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IL FOCOLAIO

La Schiana, la catena dei contagi si allunga: virus in circolazione già da un mese

Ospedale La Schiana Pozzuoli
Attualità | 16 Aprile 2020

In questo momento, il sentimento prevalente nei Campi Flegrei, terra ardente per definizione, è la rabbia. Rabbia per quanto sta accadendo, per gli errori commessi da un colpevole che si troverà forse dopo l’emergenza, più probabilmente mai. Rabbia da parte dei cittadini, che vengono dichiarati irresponsabili e colpevoli della situazione, mentre sono le prime vittime degli errori e della noncuranza di quelle istituzioni che dovrebbero proteggere la loro salute. La situazione, già difficile, rischia di diventare drammatica. La catena dei contagi, partita negli scorsi giorni dal focolaio scoppiato presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, non accenna a fermarsi. I dati, che al momento riportano un totale di 35 positivi su circa 400 tamponi effettuati, sono in continuo aggiornamento.

A parlare sono i numeri: negli ultimi due giorni, sono arrivati i risultati di tutti i tamponi effettuati nel reparto di Medicina interna, il primo ad essere chiuso. Soltanto in quel singolo reparto, i positivi che si contano tra i pazienti e il personale dell’ospedale sono ben 35. Arriveranno nelle prossime ore i risultati relativi ai tamponi effettuati negli altri reparti, nei quali si contano già dei contagiati. In seguito al caos che è scoppiato alla Schiana, il numero di contagiati residenti a Bacoli è aumentato di ben 9 unità in sole 48 ore. Fino a pochi giorni fa, la città contava 8 positivi; ora, ne conta 17: in sole 48 ore, sono stati identificati più contagi di quanti ce ne siano stati in un mese e mezzo dall’inizio dell’emergenza.

La cosa che rende la situazione veramente drammatica, come fa notare anche il sindaco di Bacoli Josi Della Ragione nella diretta quotidiana con cui informa i cittadini relativamente alla situazione, è proprio il fatto che il contagio sia avvenuto all’interno dell’ospedale, con casi di persone che erano state ricoverate per problemi completamente diversi dal Covid-19 e che risultano adesso positive. Ad oggi sono stati registrati anche due decessi: due persone morte a causa di un virus contratto lì dove avrebbero dovuto essere curate.

Le misure prese alla Schiana

Risulta quindi facile capire come, negli ultimi giorni, quella dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli sia l’unica vera questione posta al centro del dibattito nell’area flegrea, che potrebbe vanificare un mese e mezzo di sacrifici fatti dai cittadini. Calza a pennello l’immagine evocata dal sindaco di Bacoli: al momento, i cittadini si trovano su una nave in mare aperto in mezzo alla tempesta, in cui si è aperta una falla che bisogna rattoppare, senza vedere ancora l’ombra di un porto sicuro.

Negli scorso giorni è stato nominato un commissario straordinario, la dottoressa Monica Vanni, per accertarsi che vengano adottate nel minor tempo possibile tutte le misure necessarie ad arginare il focolaio scoppiato nell’ospedale puteolano. Le misure, richieste dai sindaci nel corso di un incontro con Asl e direzione del nosocomio flegreo, prevedono tamponi per tutti coloro lavorano o sono ricoverati in ospedale, chiusura e sanificazione di tutti i locali, divieto di accesso ai parenti e al personale non autorizzato, fornitura a tutti gli operatori sanitari di dpi idonei.

A partire dalla giornata di sabato, si sono iniziati a somministrare i tamponi, che al momento sono in totale 473. Nel frattempo, in queste ore si sta tenendo una riunione in videoconferenza dei sindaci flegrei con la Regione Campania e la direzione generale dell’Asl. Nel corso della riunione, i sindaci dei quattro comuni flegrei hanno annunciato che richiederanno l’annuncio di una zona rossa che coinvolga i la zona. Ad oggi infatti i numeri, in seguito al caos scoppiato alla Schiana e ancora in aggiornamento, mostrano la presenza di 65 positivi a Pozzuoli, 17 a Bacoli e 29 a Quarto. Per questo motivo, i quattro sindaci richiedono l’adozione di misure molto più drastiche per l’area flegrea, con l’apertura consentita solamente ad alimentari, supermercati e farmacie. Per il momento a Bacoli sono state intanto prorogate le ordinanze delle scorse settimane, che prevedono l’apertura dei negozi di alimentari fino alle 18, dei tabacchi fino alle 14 e delle farmacie in modalità notturna a battenti chiusi.

Tali misure sono richieste anche alla luce delle ultime notizie che mostrano una situazione ancora peggiore rispetto al previsto. Secondo quanto riportato dal sindaco Della Ragione sembra infatti che il contagio, che si riteneva partito da una paziente ricoverata lo scorso 31 marzo nel reparto di Medicina in seguito a due test rapidi negativi, e risultata poi positiva al tampone, fosse in atto all’interno dell’ospedale da ben prima. La positività della paziente non dipenderebbe, quindi, da un’errore nei test effettuati come si è finora pensato ma, cosa impensabile, da un contagio avvenuto all’interno dello stesso ospedale.

Il virus in ospedale già dal 5 marzo

Dai tamponi effettuati a Bacoli, infatti, è emerso che un intero nucleo familiare di 4 persone sia risultato contagiato dal virus in seguito alla visita di uno dei componenti della famiglia ad un parente ricoverato presso La Schiana, nel reparto di medicina generale. Il dato sconvolgente che emerge dall’attenta analisi dei contatti avuti dalla famiglia ha mostrato che tale visita non sia avvenuta negli ultimi giorni, ma lo scorso 5 marzo: ben un mese e mezzo fa, quando non erano ancora in vigore le disposizioni nazionali di contrasto al coronavirus. Con ogni probabilità, questa persona avrebbe contratto il virus in quell’occasione perché, a quanto sembra, successivamente non ha più avuto contatti sociali. Dopo quindici giorni ha iniziato a mostrare i primi sintomi, e qualche giorno dopo li hanno manifestati anche gli altri componenti della famiglia. Il tampone, disposto dal medico di base nonostante la presenza di sintomi lievi, è stato effettuato nei primi giorni di aprile, e i risultati sono arrivati negli scorsi giorni.

La presenza del virus alla Schiana da già un mese e mezzo e dimostra che il potenziale focolaio non è più solo l’ospedale, ma l’intero territorio che fa capo a quest’ultimo, con una situazione drammatica che non è definita né nel tempo, né nei numeri, con un’analisi epidemiologica che dovrà andare indietro di tantissimo. Per questo motivo, i sindaci dell’area flegrea hanno deciso di richiedere la creazione di una zona rossa che isoli i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto.

I sindaci rispondono a De Luca

La rabbia, però, non finisce qui. Nella sua diretta, e in un post successivo, il sindaco Della Ragione controbatte al governatore Vincenzo De Luca, che ha affermato in un comunicato stampa che stando al monitoraggio quotidiano dei casi, il numero di contagiati sarebbe in aumento a causa dell’irresponsabilità dei cittadini e del rilassamento nei comportamenti. Il disastro avvenuto alla Schiana, per il governatore, non esiste: non viene assolutamente citato. Della Ragione sottolinea invece la gravità della situazione venutasi a creare all’interno dell’ospedale di Pozzuoli, unica responsabile dell’aumento dei numeri di positivi nell’area flegrea. Non le manda a dire neanche il sindaco di Pozzuoli Figliolia, che ha affermato in una sua diretta che “non è giusto che la colpa dell’aumento dei contagi è attribuita ai cittadini. Al contrario, e lo dimostrano i numeri e i fatti, l’aumento dei contagi (a Pozzuoli siamo a 65) sono legati all’emergenza sanitaria avvenuta all’Ospedale S. Maria delle Grazie di Pozzuoli.”

Marica Mazzella

Un articolo di Marica Mazzella pubblicato il 16 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 16 Aprile 2020

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