fbpx
sabato 15 agosto 2020
Logo Identità Insorgenti

LA SPERIMENTAZIONE

Taser, parte la sperimentazione a Napoli. Per gli esperti è pericolosa, per l’Onu è arma di tortura

Attualità, Repressione | 3 Settembre 2018

In tempi di esperti di onniscienza, soprattutto a mezzo social, abbiamo cercato di capire se le pistole elettriche da oggi in dotazione in via sperimentale alla polizia in 10 città, tra cui Napoli (con Torino, Bologna, Firenze, Genova, Padova, Reggio Emilia e, al sud, Catania, Palermo, Brindisi e Caserta), costituiscono un rischio per chi riceve la scossa.

Essere colpiti dal taser può essere pericoloso? O è la solita fake che circola sul web per massacrare l’ennesima decisione scatena-dibattito-inutile del sempre discutibile ministro dell’Interno italico?

Ebbene di testimonianze mediche ne abbiamo trovate diverse, semplicemente spulciando vecchie interviste sul tema. Il taser infatti, lo ricordiamo perché siamo in un paese dalla memoria spesso corta, è stato già oggetto di dibattito nel 2014, quando fu introdotto negli stadi, sempre come sperimentazione, stavolta per le migliori cavie umane secondo il governo di allora (ministro degli interni, Angelino Alfano, premier Matteo Renzi): i tifosi, essendone con il decreto stadi consentito l’utilizzo dentro gli impianti sportivi durante le partite.

Anche allora in tanti espressero pesanti perplessità. Già allora, ad esempio, il direttore del reparto di Cardiologia del Policlinico Tor Vergata di Roma, dopo l’approvazione dell’emendamento al decreto stadi che appunto introduceva il taser, diceva che «la pistola elettrica Taser provoca un danno muscolare e potrebbe quindi, teoricamente, causare un danno anche al muscolo cardiaco. Inoltre potrebbe interferire con alcuni dispositivi medici, tipo il pacemaker. il campo elettrico che si viene a creare – spiegava Romeo al Corriere – potrebbe cambiare l’impostazione di alcuni dispositivi, come appunto i pacemaker. Bisogna quindi stare attenti all’utilizzo di questa pistola elettrica, perché – conclude l’esperto – potenzialmente pericolosa per la vita».

Nello stesso articolo si ascoltava poi Gemma Pelargonio, cardiologa ed elettrofisiologa dell’Università Cattolica di Roma: «Bisogna stare attenti a come verranno utilizzati i Taser. Ormai i dati raccolti e disponibili nella letteratura scientifica internazionale mostrano che questi strumenti non sono affatto innocui e che anzi possono avere una serie di complicazioni e di effetti sulla salute delle persone che vengono colpite. Anche con esiti fatali, perché possono indurre aritmie che, a loro volta, causano decessi. Una scossa elettrica può dare, a seconda del soggetto colpito, effetti diversi sul cuore». Altro fattore di rischio è la potenza erogata. «I Taser in genere – diceva l’esperta – hanno la possibilità di modulare la potenza che erogano nel momento in cui colpiscono una persona. Anche questo può essere pericoloso. Ultimamente negli Stati Uniti si sta chiedendo di usare potenze limitate, proprio per evitare di aumentare il margine di rischio».

L’anno successivo, invece, che il dibattito sui taser si scatenava negli Stati Uniti a seguito di alcuni decessi, su Vice.com si raccontava di un professore del Texas che era stato sostenitore dei taser, per poi cambiare idea. Una ragazza schizofrenica era stata colpita da taser. E nella sua autopsia, archiviata come incidente, si leggeva “un delirio eccitato associato alla restrizione fisica con l’utilizzo di dispostivi conduttori di elettricità e il contributo della schizofrenia e del disturbo bipolare.” Ne conseguiva che in alcuni casi di problematiche non solo fisiche il taser può rivelarsi un’arma mortale.

A margine ricordiamo che l’Onu ha definito i taser una forma di tortura sconsigliandone l’utilizzo alla polizia portoghese nel 2007 e che secondo Amnesty International le vittime del Taser arrivano invece a 500 dal 2001 al 2012. Amnesty International ha registrato il maggior numero di morti in seguito all’uso di Taser in California (92), seguita da Florida (65) e Texas (37). Mentre il blog no-taser, che contava i morti da taser diretti e indiretti da circa 3 decenni, non aggiornato però dallo scorso agosto, ha un macabro conteggio di 1043 morti.

In un’inchiesta del 2015 il Washington Post ha sostenuto invece che circa una persona la settimana era morta quello stesso anno in episodi in cui era stato utilizzato un taser. Se un legame tra il taser e queste morti non era stato chiarito o dimostrato, il taser era stato menzionato in almeno una dozzina di casi come uno dei fattori che potevano aver causato o avevano causato la morte delle persone su cui era stato utilizzato. A Miami, nell’agosto del 2013, un ragazzo di 18 anni venne colpito con una pistola taser da un agente che cercava di arrestarlo perché stava disegnando dei graffiti su un muro: il ragazzo, Israel Hernandez, morì: qualche mese dopo un medico legale confermò che la causa di morte fu proprio la pistola elettrica.

“Quando una persona muore dopo essere stato colpita con un Taser, Taser International Inc, – l’azienda multimilionaria che produce il dispositivo – spesso nega ogni responsabilità, imputando il decesso a un utilizzo non corretto dello strumento o citando la “sindrome da delirio eccitato” che si manifesta con una serie di sintomi associabili all’ansia e può provocare un arresto cardiocircolatorio” spiegava nell’articolo che citiamo sopra Vice, un paio di anni fa.

Già la Taser Internatonal Inc. Oggi Axon international, proprio per non associare più il proprio nome al taser e vendere anche le telecamere, sempre destinate ai tutori dell’ordine pubblico. Una multinazionale con un fatturato di 269 milioni di dollari nel 2016 e 202 milioni nel 2017.

Con queste telecamere, ad esempio, racconta il New York Times, quando Micah Johnson provocò una micidiale sparatoria a Dallas, le telecamere indossate dagli agenti di polizia stavano riprendendo e catturarono almeno 170 ore di video da più prospettive. Il filmato poi venne archiviato in un sofisticato sistema di “cloud computing”. Offerte che accoppiate – telecamere singole per ogni poliziotto e il cloud storage – hanno trasformato la polizia negli ultimi anni, .  E in un’Italia  in cui piangiamo in eterno Cucchi, Adrovandi, Uva un ministro degli interni serio forse aprirebbe gli occhi, piuttosto, su queste altre, di tecnologie che aggiungono di contro un nuovo livello di trasparenza e responsabilità per le forze dell’ordine italiane.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 3 Settembre 2018 e modificato l'ultima volta il 3 Settembre 2018

Articoli correlati

Attualità | 13 Agosto 2020

L’ORDINANZA

Il governo e le regioni: test e obbligo di quarantena per chi rientra dall’estero

Attualità | 12 Agosto 2020

L’ORDINANZA

Campania, Sant’Antonio Abate è zona rossa

Attualità | 7 Agosto 2020

COVID & LOCKDOWN

Desecretati verbali del Comitato Scientifico: “Adottare misure differenziate nelle varie regioni”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi