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COVID

25 contagiati a La Schiana di Pozzuoli: reparto chiuso. Preoccupazione per l’area flegrea

Ospedale La Schiana Pozzuoli
Sanità | 14 Aprile 2020

Continua, purtroppo, la scia di contagi legati a quanto avvenuto negli scorsi giorni all’ospedale Santa Maria delle Grazie (La Schiana) di Pozzuoli. La situazione che si è venuta a creare in seguito al ricovero di una paziente positiva al coronavirus, che i test veloci effettuati avevano segnalato come negativa, sta destando una forte preoccupazione nell’area flegrea. L’ospedale La Schiana, infatti, rappresenta l’unico presidio sanitario della zona, e la presenza di pazienti, personale sanitario e addetti alle pulizie provenienti da tutti e quattro i comuni flegrei rischia di trasformare l’accaduto in un vero e proprio focolaio. Ad oggi risultano positivi al covid ventitré unità appartenenti al personale sanitario, tra medici, paramedici e inferimeri,e due pazienti, ma i dati sono in continua evoluzione perché stanno sottoponendo tutto il reparto al test.

I quattro sindaci delle città flegree Vincenzo Figliolia (Pozzuoli), Josi Gerardo Della Ragione (Bacoli), Antonio Sabino (Quarto) e Giuseppe Pugliese (Monte di Procida) hanno manifestato fin da subito una forte preoccupazione per i ricoverati, i loro familiari e tutti gli operatori sanitari dell’ospedale. Subito dopo la chiusura del reparto di Medicina, infatti, i quattro sindaci hanno inviato una nota congiunta indirizzata all’Asl Napoli 2 Nord, nella quale si richiedeva alla direzione generale di adottare tutte le iniziative necessarie per assicurare lo stato di sicurezza sia dei pazienti che del personale. Ciò che i sindaci hanno chiesto, inoltre, è stato che tutte le informazioni necessarie fossero rese note tempestivamente e con trasparenza.

Si è quindi tenuta una riunione fiume tra i quattro sindaci dell’area flegrea Figliolia (Pozzuoli), Della Ragione (Bacoli), Sabino (Quarto) e Pugliese (Monte di Procida), i dirigenti dell’ASL Napoli 2 Nord e la direzione dell’ospedale, andata avanti dalla mattinata di ieri fino al tardo pomeriggio per stabilire i provvedimenti da prendere. Nel corso della riunione, sono state accolte le prime richieste dei sindaci relativamente alle prossime mosse di messa in sicurezza dell’ospedale. Nella nota, infatti, era stato chiesto non solo, ovviamente, di sottoporre tutto il personale e i pazienti dell’ospedale La Schiana al test covid-19 e di mettere in sicurezza e quarantena i soggetti in attesa di risposta. Un altro elemento fondamentale è la richiesta di attuare un percorso preciso tra i reparti, evitando la promiscuità degli spazi e attuando un processo continuo di sanificazione dell’ospedale. Infine, è stato richiesto all’Asl di aumentare i dispositivi di protezione individuale in dotazione al personale sanitario di tutti i reparti. Al momento infatti la disponibilità di tali dispositivi risulta ridotta al minimo, nonostante i numerosi rischi che corrono gli operatori che si trovano in prima linea nella lotta contro il virus.

Per il momento è stato quindi vietato l’accesso all’ospedale La Schiana ai familiari dei pazienti e a tutte le persone non autorizzate, ed è stato disposto lo stop temporaneo dei ricoveri e al trasferimento da 118 per consentire una radicale sanificazione dell’ospedale. Si è inoltre disposto che vengano effettuati i tamponi a tutto il personale e i pazienti dell’ospedale.

La Schiana continuerà ad assicurare l’accettazione al pronto soccorso ai pazienti che accedano con mezzi propri secondo le procedure di prassi. Per quanto riguarda i pazienti neurochirurgici e i pazienti cardiologici con necessità di interventi non differibili e non collocabili altrove, il trasporto da altri ospedali continuerà previo teleconsulto. Al contrario, i ricoveri programmati e gli interventi non urgenti verranno bloccati, mentre le attività operatorie per i pazienti non ricoverati saranno eseguite solo per i pazienti negativi al Covid. Per tutti i pazienti dimessi dal 31 marzo, inoltre, sarà attivata la sorveglianza sanitaria, di concerto con l’epidemiologia e l’effettuazione del tampone.

Quando negli scorsi giorni sono scoppiati i primi contagi all’ospedale La Schiana, infatti, il sindaco di Pozzuoli Figliolia ha lamentato, in un post sulla sua pagina Facebook, di non essere stato coinvolto dalla direzione dell’ospedale, venendo a sapere di quanto stava accadendo solamente dalla stampa e dai parenti dei pazienti contagiati, a situazione esplosa. Risulta impensabile che i sindaci, che rappresentano la prima autorità a dover garantire la salute nel proprio territorio, non vengano informati con chiarezza di quanto avviene, lasciandoli nell’impossibilità di tutelare la salute dei propri cittadini. Allo stesso modo, risulta evidente come i percorsi e i protocolli con cui è stata gestita finora la situazione nell’ospedale flegreo abbiano presentato notevoli falle, che possono portare a una serie di contagi a catena che possono costituire un gravissimo rischio per la comunità dei Campi Flegrei.

Di seguito, il testo integrale del comunicato congiunto, pubblicato dall’Asl e dai sindaci di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto.

Ospedale di Pozzuoli, accesso vietato ai familiari, stop ai ricoveri e tamponi per tutti. Accolte le richieste dei sindaci flegrei

Accesso vietato a familiari dei pazienti e persone non autorizzate, stop temporaneo ai ricoveri e al trasferimento da 118 per consentire la sanificazione radicale dell’ospedale a partire dai reparti di Medicina e Chirurgia, tamponi per tutti gli operatori e i pazienti dell’ospedale, garanzia della fornitura di dispositivi di protezione individuale per tutti gli operatori sanitari e tavolo permanente per scambiarsi informazioni e dati in modo costante e trasparente. Sono queste le prime richieste dei sindaci flegrei fatte questa mattina alla direzione generale dell’Asl Napoli 2 Nord e alla direzione sanitaria dell’ospedale nel corso di una videoconferenza. Richieste accolte dai vertici sanitari dell’Asl Napoli 2 Nord e del Santa Maria delle Grazie, che si sono attivati ad horas per mettere in pratica le misure concordate in seguito all’isolamento del reparto di Medicina, dove ad oggi sono risultati positivi al covid ventitré unità appartenenti al personale sanitario e due pazienti (dati in continua evoluzione), dopo i contagi innescati da una paziente che era stata ricoverata nel reparto nei giorni precedenti.

Secondo le disposizioni, si continuerà ad assicurare l’accettazione di pronto soccorso ai pazienti che accederanno con mezzi propri, in base alle procedure di prassi; continuerà il trasporto da altri ospedali della Asl per pazienti neurochirurgici previo teleconsulto e per i pazienti cardiologici che necessitano di interventi non differibili ed urgenti e non collocabili presso altre strutture sanitarie; ci sarà il blocco dei ricoveri programmati e degli interventi non urgenti; le attività operatorie, per i degenti già ricoverati, potranno essere eseguite solo per pazienti covid negativi. Per quanto riguarda le azioni messe in campo per i reparti di Medicina, Chirurgia e a seguire per tutto l’ospedale, i pazienti covid negativi e dimissibili saranno dimessi, quelli negativi e non dimissibili saranno trasferiti presso altri reparti o ospedali, per i pazienti covid positivi scatterà il trasferimento in aree covid, mentre per i pazienti dimessi dal 31 marzo 2020 sarà attivata sorveglianza sanitaria di concerto con l’epidemiologia ed effettuazione di tampone. Dopo l’intervento di sanificazione radicale ci sarà il ripristino delle attività.

Marica Mazzella

Un articolo di Marica Mazzella pubblicato il 14 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 14 Aprile 2020

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