fbpx
martedì 7 luglio 2020
Logo Identità Insorgenti

LA SENTENZA

Baretti: il tar dà ragione a De Luca e annulla l’ordinanza del sindaco

Attualità | 1 Giugno 2020

Alla fine la guerra dei baretti l’ha vinta Vincenzo De Luca. Il tar ha dato ragione a lui: per l’orario di apertura dei locali e le conseguenti regole annullata dal tar l’ordinanza comunale.

Ecco cosa si legge nella sentenza del tribunale amministrativo della Campania, nella sentenza 0018078 appena uscita e firmata dal presidente del Tar Salvatore Veneziano, presentata dalla Regione Campania contro il Comune (che non si è costituito parte civile) e dove la Regione ha chiesto – ottenendola – la sospensione dell’Ordinanza Sindacale del Comune di Napoli n.248 del 29 maggio 2020 n. 248.

“Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dalla ricorrente, ai sensi dell’art. 61 cod. proc. amm.;
Vista l’ordinanza sindacale n. 248 del 29.05.2020 con la quale il Sindaco del Comune di Napoli disciplina con decorrenza dal 1° giugno 2020, tra l’altro, le attività di somministrazione e vendita di alimenti e/o bevande, e gli orari di apertura dei relativi esercizi commerciali, in senso difforme, ed ampliativo, rispetto a quanto al riguardo previsto dalla ordinanza del Presidente della Regione Campania n. 53 dello stesso 29.05.2020, consentendo altresì l’eventuale svolgimento di attività ludiche;
Visti l’art. 32 della legge n. 833/1978 e l’art. 3 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2020, n.35;
Visti il decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», ed il DPCM 17 maggio 2020, art. 1, co. 1, lett. ee);
Ritenuto che sussiste il “caso di eccezionale gravità e urgenza, tale da non consentire neppure la previa notificazione del ricorso e la domanda di misure cautelari provvisorie con decreto presidenziale” sotto il duplice profilo:
a) dell’aggravamento del rischio sanitario anche in ambito ultracomunale, atteso il prevedibile afflusso dai comuni limitrofi, se non da tutta la provincia, sul territorio del comune Napoli in ragione dei più ampi orari previsti dall’ordinanza sindacale e delle eventuali attività ludiche dalla stessa consentite;
b) della situazione di incertezza derivante dalla concorrenza di due discipline differenziate e contrastanti tali da ingenerare oggettivi dubbi sulla liceità dei comportamenti da tenere, da parte degli operatori economici e degli avventori, e conseguenti criticità nello svolgimento delle attività di verifica e controllo da parte degli operatori a ciò deputati, con potenziali rischi di ordine pubblico;

Considerato che a tali profili può ovviarsi disponendosi – a fini di certezza della disciplina vigente, indipendentemente dalla declaratoria ex lege di inefficacia delle ordinanze sindacali “contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali e regionali” disposta dal co. 2 dell’art. 3 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2020, n.35 – l’espressa sospensione dell’ordinanza sindacale del Comune di Napoli n.248 del 29 maggio 2020 n. 248 nelle parti relative al prolungamento degli  orari di somministrazione e vendita di alimenti e/o bevande, e di apertura dei relativi esercizi commerciali, in senso difforme, ed ampliativo, rispetto a quanto al riguardo previsto dalla ordinanza del Presidente della Regione Campania n. 53 dello stesso 29.05.2020;

Per Questi Motivi il Tar Accoglie l’istanza nei sensi specificati in motivazione e fissa il termine perentorio di giorni due, per la notificazione del presente decreto, a cura del ricorrente, alle altre parti.
Il presente decreto sarà eseguito dall’Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Con avvertenza che il provvedimento di accoglimento perde comunque effetto ove entro quindici giorni dalla sua emanazione non venga notificato il ricorso con la domanda cautelare ed esso non sia depositato nei successivi cinque giorni corredato da istanza di fissazione di udienza; in ogni caso la misura concessa perde effetto con il decorso di sessanta giorni dalla sua emissione, dopo di che restano efficaci le sole misure cautelari che siano confermate o disposte in corso di causa. Così deciso in Napoli il giorno 1 giugno 2020″.

Insomma una pessima figura per il Comune di Napoli: il sindaco farebbe bene a incassare e chiedere scusa a tutti per la saccenza con cui voleva imporre questi orari e per l’ignoranza sulle leggi in corso.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 1 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 1 Giugno 2020

Articoli correlati

Attualità | 6 Luglio 2020

PORTO DI NAPOLI

Il cantiere della nuova stazione marittima del Beverello tra caos e riqualifica urbana

Attualità | 3 Luglio 2020

LA POLEMICA

Palazzo Alto di Napoli Centrale: nessun vincolo dalla Soprintendenza

Attualità | 26 Giugno 2020

LA RIVOLTA BULGARA

La verità sugli “schiavi” di Mondragone, dove la zona rossa è l’ultimo dei problemi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi