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LA SENTENZA

Riace vince il ricorso: i fondi Sprar erano legittimi. Lucano: “Contento, ma progetto distrutto”

Battaglie, Emigrazione | 22 Maggio 2019

Il Comune di Riace vince contro il ministero dell’Interno: il Tar della Calabria ha infatti accolto il ricorso presentato dal vice sindaco Giuseppe Gervasi, a cui il Viminale aveva tolto i fondi dello Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Secondo i giudici il ministero non avrebbe mai puntualmente contestato al Comune di Riace le irregolarità rilevate nella gestione dei migranti – risalenti al 2016 – né gli ha mai assegnato un termine per rimediare alle criticità.

«Il Collegio – scrivono i giudici del Tar – reputa che la contraddittorietà tra la prosecuzione autorizzata a dicembre e la successiva nota di gennaio sia manifesta». Nella sentenza i giudici hanno anche contestato al ministero anche di aver fondato la revoca dei finanziamenti su «difficoltà del sistema Riace» già note e che, anzi, non avevano a suo tempo impedito la precedente decisione di prosecuzione del finanziamento al Comune. Il ministero, secondo l’associazione ItaliaStatodiDiritto, «ha improvvisamente attribuito a comportamenti del Comune che ben conosceva da tempo una portata impeditiva della prosecuzione del progetto, con una contraddittoria e destabilizzante inversione di rotta rispetto al passato».

Il finanziamento che è stato sottratto al Comune di Riace ammonta a 2.021.404 di euro all’anno per il triennio 2017/2019: si trattava di fondi utilizzabili per l’accoglienza di 165 migranti. Il ricorso è stato presentato dall’avvocato Lorenzo Trucco, presidente dell’associazione studi giuridici sull’immigrazione, con gli avvocati Nazzarena Zorzella e Daniela Consoli. Il comune di Riace, insomma, ha diritto a rimanere nel sistema di protezione. E le penalità attribuite allo Sprar non sono state regolarmente accertate.

«Sono contento – ha commentato Mimmo Lucano, sindaco di Riace – , ero fiducioso perché ho capito che stavano facendo una forzatura, anche dal punto di vista amministrativo. Era tutto prestabilito perché bisognava raggiungere l’obiettivo di azzerare Riace e allora è stato come un tiro incrociato da diversi punti di vista. È una notizia positiva ma comunque hanno distrutto Riace. Perché è vero che adesso il Comune rientrerà nello Sprar, «ma col decreto sicurezza 1 e anche con il 2 sono tutti gli Sprar ad essere a rischio. E poi Riace non era solo uno Sprar, era un progetto di comunità, era tutta una comunità dove c’erano attività, integrazione. C’è stato un valore sociale e culturale, l’asilo nido, l’ambulatorio medico, gli immigrati erano protagonisti sul territorio con la raccolta differenziata, il turismo solidale, le attività culturali. In un periodo in cui l’equazione è “immigrazione uguale dramma sociale”, Riace aveva dimostrato concretamente il contrario».

Resta tanta amarezza e la speranza che Riace saprà rialzarsi e riprendere il suo percorso virtuoso.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 22 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 22 Maggio 2019

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