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LA SVOLTA

Canale Agnena, sequestrato il depuratore di Vitulazio per sversamenti irregolari

Ambiente | 14 Luglio 2020

Sono ancora vive nel ricordo le immagini desolanti, risalenti allo scorso maggio, dello sversamento di liquami alla foce del canale Agnena in pieno lockdown, le quali scatenarono un’ondata di indignazione per le prevedibili ripercussioni ambientali dell’accaduto.

A distanza di due mesi, ecco che emerge dalle indagini una prima, significativa ricostruzione: nella giornata di ieri la procura di Santa Maria Capua Vetere ha pubblicato un comunicato stampa nel quale conferma l’esecuzione, da parte della stazione Carabinieri Forestale di Castel Volturno unitamente a militari dell’Ufficio Locale Marittimo-Guardia Costiera di Castel Volturno e della Stazione Carabinieri Territoriale di Grazzanise, del sequestro preventivo del depuratore intercomunale di Vitulazio, con conseguente nomina di un amministratore giudiziario per garantire la corretta gestione dei reflui afferenti all’impianto in questione.

Il provvedimento adottato fa seguito ai risultati dagli esami analitici dei campioni d’acqua prelevati dall’ARPAC di Caserta nella sera del 6 maggio, nei quali è stata evidenziata la predominante natura organica, attribuibile pertanto a illeciti scarichi di acque reflue urbane non depurate.

Nel prosieguo delle indagini è stato cosi scartato il ruolo inizialmente ascritto a un allevamento zootecnico bufalino, nel comune di Capua, che aveva depositato sul suolo nudo enormi cumuli di letame lungo la sponda del canale Agnena, arrivando invece all’individuazione del depuratore incriminato.

L’impianto, che serve la popolazione dei comuni di Vitulazio, Pastorano, Camigliano e Bellona per un totale di circa 18.700 abitanti, si rivela pertanto come la fonte principale del fenomeno di inquinamento ambientale del canale Agnena poichè, stando alle fasi di verifica, circa la metà dei reflui bypassano dallo sfioratore di piena, immettendosi direttamente nel ricettore senza alcun trattamento di depurazione e in assenza di autorizzazione.

In considerazione di ciò, sono stati incolpati provvisoriamente il legale rappresentante della società di gestione e tutti i sindaci dei 4 comuni interessati che si sono succeduti dal maggio 2015 ad oggi, oltre al sequestro preventivo dell’impianto e la nomina dell’amministratore giudiziario per permettere comunque l’ordinaria attività del medesimo in totale sicurezza.

Si spera, in questo modo, di porre finalmente un freno a una criticità ultraventennale, denunciata e mai risolta, nell’ambito dei danni costanti perpetrati nei confronti dell’ecosistema fluviale e marino del litorale domitio.

Antonio Barnabà

Un articolo di Antonio Barnabà pubblicato il 14 Luglio 2020 e modificato l'ultima volta il 15 Luglio 2020

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