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lunedì 3 agosto 2020
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LA SENTENZA

Abusi su ex guida turistica, condannato presidente dell’associazione Napoli Sotterranea

Battaglie | 7 Luglio 2020

Dopo la revoca della concessione di Napoli Sotterranea dello scorso febbraio, la quinta sezione del Tribunale di Napoli ha condannato a un anno e otto mesi di reclusione, con interdizione dai pubblici uffici, Vincenzo Albertini, presidente dell’associazione culturale che si occupa di uno dei luoghi d’interesse più conosciuti della città partenopea. Albertini era accusato di violenza sessuale da una sua ex collaboratrice.

La Procura, attraverso il pm Barbara Aprea, aveva chiesto una pena di 7 anni di reclusione mentre i giudici, nella giornata di ieri, hanno ritenuto l’imputato responsabile dell’ipotesi attenuata di violenza sessuale configurata in caso di “fatto lieve”, concedendo all’ex presidente di Napoli Sotterranea il beneficio della sospensione condizionale.

Nel corso dell’udienza si è riunito un folto presidio organizzato dagli attivisti della Camera Popolare del Lavoro – Napoli, dell’Ex OPG Occupato – Je So’ Pazzo e di Potere al Popolo che indossavano magliette con la scritta “Mai più molestie sulle donne né a lavoro né altrove! Grazia noi ti crediamo!”

Le reazioni

“Sono soddisfatto della sentenza di condanna – commenta l’Avvocato Alessandro Eros D’Alterio – perché il Tribunale ha creduto pienamente a Grazia, continueremo nelle sedi opportune per la quantificazione del danno”

“Questa è un’importante vittoria – commenta Marzia Pirone, avvocato del lavoro – frutto di una lunga battaglia collettiva di “Davide contro Golia”, di una lavoratrice contro il suo ricco e potente datore di lavoro, difeso da importanti avvocati e da personaggi mediatici di non poco rilievo. Ovviamente avremmo preferito una pena più dura da parte del Tribunale di Napoli, che però ha finalmente riconosciuto che Grazia ha ragione e che Vincenzo Albertini ha violentato una lavoratrice sul luogo di lavoro. Una vittoria di Grazia e del suo coraggio, ma anche di tutte le lavoratrici che subiscono violenze sui posti di lavoro rimanendo troppo spesso invisibili.”

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 7 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 7 Luglio 2020

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