martedì 25 settembre 2018
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LA RIFLESSIONE

Morti bianche: da Nord a Sud una guerra civile in cui siamo tragicamente fratelli d’Italia

Lavoro, Precariato | 11 luglio 2018

A Milano tre giorni fa un uomo di 71 anni è caduto da un’impalcatura dove lavorava ed è morto.

A Napoli ieri un ragazzo di 21 anni, Salvatore, che lavorava al bar tico di via Duomo e che per arrotondare stava lavando il lucernario di un palazzo a fianco è caduto per un cedimento dal quarto piano del palazzo, ed è morto.

Da inizio 2018 a oggi sono state 390 le “morti bianche” nello Stivale. La precarietà è un cancro gigantesco di cui l’intero Paese è malato gravemente. E non risparmia nessuna regione, nessuna cellula. Lo dimostrano i dati raccolti dall’Osservatorio indipendente sulle morti bianche, di Bologna, che le conteggia dal 2008. Che confermano che sui temi della precarietà siamo drammaticamente “fratelli d’Italia”.

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione e artista sociale Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi nell’acciaieria di Torino, Antonio Schiavone, Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino oggi l’osservatorio è un punto di riferimento anche per i lavoratori rumeni (che sono quelli maggiormente colpiti dalle morti bianche. perché si è sempre sud di qualcun’altro) e in questi giorni lancia l’allarme facendo notare che le morti bianche aumentano insieme alla precarietà del lavoro di anno in anno. In dieci anni più 20,5% rispetto al 30 giugno del 2008. Più 7,4% rispetto allo stesso giorno del 2017. Solo a giugno 69 i morti sul lavoro, di cui 25 schiacciati dal trattore. L’osservatorio, dunque, chiede una Commissione Parlamentare d’inchiesta per far conoscere agli italiani il reale numero di lavoratori morti per infortuni sul lavoro in questi ultimi dieci anni.  “Nella nostra raccolta dati ci sono sempre risultati tantissimi lavoratori morti sui LUOGHI DI LAVORO lavoro in più: sono tutti registrati in appositi file per identità, luogo e anno della tragedia, professione, cenni sulle cause infortunio e nazionalità. Tutti gli anni i morti sui luoghi di lavoro lavoro aumentano, mentre ci dicono che calano. L’unico calo registrato è quello dei lavoratori morti sulle strade e in itinere e questo per merito delle normative molto più severe (patente a punti) introdotte nel Codice della Strada. Il grafico in allegato mostra l’andamento delle morti in questi dieci anni di monitoraggio. È solo per i morti sui luoghi di lavoro. Riteniamo che i morti sulle strade e in itinere richiedono interventi diversi e specifici: tanti lavoratori morti in itinere non vengono riconosciuti come infortuni sul lavoro, per una normativa che è molto penalizzante per i lavoratori”

Altro dato importante e grave che sottolinea l’Osservatorio è che il 95% dei morti sui luoghi di lavoro non ha l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, quello che tutela contro i licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo (il jobs act renziano l’ha tolto a tutti i nuovi assunti). “I lavoratori licenziati ingiustamente può al più avere qualche soldo in più dopo lunghe cause. Verrano licenziati con scuse, malati, politicizzati, sindacalizzati (sindacati veri), antipatici a capi e capetti, sulle donne ecc.insomma la dignità dei lavoratori si ferma davanti alle soglie dei luoghi di lavoro, insomma ARBEIT MACHT FREI di licenziare anche senza nessuna colpa, mancanza o esigenza dell’azienda”.

 

E ancora: “Un lavoratore su cinque che muore sui LUOGHI DI LAVORO, ha più di 60 anni, la legge Fornero, che non ha distinto chi svolge un lavoro d’ufficio, o poco pericoloso da uno pericoloso per sé e per gli altri, come per esempio guidatori di TIR, ha fatto aumentare le morti per infortuni tra gli ultrasessantenni. L’ultima vittima di 62 anni, proprio ieri nel vercellese a pochi giorni dalla pensione: Giancarlo Bragato aveva 62 anni e stata lavorando in una rotonda sulla strada, era in una buca, quando un’automobile l’ha travolto per un incidente stradale. Chiediamo che il nuovo governo e il Ministro del Lavoro Di Maio di istituire una Commissione Parlamentare d’Inchiesta per stabilire quanti sono i morti sul lavoro in Italia: noi monitoriamo tutti quelli che muoiono sui luoghi di lavoro, ed è per noi inaccettabile leggere ogni anno che i morti sul lavoro calano, mentre invece sono sempre in costante aumento se si monitorano tutti. Chiediamo al Ministro delle Politiche Agricole Centinaio di fare, lui stesso, in prima persona, una campagna informativa sulla pericolosità del trattore: da quando è ministro ne sono già morti 25 schiacciati da questo mezzo (praticamente uno al giorno da quando è ministro delle politiche agricole. Oltre 650 nell’ultima legislatura e oltre 1500 da quando il 1° gennaio 2008 abbiamo aperto l’Osservatorio. Di approvare finalmente in Parlamento la legge europea del 2003 che obbligherebbe chi guida questo mezzo pericolosissimo a sottoporsi a un esame per poterlo guidare. Le lobby parlamentari sono riuscite a rinviarla per 15 anni, è ora di guardare alla vita di chi lo guida, non alle lobby che bloccano tutto”.

Qui sotto la situazione per Regioni e singole province:

VENETO 42 

Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (3), Rovigo (1), Treviso (12), Verona (10), Vicenza (5). 

LOMBARDIA 40 

Milano (9), Bergamo (3), Brescia (5), Como (3), Cremona (2), Lecco (1*), Lodi (1), Mantova (5), Monza Brianza (3), Pavia (2), Sondrio (4), Varese () 

CAMPANIA 30 

Napoli (8), Avellino (3), Benevento (), Caserta (7), Salerno (12). 

EMILIA ROMAGNA 30 

Bologna (4), Rimini (1). Ferrara (6) Forlì Cesena (3) Modena (5) Parma (4) Ravenna (3) Reggio Emilia (1) Piacenza (4) 

PIEMONTE 28 

Torino (14), Alessandria (2), Asti (4), Biella (), Cuneo (4), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (2) Vercelli (1)

TOSCANA 26 

Firenze (4), Arezzo (1), Grosseto (2), Livorno (3), Lucca (3), Massa Carrara (4), Pisa‎ (2), Pistoia (2), Siena (5) Prato (). 

SICILIA 22 

Palermo (3), Agrigento (3), Caltanissetta (3), Catania (5), Enna (3), Messina (4), Ragusa (), Siracusa (1), Trapani‎ (). 

CALABRIA 17 

Catanzaro (3), Cosenza (6), Crotone (4), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (2) 

ABRUZZO 17 

L’Aquila (6), Chieti (3), Pescara (1) Teramo (6) 

LAZIO 13 

Roma (5), Viterbo (3) Frosinone (1) Latina (3) Rieti (1). 

LIGURIA 9 

Genova (4), Imperia (), La Spezia (4), Savona (1) ) 

SARDEGNA 10 

Cagliari (2), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (3), Oristano (1), Sassari (3). Sulcis inglesiente () 

PUGLIA 9 

Bari (2), BAT (1), Brindisi (1), Foggia (), Lecce (3) Taranto (2) MARCHE 7 Ancona (2), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (4). 

FRIULI VENEZIA GIULIA 6 

Trieste (), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (5). 

BASILICATA 5 

Potenza (4) Matera (1) 

UMBRIA 7 

Perugia (3) Terni (4). 

TRENTINO ALTO ADIGE 5 

Trento (4), Bolzano (1)Molise 4 Campobasso (3), Isernia (1) .

VALLE D’AOSTA( )

 

 

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