martedì 23 luglio 2019
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LA RIFLESSIONE

Come fare pubblicità a un editore fascista e vivere inconsapevoli

Attualità | 15 Maggio 2019

Non ci sarà rivoluzione in questo Paese, non ci sarà cambiamento profondo, se chi si sente animato da questo fuoco non si renderà conto che la comunicazione è un’arma non secondaria della lotta. Lo hanno capito i 5 Stelle da sempre. E Salvini pure. Non lo comprende ancora chi scende in piazza o alza la voce contro il pericolo “regime” non facendo che assecondare certi giochini.

Al momento spiace davvero constatare che, a fronte di un sud che rialza la testa in questi giorni, con la vicenda “striscioni alle finestre” che sta mettendo in difficoltà lo stesso Viminale – tant’è che pare sia circolata, secondo quanto racconta Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera una circolare che invita la questure ad andarci piano con le rimozioni delle scritte – esista una massa inconsapevole che continua a fare suo malgrado il gioco di Salvini.

Sta circolando in queste ore infatti su migliaia di bacheche social la prima pagina del libro intervista a Salvini dove il premier ombra (perché di fatto è lui il volto principale del governo) racconta che da piccolo gli avevano rubato il pupazzetto di Zorro. E via condivisioni della pagina del libro intervista a Salvini ovunque, con le parti “divertenti” evidenziate.

Circolano anche meme di Salvini (come quello in alto) e tutti sono contenti e felici di “pariare” – come diciamo a Napoli – sul ministro felpato.

La cosa che fa specie è che questa pagina che circola tra battute e risate è proprio la prima pagina del libro di Salvini edito da Altaforte, l’editore dichiaratamente fascista che ha scomodato partigiani ed ex prigionieri di Auschwitz, provocando defezioni di “grandi” intellettuali come Zerocalcare e il collettivo WuMing fino alla cacciata dal Salone dell’editore fascio da parte di Nicola Lagioia, costretto a buttar fuori Altaforte per le troppe polemiche.

Ora, a parte il fatto che sarà sfuggito ai più che Francesco Polacchi – l’editore dichiaratamente fascio – ha ringraziato tutti perché la polemica ha fatto schizzare le vendite dei suoi libri (esattamente ciò a cui puntavano sia  lui che Salvini) facciamo notare che tanta pubblicità ulteriore nemmeno Polacchi se l’aspettava. Perché appunto la pagina su cui tutti pazzeano in queste ore è la prima pagina del libro dell’editore fascista.

Risultato? Altra pubblicità al ministro e all’editore fascio. Con buona pace di Zorro, eroe dell’infanzia di alcuni di noi.

Coerenza, questa sconosciuta: una vicenda che ci riconsegna, alla fine, un Paese ridicolo di intellettuali di cartone.. L’indossatore di felpe  sovrasta purtroppo tutti. E in questa storia, alla fine, i suoi presunti oppositori sono i suoi migliori “pubblicitari”.

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 15 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 15 Maggio 2019

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