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LA RIFLESSIONE

Salviamoci dalla pandemia ma non consegniamoci all’usura

Economia | 26 Marzo 2020

La pandemia mondiale da COVID19 ha messo in crisi un sistema capitalistico basato sul sovraindebitamento. Ogni Stato e, declinando il concetto ogni impresa ed ogni famiglia, ha contratto debiti superiori a quelli che è in grado di sostenere, entrando in un meccanismo convulso di rincorsa alla spesa.

L’aspetto più grave è quello legato al sovraindebitamento da spesa corrente (per usare un termine ricorrente in ambito pubblico): i debiti non sono stati contratti per stili di “vita spericolata” ma per finanziare per lo più l’ordinario.

Una famiglia media con uno stipendio fisso, casa in affitto o mutuo e prole, ha un chiaro, palese e certificato deficit di bilancio, che può sanare solo ricorrendo al sistema bancario. Ecco il boom di finanziarie, carte revolving con interessi a doppia cifra, e tutta una serie di artifici che “condannano” il consumatore ad un rimborso a ciclo continuo.

In questo scenario comune ad ogni fascia sociale, si inserisce la “mina” COVID19 che costringendo le persone in casa interrompe la possibilità di restituzione , facendo così scoppiare una bolla virtuosa gonfiatasi oltremisura.

A questo punto dobbiamo tutti porci una domanda: in periodi di crisi chi può realizzare i migliori affari?

La risposta è semplice: chi ha capitali liquidi. Accanto a banche e finanziarie , chi dispone in questo periodo di capitale pronto ad essere immesso sul mercato?

La malavita che dalla notte dei tempi ha nell’usura la principale fonte di indebitamento.

Abbiamo dunque un’evidente crisi nella crisi: il boom dell’usura.

Commercianti con fitti abnormi, industrie che non possono non rispettare la scadenza bancaria pena l’inserimento in quella lista nera chiamata volgarmente “rating” che è la vera leva di forza del sistema creditizio legale per arrivare sino alle vittime invisibili di questa crisi senza precedenti: gli autonomi ed i lavoratori in nero, categorie che non hanno alcun salvagente sociale, e che vedono ogni giorno di lavoro perso come una perdita di potere negoziale con il sistema.

Le regole che vedono il contrasto all’usura sono chiare: non spendere oltre quanto puoi permetterti, attenzione alle rate facili ed agli interessi, allontanare il sovraindebitamento.

Come rispettare queste regole quando la regola generale è restare in casa e soprattutto quando lo Stato sembra non avere la percezione di una bomba ad orologeria pronta a scoppiare per fine mese?

Se chi vive di leva finanziaria ossia di introiti e vendite come meccanismo di competizione sul mercato, vede gli incassi morire ed al tempo stesso le spese rimanere fisse, visto che lo Stato di fatto non ha interrotto nulla, come si può pensare di non consegnare i più deboli nelle fauci del Diavolo ?

A quanto ammonta un fitto medio di una attività commerciale nei quartieri più commerciali della città di Napoli? Quanto costa al giorno una boutique di moda a Chiaia o al Vomero? Come è possibile immaginare che proprio nelle “fasce produttive” di questo nostro pazzo sistema, non si stia già avviando un processo di irreversibile resa alla malavita ?

Attraverso queste pagine vogliamo inviare un monito: non sottoscrivere alcun finanziamento da privati. Il rating bancario, meccanismo perverso e che di fatto induce al ricorso a mercati non regolamentati del credito, può essere arginato anche nelle sedi di giustizia.

Vendere la propria anima al diavolo significa intraprendere una strada da cui è oggi molto difficile vedere via di uscita. Al tempo stesso chiediamo a viva voce alle Istituzioni di abbandonare i proclami e bloccare mutui, finanziamenti, prestiti chirografari ed ogni forma di spesa fissa per le famiglie italiane ed al tempo stesso di prevedere un sostegno al reddito concreto.

L’usura può fare nel tempo più vittime del COVID19 per cui è possibile evitare il contagio proprio rimanendo a casa.

Il prestiti usurai invece entrano nelle case e fanno vittime silenziose, per cui non sarà mai immaginata alcuna pandemia, alcuna moratoria, alcun sostegno concreto.

Leonardo Lasala

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 26 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 26 Marzo 2020

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