venerdì 23 agosto 2019
Logo Identità Insorgenti

LA STANGATA

A rischio 160 milioni di euro per i ritardi sui lavori della Linea 6 e del Parco dello Sport di Bagnoli

Infrastrutture e trasporti, NapoliCapitale | 8 Giugno 2019

Centosessanta milioni di euro che presto rischiano di dover essere rispediti al mittente. È il conto presentato dai commissari Ue alla Regione Campania in riferimento ai forti ritardi sulla tabella di marcia per i lavori alla Linea 6 della metropolitana di Napoli e per il Parco dello Sport nell’area dell’ex Italsider di Bagnoli. E se la notizia della procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea rispetto ai 98 milioni di euro relativi al cantiere della Linea 6 era nell’aria, i 60 milioni pretesi in restituzione per il Parco dello Sport di Bagnoli, completato nel 2014 e mai omologato, sono stati accolti con una certa sorpresa nelle stanze di palazzo Santa Lucia.

I ritardi della Linea 6

Lo scorso marzo Nicolas Gibert Morin, capo unità Italia della Dg Regio della commissione europea, a conclusione del sopralluogo della Linea 6, commentava: “La struttura esiste, è bella e assai complessa. Ho saputo che il problema delle griglie è superato e che il cantiere è ripartito ma la Commissione Europea aprirà una procedura e non mi sento di escludere una correzione del finanziamento. Il problema riguarda la gestione, Comune e Regione dovranno decidere a chi affidarla. All’Europa non interessa realizzare le opere ma farle funzionare”. Il termine ultimo di consegna dell’opera era infatti fissato al 31 marzo 2019 ma il tanto atteso taglio del nastro, a causa dei ritardi dovuti alla nota querelle griglie del Plebiscito, con il logorante braccio di ferro tra Comune e Mibac, rischia lo slittamento di almeno un anno, eventualità che ha fatto indispettire non poco i vertici della commissione europea. Lo spostamento delle griglie verso l’ingresso della prefettura, sempre in piazza Plebiscito, comporta, difatti, la realizzazione di un nuovo progetto e il blocco dell’attuale cantiere. “Siamo tenuti per motivi di sicurezza a ripartire con nuovi piani e autorizzazioni – commenta Giuseppe Melisso, project operator di Hitachi Rail Sts -, con tempi e costi che inevitabilmente si dilaterebbero” Nelle scorse settimane il ministro per il Mezzogiorno Barbara Lezzi aveva inviato una missiva a Bruxelles nella quale richiedeva il trasferimento dell’intervento previsto per la Linea 6 dal fondo POR FESR 2007-2013 alla programmazione 2014-2020. Una richiesta che non è stata accolta dal commissario europeo per le politiche regionali Corinna Cretu, che, tuttavia, ha incoraggiato a procedere con i lavori senza ulteriori rallentamenti, precisando che eventuali correzioni finanziarie saranno applicate alla chiusura formale del programma 2007-2013.

Il Parco dello Sport di Bagnoli

Non sono in molti a conoscere l’esistenza del Parco dello Sport di Bagnoli, nell’area dell’ex Italisider. Ai piedi del costone di Posillipo, stretto tra la vegetazione e i ruderi del polo siderurgico napoletano, insiste un’area di ben 24 ettari dotata di attrezzature ludico-sportive con campi di calcetto e calciotto, basket, tennis e pallavolo, piste di pattinaggio, skateboard e reollerblade, piste per il tiro con l’arco, aree giochi per bambini, piste ciclabili, percorsi naturalistici e, addirittura, un’area camping. Un’opera costata ben 37 milioni di euro, cofinanziata attraverso i Fondi POR Campania 2000-2006 e i Fondi POR Campania 2007-2013, e completamente abbandonata a sé stessa. Il parco sarebbe dovuto essere il fiore all’occhiello del progetto Bagnoli Futura, realizzato su un sistema di piccoli crateri artificiali a simulare la morfologia dei Campi Flegrei, ma fu immediatamente posto sotto sequestro dalla magistratura nel 2014 per il reato di disastro ambientale. Da quel momento il complesso sportivo finisce nel dimenticatoio, almeno fino a quando a Bruxelles non si sono chiesti che fine avesse fatto la cittadella flegrea.

La sfuriata di De Luca

Intanto l’Ue presenta il conto, e a rincarare la dose ci pensa il Governatore della Campania Vincenzo de Luca: “Sulla Linea 6 mancano le certificazioni dei fondi dell’Unione Europea e a causa dei ritardi del Comune rischiamo seriamente di perdere i 98 milioni di euro stanziati, così come rischiamo di perdere 60 milioni per il mancato avanzamaneto dei lavori su Bagnoli”. La macchina diplomatica è già a lavoro per ricucire lo strappo ma la comunicazione ufficiale della procedura d’infrazione lascia ben pochi spiragli aperti sulla vicenda. La Regione rischia dunque di dover restituire i 160 milioni di euro all’Europa bloccando – chissà per quanto tempo – due opere strategiche e a lungo attese dalla comunità. Per responsabilità evidentemente non tutte sue…

Antonio Corradini

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 8 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Giugno 2019

Articoli correlati

Attualità | 31 Luglio 2019

LA DISCUSSIONE

Metro, Tangenziale e porto: incontro al MIT tra Toninelli e de Magistris

Beni Culturali | 31 Luglio 2019

RETI VIRTUOSE

Torna la rassegna “Un’estate da Re. La Grande Musica alla Reggia di Caserta”

Infrastrutture e trasporti | 29 Luglio 2019

NAPOLI EST

Bando di gara per progettare una linea di autobus veloci

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi