, esposta al Circolo Artistico nella Villa Comunale (1920); più tardi, ancora, a Roma e a Milano. Alla metà degli anni venti apre il suo studio fotografico a Napoli, in Piazza del Plebiscito, dove oggi c’è la sede dell’associazione Archivio Fotografico Parisio.

L’esperienza fotografica di Giulio Parisio, ampia e attiva, spazia dalla fotografia di paesaggio alla sperimentazione futurista, dalla ricerca antropologica e di costume alla foto di industria, dal ritratto d’arte alla pubblicità. Il ritratto d’arte, svolto durante tutto l’arco della sua attività, ha certamente rappresentato la produzione più apprezzata dalla borghesia napoletana; ma il campo in cui Parisio maggiormente esprime la sua qualità di fotografo-artista, è quello della ricerca per una creazione della fotografia d’avanguardia, dando vita agli ‘ardimenti fotografici’, firmati con lo pseudonimo Paris. Partecipa a molti concorsi e mostre fotografiche nazionali ed internazionali, da Roma a Chicago ottenendo sempre i più alti riconoscimenti: si ricorda la partecipazione all’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative (Parigi, 1925), al Grande Concorso Fotografico (Roma, 1927), alla Prima Esposizione Maestri d’arte fotografi (Torino, 1928), alla Mostra Fotografica Internazionale (Fiera di Milano, 1932) alla Biennale Internazionale d’Arte Fotografica (Roma, 1933) e all’Esposizione Internazionale di Chicago (1933).

Artista eclettico, realizza anche numerosi allestimenti per importanti aziende meridionali in occasione delle più significative fiere campionarie italiane (tra le altre per la ditta Bosurgi di Messina, 1934). Nel 1938 progetta il percorso e l’arco di trionfo in occasione della visita di Hitler a Napoli.

A partire dagli anni Cinquanta la produzione fotografica di Parisio si trasforma radicalmente: la foto industriale diviene il settore ove maggiormente egli si applica, mantenendo sempre viva la sua alta professionalità. Molto interessanti sono le immagini realizzate per l’Italsider di Bagnoli e per l’Olivetti di Pozzuoli. Muore il 17 febbraio 1967.

L’Archivio Troncone, invece, custodisce materiale fotografico prodotto nell’arco di circa ottant’anni d’attività. Roberto Troncone (1875-1947) fondò, verso il 1912, una casa cinematografica – la Partenope film, di cui si conservano alcuni documenti e foto di scena – nella quale lavoravano i suoi due fratelli Vincenzo (1887-1973) e Guglielmo (1890-1970). Cessata l’esperienza del cinema questi ultimi aprirono uno studio fotografico, che è stato attivo fino al 1996 con Vittorio (1926), figlio di Guglielmo.

Il lavoro dei fratelli Troncone è documentato, a partire dal 1929, in maniera sistematica in registri, nei quali vengono catalogati in ordine cronologico tutti gli avvenimenti ripresi: chiaramente questo sistema di catalogazione deriva dal fatto che i due fratelli si interessarono, almeno in principio, quasi esclusivamente alla cronaca.
Manifestazioni, tornei, feste popolari, ma anche le fabbriche napoletane e la guerra con le devastazioni sono i soggetti ricorrenti nelle immagini dello studio, che prese il nome di Edizioni Fotografiche F.lli Troncone nel 1926 e, solo più tardi, Foto Troncone, un’agenzia dedicata soprattutto alla documentazione giornalistica, che collaborava con le testate del “Roma” e del “Mezzogiorno Sportivo”.

Nel tempo i due fratelli Troncone, Vincenzo e Guglielmo, si dividono gli ambiti, operando il primo prevalentemente nel campo industriale, mentre il secondo si occupava di cronaca. È comunque interessante osservare che anche nel campo industriale viene sempre conservata una logica “giornalistica”: i lavori, infatti, diventano quasi sempre una sorta di reportage, che documenta sì il lavoro o la produzione, ma analizzandolo nelle sue fasi.

Tra le collaborazioni più importanti della Foto Troncone occorre menzionare quello con i Cantieri Navali di Castellammare di Stabia – il varo dell’Amerigo Vespucci, quello dell’incrociatore Giovanni dalle Bande Nere, quello del batiscafo Trieste del comandante Picard – e con il Teatro San Carlo, per il quale, dal 1948 al 1980, vengono fotografati tutti i bozzetti, gli allestimenti, gli spettacoli, e anche il pubblico, tracciando un significativo spaccato della società di quegli anni.

Il pubblico, da domani, potrà visitare alcune foto scelte dell’Archivio Parisio ed altre, collocate al primo piano, dell’Archivio Troncone. Alcune foto saranno in vendita per autofinanziare associazione ed archivio.

Se volete vedere i tre De Filippo insieme a Viviani e Libero Bovio, in uno scatto di Troncone, se volete vedere la formazione del Napoli del 1928 oppure la nostra gente che emigrava (una parte della mostra è dedicata a loro) non perdete questa occasione semplicemente unica. Il nostro patrimonio fotografico è spesso sottovalutato ma immenso e da recuperare. Andateci e comprate una foto. Contribuite a salvare la nostra storia e la nostra identità.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 10 Novembre 2017 e modificato l'ultima volta il 10 Novembre 2017

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