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LA RIFLESSIONE

Silvia Romano: il governo ha agito nell’unico modo possibile. Ecco perché è squallida ogni polemica

Attualità | 11 Maggio 2020

Un cooperante, piaccia o meno l’idea di fondo che puó muoverlo, è un soggetto impegnato in un progetto di sviluppo in un’area del mondo caratterizzata da criticitá forti a livello socioeconomico.

Cosí come succede per i missionari religiosi di ogni fede, opera su territori portando, da un lato la propria competenza personale/testimonianza e dall’altro un proprio modello (religioso o meno).

Un cooperante in zone ad alta conflittualitá mette in conto il rischio al quale va incontro, ivi compreso quello del martirio, anche in questo caso religioso o civile. Allo stesso modo è spesso canale per l’intelligence per la conoscenza di realtá locali sensibili.

Uno Stato degno di essere tale non abbandona i suoi cittadini. Abdicando alla protezione, rinuncerebbe alla sua stessa natura. Non a caso, anche nel caso di cittadini rei di fatti delittuosi all’estero, soprattutto da paesi ritenuti meno rispettosi dei diritti umani di base, gli Stati tendono a far valere i trattati internazionali per l’estradizione.

Il recupero del cittadino in stato di pericolo all’estero puó essere effettuato, sostanzialmente, in 3 modi: 1) affidamento all’autoritá locale; 2) uso della forza; 3) negoziazione.

Escluso il sub 1) in aree nelle quali i governi locali hanno poca o nulla capacitá di controllo del territorio, restano l’uso della forza o la negoziazione.

Anche chi non è avvezzo alla materia, comprende che il modello “Entebbe” (una delle piú note operazioni militari in territorio straniero) è costosissimo in termini di logistica, rischiosissimo per ostaggi e liberatori,complicatissimo in termini diplomatici come lo è ogni operazione militare su territorio straniero.

É una opzione che si rende necessaria come extrema ratio quando gli ostaggi sono numerosi, in condizioni logistiche particolari, ed i rapitori non interessati all’aspetto economico, ma orientati al conseguimento di un risultato politico.

In assenza delle condizioni suddette, le operazioni di intelligence devono necessariamente tendere alla trattativa economica.

Tutto ció posto, e ringrazio chi è arrivato a questo punto, qualsiasi polemica sulla Romano è sterile, squallida oltre che profondamente affetta da ideologismo canceroso.

Che le polemiche, poi, su un riscatto che in media non raggiunge per quelle zone il milione e mezzo di euro, venga da giornalacci faziosi che, non vendendo copie, campano del denaro rubato alla collettivitá col finanziamento pubblico, da giornalisti lontani da ogni minima deontologia che campano dell’odio sociale che sanno indurre, o da personaggetti politici che campano da 5 lustri sulle spalle degli italiani e che agli stessi devono restituirne 49 di milioni, dá la misura del baratro nel quale è precipitato, da troppo, il senso critico collettivo degli italiani.

Alessandro Cantelmo

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 11 Maggio 2020

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