martedì 18 giugno 2019
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LA RIFLESSIONE

Su Sfera Ebbasta e le responsabilità del mondo adulto

Attualità, Musica | 10 Dicembre 2018

Scusate la riflessione un po’ lunga, ma mi scappa di dire una cosa.

D’un tratto, il web e l’Italia intera hanno fatto la conoscenza di un tale Sferaebbasta.

Io lo conoscevo già, perché ho la fortuna di frequentare quotidianamente giovani e giovanissimi.

Va da sé che, per ragioni anagrafiche e culturali, quella musica non può di certo essere di mio gusto, però leggo indignazione in giro, per i contenuti espressi dai testi di questo cantante (e di altri appartenenti alla cosiddetta “Trap music”).

Addirittura molti accusano Sfera di essere la causa della tragedia in discoteca, perché i suoi sarebbero testi immorali e pericolosi.

Beh, sulla base di questo ragionamento i concerti di Death Metal dovrebbero finire sempre con piogge di sangue e sacrifici umani.

Insomma, è una colossale idiozia.

Detto ciò, vorrei anche invitare a riflettere su un punto a mio avviso incontrovertibile: non è la musica a orientare i comportamenti di chi l’ascolta, ma è l’esatto contrario.

La “trap” (che trovo orribile dal punto di vista melodico e testuale, lo dico da subito) racconta una società che esiste, ci piaccia o no. E che non hanno inventato i ragazzi di oggi. Ci piaccia o no.

E sì, perché è facile adesso urlare allo scandalo per uno che parla dei soldi come unico valore e del sesso facile come una regola di vita.

Ma l’idolatria per le griffe e per chi ostenta il lusso, magari a fronte di zero talento, non è una novità. Oggi c’è la Ferragni, che non sa fare oggettivamente un cavolo, ma ieri c’era la Ripa di Meana, non esattamente un fulgido esempio di talento.

Inoltre, ho la sensazione abbastanza fondata che una buona parte di quelli che si indignano oggi siano gli stessi che appoggiano una tendenza politica che vuol ghettizzare la cultura. Perché se hai studiato sei radical chic, sei uno che non capisce le pragmatiche necessità del presente. Sei uno sfigato, insomma.

E se la cultura è sfigata, è ovvio che il figo è quello che non studia, che non sa parlare bene, che però i big money li fa come e più di quelli che hanno studiato.

Ecco, questo è il modello sociale che attualmente va più di moda. E non l’hanno inventato i ragazzi di oggi.

Prendiamoci le nostre responsabilità, signori adulti, novelli leoni da tastiera.
E facciamo pace col cervello, una volta per tutte.

Gianluca Calvino

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 10 Dicembre 2018 e modificato l'ultima volta il 10 Dicembre 2018

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