giovedì 20 giugno 2019
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LA RIFLESSIONE

Notre Dame e le lacrime del mondo, indifferente ad altri scempi sul patrimonio Unesco

Beni Culturali, Mondo | 16 Aprile 2019

Nel parlottìo e nell’indignazione e nel cordoglio e nel dispiacere collettivi manca qualcosa. Manca la misura. Manca l’universalità.

Fino all’inizio del 1800 la mia famiglia abitava a poche decine di km dal km n° 0 francese, ossia da Notre Dame, la chiesa cattedrale simbolo e centro di Parigi e della Francia, quella che dava le distanze per tutta la Francia.

Oggi è un cumulo di rovine nere fumanti.
Tesori inestimabili della cultura e dell’architettura francese e mondiale letteralmente andati in fumo.
Per fortuna, senza alcuna vittima umana,

Parlarne? Indignarsi? Cordogliarsene? Dispiacersene? Ovvio, che sì, certo! Ma dovremmo avere misure. Misure su ciò che realmente è.

Singoli monumenti, interi quartieri, intere città, province, regioni, intere nazioni nell’ultimo quarto di secolo sono stati sistematicamente bruciati, distrutti, rasi al suolo. Spesso e volentieri con l’assenso e la volontà dei nostri stessi governi, con le armi prodotte e vendute dalle nostre fabbriche. Troppo spesso nella nostra totale colpevole indifferenza.

Scelgo di farvi vedere un video da un drone sulla città di Aleppo in Siria, una città che ho amato ed amo particolarmente, distrutta quasi completamente. E con decine di migliaia di vittime sotto le sue macerie.
Ho scelto questa distruzione come monade delle migliaia che non hanno suscitato nulla nella maggior parte di chi oggi si dole e parlotta della tragica sorte di Notre Dame.

 

 

 

Ricollocare. Ricollimare. Riprenderci la realtà.Ridare il giusto peso a ciò che è. Non è lontano dagli occhi lontano dal cuore. Non è il nostro contro il loro. Non è il “prima noi”.

Perché OGNI uomo che viene ucciso, massacrato ovunque vale allo stesso modo!
Perché OGNI pietra distrutta ovunque vale allo stesso modo. Notre Dame come Ninive o Bosra.

Mi è stato detto che questo è “un commento inutile, come dire non lamentatevi o spaventatevi del morbillo potrebbe esserci la peste… E quindi? Quale dovrebbe essere il rammarico giusto per Notre Dame, per una persona che non vive in uno scenario di guerra?

Vediamo un po’ di dare le coordinate di lettura anche a chi è affetto non da “benaltrismo” ma da “primanoismo” che va tanto, tanto di moda oggi!

Peste e morbillo sono quella cosa che NOI spargiamo in giro per il mondo, distruggendo prima e rapinando poi! indebitando subito dopo, quella cosa che “chissenefrega, tanto è a casa loro,” “se lo meritano!”… “meglio a loro che a noi!”… “così imparano!” se non l’oblio ed il TOTALE semplice “chissenefrega!”…

Di tutta la Città di Ṣanʿāʾ in Yemen (che ricordo ai disattenti è Patrimonio dell’Umanità: https://whc.unesco.org/en/list/385) bombardata e distrutta da bombe ITALIANE qualcuno s’è indignato? Non dico delle vittime… qualche fazzoletto di carta stracciato?

Di città mesopotamiche distrutte? Ninive in Iraq (Sito UNESCO: https://whc.unesco.org/en/tentativelists/1465/, distrutta a gennaio/febbraio 2015), Bosra in Siria (Sito UNESCO: https://whc.unesco.org/en/list/22, distrutta nel gennaio 2013), o ancora i Buddha di Bamiyan in Afghanistan (Sito UNESCO: https://whc.unesco.org/en/list/208, distrutti nel marzo 2001)… e migliaia di vittime che OGNI giorno vangono massacrate dalla NOSTRE guerre di “democrazia”e dalle distruzione che esse fanno?

Può un tesoro “nostro” valere più di 1, 10, 100, 1000 tesori “loro”?
Può un singolo “nostro” morto ucciso valere più di migliaia e migliaia morti “loro”?
Le cose vanno viste NON solo con il metro del “PRIMA NOI”, che tanto va in voga e tanto affascina anche insospettabili…

E chiudo con una data: 4 agosto 1943. Data che per “noi” napoletani (o per chi ne  ancora memoria) ha un significato che dovrebbe farci saltare ogni volta che ovunque accada una cosa del genere…
Quel giorno il più feroce bombardamento sulla città. La Basilica e la cittadella francescana di Santa Chiara in fiamme. Per sempre distrutta.
Napoli dal 1941 al 1944 ebbe oltre 200 bombardamenti. Circa 20.000 morti. Ecco, ricordiamole queste cose oggi. E ritroviamo un equilibrio nel valutare ogni cosa.

Vincenzo Delehaye

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 16 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 16 Aprile 2019

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