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LA SVOLTA

Palazzo D’Avalos: il Mibact impone il restauro alla società dei Ferlaino

Beni Culturali | 18 Novembre 2019

Sembra finalmente accendersi una luce in fondo al tunnel per palazzo D’Avalos, antica dimora nobiliare sita in via dei Mille e caratterizzata, ormai da anni, dall’incuria e dal degrado. Grazie alla denuncia e alla mobilitazione promossa da diverse associazioni cittadine, tra cui il Comitato Portosalvo presieduto da Antonio Pariante, il Mibact ha imposto il restauro, per la porzione di proprietà spettante, alla società Vasto srl (detenuta dai figli dell’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino).

Il vertice a Palazzo Reale

Nei giorni scorsi, a Palazzo Reale, un’intensa riunione coordinata dal segretario generale del Mibact Salvatore Nastasi con il soprintendente all’Archeologia, Belle arti e Paesaggio Luigi La Rocca e il soprintendente Archivistico della Campania Gabriele Capone, ha determinato la decisione di procedere in tempi stretti e valutare, in caso di inadempienza da parte dei proprietari, di intervenire con i lavori in danno.

Spiega infatti Nastasi: “È stata una lunga riunione durante la quale, piantine e relazioni alla mano, abbiamo analizzato con attenzione la situazione di questo antico e prestigioso palazzo. Da parte mia ho impartito le istruzioni sul da farsi in due direzioni: quella che riguarda il bene immobile e l’altra non meno importante dell’archivio. Per la prima si è stabilito che si procederà al restauro del piano nobile del palazzo a carico della società Vasto che dovrà presentare alla Soprintendenza un progetto ad hoc. E i lavori potranno essere realizzati anche lasciando gli eredi nella dimora (procedere per blocchi).

Laddove ciò non avvenisse, in base al codice dei Beni culturali, il ministero procederà ai lavori in danno. Per quanto concerne l’Archivio, si tratta di un patrimonio unico nel Mezzogiorno: il valore non è minore di quello del palazzo. Il soprintendente Capone me lo ha illustrato in tutta la sua straordinarietà. Si è deciso di avviare un progetto di restauro e digitalizzazione. Per questo secondo aspetto, la Regione Campania si è subito resa disponibile. E poiché si tratta di documenti e pergamene così rilevanti sarebbe bello anche renderli visibili al pubblico musealizzando l’archivio”.

La vittoria dei comitati

Grande merito per questa vittoria va data ai comitati della città e ai liberi cittadini che in queste settimane hanno voluto manifestare la propria preoccupazione per palazzo D’Avalos attraverso sit-in e lettere di denuncia. “Siamo soddisfatti di questo intervento del Mibact – commenta Antonio Pariante del Comitato Portosalvo. Esprimiamo vivo compiacimento verso il sovrintendente La Rocca per il salvataggio degli arredi e del prezioso archivio di Palazzo D’Avalos ma se non avessimo denunciato il grave degrado della storica dimora di via dei Mille probabilmente tutto sarebbe andato definitivamente perduto. Il nostro sguardo – conclude Pariante – va però già oltre il restauro con il progetto Super Pan destinato al rilancio e alla riqualificazione del nobilissimo edificio napoletano.”

Una storia tormentata

Il sontuoso edificio fatto costruire dai d’Avalos tra il 1489 e il 1525 ha ospitato, nel corso dei secoli, nobili ed opere d’arte di gran valore, molte delle quali oggi custodite nel museo di Capodimonte. Dopo il restauro settecentesco di Mario Goffredo, con il quale ha assunto le forme attuali, il palazzo è stato preservato egregiamente fino a quando, negli ultimi decenni, si è assistito nella totale indifferenza a un veloce e inarrestabile declino della struttura.

Nonostante il vincolo imposto fin dal lontano 1958, le potenzialità insite nel complesso nobiliare sono state totalmente mortificate in nome del profitto, come dimostra il progetto (per ora fermo) della società Vasto srl per la realizzazione di decine di appartamenti di lusso. Nel mezzo delle varie diatribe e delle proposte alternative (come l’istituzione del Super Pan), a risuonare, per ora, sono stati solo i crolli dei preziosi soffitti e affreschi settecenteschi che ci auguriamo possano finalmente finire con l’attuazione dei provvedimenti decisi dal Mibact.

Antonio Barnabà

Un articolo di Antonio Barnabà pubblicato il 18 Novembre 2019 e modificato l'ultima volta il 18 Novembre 2019

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