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LA RIFLESSIONE

Esercizi di immedesimazione per italiani razzisti

Razzismo | 4 Novembre 2019

Ultimamente mi è capitato di leggere e sentire parole cariche di disprezzo e indifferenza nei confronti di Liliana Segre.

E devo dire la verità: mi colpisce sempre molto l’antisemitismo, anche velato, di cui gli italiani fanno fatica a liberarsi.

Una volta vidi in tv una lunga intervista alla senatrice, e provai ad immaginarne ogni istante descritto. E’ un esercizio che invito tutti a fare…

Provate a immaginare voi stessi da piccoli. Anzi, no. Immaginate che al posto di quella bimba di otto anni ci sia vostra figlia. La vostra principessa, coi capelli curati, le ballerine ai piedi e i vestiti dei personaggi di moda.

Immaginate che la vostra principessa sia cresciuta senza madre e che, per tale ragione, sia sempre alla ricerca di una figura femminile di riferimento che, alla fine, trova nella sua maestra delle elementari.

Immaginate che la vostra principessa si rechi a scuola e, un giorno, senza sapere il perché, le sia vietato l’accesso, nell’indifferenza totale di quella maestra che lei tanto ama.

Immaginate di essere costretti a nascondere la vostra principessa presso degli amici, per evitarle carcere e deportazione. Poi si decida di scappare in un altro paese, con la vostra principessa che, con le sue gambine stanche e denutrite ed il terrore di una bambina inconsapevole, macina km inutilmente, per essere respinta e poi arrestata.

Immaginate che la vostra principessa, una volta sottratta a voi e a tutta la sua famiglia – che nel frattempo ha visto morire senza un reale perché – venga prima incarcerata, poi messa su un treno -che somiglia più ad un vagone per il trasporto di animali che ad un mezzo di locomozione ad uso umano – e spedita chissà dove.

Della vostra principessa, da quel momento, non saprete più niente.

Ma lei vivrà l’esperienza più atroce che un essere umano possa vivere.

E sarà difficile poter continuare a definirsi umano da quel momento in poi.

Immaginate che gli occhi della vostra principessa debbano vedere, da quel preciso istante, nient’altro che violenza, sopraffazione e morte.

Vedrà morire ad una ad una tutte le sue nuove compagne, con la paura perenne che la prossima potrà essere lei.

Il suo corpicino verrà continuamente abusato, picchiato, vessato.

La sua anima non sarà mai più quella di una bambina, ma quella di una persona che è stata all’Inferno e non vi ha più fatto ritorno.

Immaginate che le manine della vostra principessa, da quel momento, serviranno solo per lavorare, e dovranno farlo anche bene se vuole restare in vita.

Immaginate il suo risveglio al mattino: nuda, coi suoi splendidi capelli che ormai non esistono più, lavata con violenti getti di acqua ghiacciata insieme a tante altre persone accatastate, come se fosse un animale. Peggio, una macchina.

Senza più uno straccio di vita, senza l’amore e l’affetto dei suoi cari. Senza la spensieratezza dei suoi anni migliori. Soprattutto, senza alcuna colpa.

Dopo aver provato ad immaginare tutto questo, provate ancora ad insultare lei e chi come lei ha vissuto gli orrori di una storia la cui lezione fatichiamo ad imparare.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 4 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 4 Novembre 2019

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