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LA RIVOLUZIONE FLEGREA

Bacoli e Quarto: Josi e Rosa, i neo sindaci della speranza

Attualità, Battaglie, NapoliCapitale, Politica | 15 Giugno 2015

Josi Gerardo Della Ragione fuori comune Bacoli

Stracciata, letteralmente stracciata la partitocrazia. Accese, definitivamente stavolta, le speranze di cambiamento. La rivoluzione del Sud parte oggi da Bacoli, parte da Quarto, parte dall’area flegrea che ha dimostrato chiaramente la volontà di cambiamento, parte oggi una speranza nuova per la nostra terra, per il nostro Sud. Forse da oggi abbiamo smesso di interrogarci sul “come fare”. Forse da oggi abbiamo smesso di guardare alla Spagna e alla Grecia con quella frustrazione verso Podemos e Siriza, quei movimenti rivoluzionari trasformatisi in movimenti che governano, vista e sentita troppo spesso in giro in questi mesi, tra i balbettii della sinistra extrapiddina, incapace di offrire nulla che non vecchi ruderi e improbabili proposte landiniane.

Da stanotte Quarto e Bacoli hanno due nuovi sindaci: Rosa Capuozzo e Josi Gerardo della Ragione eletti rispettivamente con il Movimento Cinque Stelle (sostenuto però da collettivi e realtà di base) e con FreeBacoli e altre liste civiche. Qualcuno ha commentato che soprattutto il trionfo di Josi è la dimostrazione che la politica non è solo passioni tristi. Vero, ma soprattutto è vero che le due vittorie insegnano sicuramente al movimento cinque stelle parecchie cose: si vince là dove o le stelle non escono proprio sulle schede (vedi appunto Bacoli) ma si lavora sul territorio oltre ogni limite anzi ci si massacra per il territorio – i ragazzi che hanno sostenuto Josi non si sono risparmiati mai – o dove le stelle aprono al dialogo con le realtà di base del territorio stesso, associazioni e movimenti, come ben ha saputo fare la Capuozzo (e come ha saputo fare, se n’è parlato poco in passato, ma vogliamo ricordarlo, a Casal di Principe, dove Francesco De Angelis, oggi consigliere comunale de “L’alternativa” ma dei cinque stelle, rinunciò appunto alle stelle per fare una civica con l’associazione a noi vicina, Inversione di Marcia, risultando poi eletto con la lista al 9 per cento).

Il vento è cambiato insomma. E’ cambiato grazie  a uomini e donne che non hanno creduto alla favola del “voto inutile” che poi premia sempre i peggiori. Ma hanno creduto, soprattutto nel caso di Freebacoli, al lavoro certosino sul territorio.

Verranno giorni di analisi più profonde, verranno giorni di confronto ulteriore, seguiranno presentazioni di squadre di governo delle città (non due città qualunque, attenzione: Bacoli è una delle aree che può rilanciare il turismo dell’area flegrea più di ogni altra, Quarto è una città che da troppo tempo era vittima delle sue stesse logiche partitocratiche). Certo è che oggi è un giorno di festa per chi, come noi, crede e ha creduto che il lavoro dal basso sia l’unico possibile, che la coalizione sociale debba essere una rete virtuosa che fa dialogare realtà in lotta non condizionate da niente e da nessuno.

Le rivoluzioni non si esportano. Le rivoluzioni nascono in seno ai popoli, diceva Che Guevara, di cui proprio ieri cadeva l’anniversario della nascita.

Lasciateci sognare, lasciatecela vivere. La  rivoluzione per molti di noi è iniziata stanotte.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 15 Giugno 2015 e modificato l'ultima volta il 30 Aprile 2017

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