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LA TESTIMONIANZA

Gigi Lista: “A Mondragone contro Salvini, senza appartenere a nessun centro sociale”

Politica | 30 Giugno 2020

Molto si è scritto della giornata di ieri a Mondragone.

Molto si è scritto di Mondragone in questi giorni, e troppo se ne è parlato per la visita di Salvini.

Mondragone è una terra che meritava il rispetto che ad una terra di storia, cultura e tradizione culinaria si deve, ed è quello che mi premeva fare quando ieri ci sono andato, a prescindere da Matteo Salvini.

Dopo i numerosi inviti dei Mondragonesi che mi sono arrivati sulla pagina fb e sul mio numero di telefono, ho deciso che questo era il momento giusto per rendere giustizia ad una bellezza della nostra terra troppo vilipesa e malamente raccontata, che, ancora una volta, si è trovata al centro di una narrazione distorta.

Mondragone ha dei problemi, certo, ma come tante energie spendiamo per la città di Napoli, altrettante energie vanno indirizzate per la tutela della Campania tutta e non solo: il turismo culinario, le bellezze del centro storico di Mondragone e l’ospitalità della sua gente, mi hanno toccato l’anima al punto di non poter sopportare l’idea che la speculazione mediatica in atto potesse ledere la già troppo lesa immagine di questo meraviglioso posto della Campania.

Mondragone non è solo criminalità, bande che si affrontano o cittadini che si contestano tra di loro. Mondragone non è solo speculazione edilizia e spiagge contaminate dalla malapolitica e dal malaffare.

Mondragone è innanzitutto la sua brava gente, quella che ama la propria terra e che cerca di difenderla.

E questo abbiamo cercato di fare: difenderla. Innanzitutto da pagine di giornali faziosi, che ne raccontano solo il male o che non la conoscono assolutamente.

Poi per difenderla da uno sciacallo che, spinto da dinamiche mediatiche pilotate dal suo entourage, sfrutta la sua posizione politica per speculare sui problemi del Sud, un luogo che ha sempre odiato ed ingiuriato.

Non bisogna appertenere a nessun centro sociale (ed infatti io non appartengo ad alcun centro sociale) per scendere in piazza, in strada, e gridare a gran voce che questa terra è nostra e che gli speculatori non sono graditi. A Napoli, contro Salvini, del resto, lo abbiamo sempre fatto, dalla prima volta che Salvini vi ha messo piede.

Un cittadino ha il diritto e, in molti casi, il dovere di gridare il proprio dissenso:  soprattutto contestando chi specula sulla nostra terra. Ed è questo  che è successo ieri.

Abbiamo rispettato tutte le condizioni imposte dalle autorità, incluso il distanziamento sociale e le mascherine. Abbiamo aspettato, siamo stati collaborativi e mai violenti. Striscioni e cori, queste le nostre armi.

Non c’è stata dall’altra parte lo stesso rispetto e questo va sottolineato: sono partite cinque cariche da parte delle forze dell’ordine che hanno posto in essere un atteggiamento di contrasto senza motivo, permettendo anche che i cittadini vicini agli stand leghisti presenti in piazza potessero avvicinarsi a noi, mentre l’opposto non è stato mai permesso ed anzi è stato ostacolato con la forza, facendo nascere il dubbio che la tutela dei cittadini tutti passa attraverso logiche politiche di parte.

Però alla fine è stata una vittoria. Una vittoria di popolo, perché la piazza ha costretto alla fuga un personaggio sgradito alla nostra cultura, ai nostri territori. La vittoria del popolo del Sud, di Mondragone, e di tutti quelli che la propria terra la amano, la rispettano, la tutelano.

Gigi Lista

Ph Simona Lapi Di Nardo

Un articolo di Gigi Lista pubblicato il 30 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 30 Giugno 2020

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