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LA STORIA

Tiziana, dalla Brianza: per mio marito la speranza si chiama Tocilizumab

Sanità | 28 Marzo 2020

“Ho deciso di contattare un giornale del sud per dare la mia testimonianza, perché qui nessuno vuol darmi voce, nessuno vuol far venire fuori quello che davvero sta accadendo, come davvero si sta gestendo questa crisi”

A parlare è Tiziana Colombo, giornalista e blogger, presidente dell’associazione “Il mondo delle Intolleranze”, che vive insieme alla sua famiglia a Cavenago di Brianza.

Giovedì scorso suo marito Gabriele è stato ricoverato perché affetto da Corona Virus, ma la loro travagliata esperienza comincia molto prima.

Gabriele Scaglia, marito di Tiziana, è titolare di un’azienda di trasporti che opera su tutto il territorio nazionale e anche all’estero. Alla fine di Febbraio uno degli impiegati dell’azienda lamenta febbre e  resta a casa fino alla settimana successiva quando lo stato influenzale sembrava scomparso. Dopo pochi giorni la febbre ritorna, e in azienda non è l’unico caso.

Nel giro di una settimana, si ammalano una trentina di dipendenti, tra impiegati e autotrasportatori. Tutti a casa, l’azienda chiude. Anche il titolare Gabriele lamenta sintomi influenzali e febbre. In quella settimana Tiziana comincia a contattare tutte le Istituzioni, sia sanitarie che politiche, per informare della situazione e soprattutto per richiedere tamponi.

In casa con lei ci sono anche i figli, la preoccupazione è tanta e il marito di Tiziana ha anche un quadro clinico delicato perché cardiopatico. Nonostante le continue telefonate, nessuno arriva per fare tamponi, vengono date indicazioni semplici: stare a casa, misurare la febbre ogni tot di ore, e nulla più.

La situazione per Gabriele purtroppo precipita Giovedì 19, quando le crisi respiratorie sono forti e l’uomo accusa anche svenimenti, febbre a 39 e difficoltà a respirare. Solo allora, chiamato il 112, dopo un’ora di attesa al telefono e dopo aver informato il medico delle gravi condizioni del marito, l’autoambulanza arriva e porta Gabriele  all’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo. 

Un calvario senza sostegno nè informazioni

Comincia il calvario di Tiziana e della sua famiglia, per avere notizie del marito che non può vedere né sentire, e soprattutto per richiedere un sostegno anche sanitario per lei visto che sono apparse le prime linee di febbre.

“Chiamo ogni giorno all’ospedale per sapere come sta mio marito – dice affranta Tiziana – ma non sempre mi rispondono, quando lo fanno spesso sono veloci, hanno poche notizie, mi dicono solo che è stabile. Io non so a chi chiedere, da chi avere notizie”. Grazie ad un medico del comitato scientifico della sua Associazione che si informa in prima persona, Tiziana riesce ad avere notizie più precise sul marito e soprattutto una foto dove l’uomo indossa il casco Cpap, che serve per la respirazione.

“Mi sento sola – ci dice Tiziana – senza mio marito mi sento persa. Non posso vederlo nè parlargli. Abbiamo chiuso l’azienda ma ho sulle mie spalle più di 25 famiglie. Spero che la cassa integrazione arrivi presto, ma in ogni caso noi diamo la certezza degli stipendi ai nostri dipendenti, onoriamo tutti pagamenti, ma mi sento abbandonata dalle Istituzioni e dallo Stato.

La comunità del nostro paese è una comunità forte, ci sono piccoli commercianti che portano la spesa, ho avuto solidarietà da tutti, con il Sindaco ci sentiamo quotidianamente, ma questo non basta. C’è bisogno delle Istituzioni.”

Da quando il marito è stato ricoverato, e poi ha avuto la comunicazione della positività, tra l’altro 4 giorni dopo il ricovero, Tiziana chiama ogni giorno al 112, chiede che le venga somministrato il tampone perché è preoccupata per la febbre, sospetta che il virus abbia colpito anche lei. Ma le dicono solo di monitorare, e di chiamare nel caso la situazione si aggravi.

“Mi sono messa in auto quarantena, ma potrei benissimo scendere, basterebbe un’autocertificazione. E mi chiedo: come me quanti? Quando sarà veramente attivata la sorveglianza attiva che dovrebbe controllare almeno chi accusa i primi sintomi?”

Le richieste di Tiziana, le sue paure, le sue domande sono quelle di tutti noi.

Qual è la reale gestione dell’emergenza? Cosa realmente non riesce a sostenere il sistema sanitario? Qual è la situazione al nord? E al sud?

Intanto mentre raccogliamo e scriviamo della sua testimonianza, Tiziana ci contatta e ci informa che ha appena saputo che domani il marito comincerà una terapia. “Non ho molte notizie – dice Tiziana – mi hanno detto solo il nome del farmaco: il Tocilizumab”

E noi in fondo sappiamo che mai come ora, il sud è davvero vicino al nord.

Valentina Castellano 

Un articolo di Valentina Castellano pubblicato il 28 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 28 Marzo 2020

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