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LA TESTIMONIANZA

Io, dipendente del San Carlo, positivo al Covid: basta bugie sul “mio” teatro

Attualità | 28 Ottobre 2020

Pubblichiamo sulla vicenda dei positivi al Covid al San Carlo la testimonianza di uno dei nostri collaboratori più preziosi, dipendente del teatro, purtroppo risultato positivo al Covid, Sergio Valentino. Un pezzo che ristabilisce la verità anche sul comportamento ineccepibile da parte della direzione del teatro che ha sempre tutelato i suoi lavoratori. 

 

~ Le parole che non vi ho detto … ~
Non volevo parlare di quanto mi sta accadendo in questi giorni: per rispetto a me stesso, ai colleghi e al teatro San Carlo, dove lavoro. Ma visto che sui giornali si sta scrivendo di tutto e di troppo, ritengo necessario un post per spiegare cosa stia accadendo.

Ebbene sì, ho accolto in casa un nuovo ospite, meno simpatico dei miei gatti ma più invadente e molto più fastidioso.

Scoperto giovedì, quando il Teatro ci ha invitato a fare i test dopo il caso di una collega che si era auto denunciata. Invitati, badate. Potevo rifiutare, avendo un ruolino in Traviata. Ma, dovendo scegliere tra la gloria e l’onore, ossia tra il guadagno economico e la coscienza, ho optato per la seconda. E mi sono giocato il ruolino.

Non mi è pesato, quanto ciò che ho scoperto in merito ai retroscena sociali e politici che questo male implica.
Sento la rabbia crescere ad ogni parola, quindi cercherò di essere calmo per farmi comprendere.
Partiamo dall’inizio, ossia dalle mie sensazioni ed emozioni primarie.

Non è un male che si palesa in forme particolari, è subdolo come un cancro, e se hai la fortuna di fotterlo sul nascere come nel mio caso, ti scansi un vero problema. Parlo di fortuna, perché proprio come nei tumori scoperti per caso facendo indagini ordinarie, ci si trova a imlnciampare in questa pietra nel buio che se non avessi avuto l’agio di scoprire per tempo, occorreva arrivare magari a livelli di rischio elevati prima di scoprirla, essendo io uno che tende a non catastrofizzare e cercare di vedere sempre con ottimismo la vita.

E forse è stato proprio questo ottimismo ad avermi aiutato con un intervento provvidenziale (leggi “divino”, per chi Crede, ed io Credo fortemente) a farmi fare il tampone ad aver forse evitato il peggio. Vivere da soli è in tal senso un buon motivo per stare sereno, ma è anche la molla che ti fa rischiare di non riuscire a valutare le tue sensazioni, con la paura di star offrendo il fianco a paure immotivate e lavaggi del cervello: allora pensi all’età, al tuo impegno quotidiano all’insegna dell’autosufficienza, ed essere un “one man band” non ti offre il tempo di pensare a interrompere il ritmo della vita, della TUA vita, o rischi di perdere il passo, meglio non pensare, credere e sperare che tutto vada, per il meglio e tirare dritto …

Ma di tutto questo ottimismo il “cusariello” non se ne frega, e allora entra in gioco quel canale di emergenza che se vuoi chiami Dio, o Fato, o Fortuna o come ti pare, ma credo che in tal senso giochi molto una cosa: il non perdere mai di vista la Luce interiore, che poi magari è pure quella in fondo al tunnel, e in quel tunnel questo momento non si è soli ad attraversarlo, visto che qui brancoliamo tutti nel buio andando a tentoni.

Occorre passo fermo e cautela per non inciampare nel piede di chi sta accanto: per questo non ci si può permettere di essere egoisti, strafottenti e soprattutto di sminuire il problema. Schifo i negazionisti e i no mask, e personalmente in questo momento istituirei un canale militare con possibili pene detentive a scapito della libertà individuale, perché non ce la possiamo permettere, per mancanza di intelligenza soggetto, di impegno collettivo e di tempo globale!

Ma parliamo di una possibilità che si scontra contro scelte politiche molli e addirittura stupide.
Si sapeva di questa recrudescenza. Era normale pensare a regalare soldi per le vacanze estive, invece di investirli sulla macchina pubblica e sulla Sanità?

E oggi che il MES mette a disposizione miliardi per la Sanità stessa, a cosa serve tergiversare?
Sono arrabbiato, e non poco: per avere il risultato di un tampone per il quale occorrono al massimo 48 ore sono occorsi cinque giorni, e noi che siamo chiusi in casa in quarantena siamo abbandonati a noi stessi, mentre la ASL neppure arriva a casa per effettuare i tamponi a chi sta iniziando a sentire i sintomi, e si crea un loop di speculazione in cui si è costretti a ricorrere al privato con non poco esborso di danaro!

Ma il MES no, meglio capire se occorre …

Siamo soli, SOLI, mentre il poco e scarso personale sanitario si barcamena come può, e vengono adoperati i tamponi rapidi che non offrono garanzie, ma permettono di far girare danaro in reagenti e quant’altro, allungando i tempi inutilmente.

E intanto, i posti letto nei reparti CoVid sono esauriti e le strutture collassano!

Ma il MES no, pensiamoci …

Vedo un balletto di politici e di autorità che fanno passarella e sparano intimidazioni, ma brancolano nel buio dopo aver perso mesi preziosi in vacuità e cazzate per farsi belli, sapendo che quell’iceberg era lì e il Titanic sociale ci si sarebbe senz’alcun dubbio incastrato, e ora che la nave affonda continua lo scaricabarile, e i giornali collaborano a creare confusione e a fare il gioco di chi non vuole neppure togliersi un solo euro di tasca almeno per condividere le spese, visto che stanno solo procedendo con disposizioni di chiusura delle attività, quelle stesse che già stavano diligentemente attenendosi alle procedure e ai dettami per la prevenzione, mentre i luoghi di vero assembramento restano aperti e non contingentati!

E qui, per concludere, non posso non accennare ai teatri.

I Teatri, i luoghi di Cultura, sono banche per la salute dello spirito, e non possono essere trattati come pesi inutili della società e strutture ormai superate da affossare!

Ci dicono di chiudere totalmente, senza badare a come finora tra il pubblico delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche si sia verificato un sol caso di positività, e ci accusano di essere luoghi promiscui dove infettarci. NOI!

E allora occorre fare riferimento al caso del San Carlo, e a tante parole a casaccio che sono state scritte da pennivendoli da strapazzo prezzolati e senza competenza sulle nostre abitudini: il Teatro, il mio Teatro (e non dubito sia stato fatto anche altrove) ha sempre proceduto a controlli e messa in sicurezza degli ambienti con sanificazioni e del personale con analisi su ogni singolo dipendente, proceduto tempestivamente ed immediatamente a mettere in sorveglianza sanitaria tutti coloro che erano risultati positivi asintomatici. Come ho scritto sopra, è stata la tempestività nelle indagini a prevenire che la situazione degenerasse a scapito dei colleghi e del nostro pubblico, e noi pochi positivi che siamo stati rilevati siamo in quarantena sin da subito, a tutela e salvaguardia della Fondazione e della salute generale, e di questo non posso che essere grato alla direzione del Massimo Partenopeo!

… Ma di questo i giornali non parlano, a loro basta solo versare inchiostro e veleno, a scapito dei professionisti e di chi ha comunque una coscienza e tante famiglie da tutelare e da sfamare …

Stateci vicini. State vicini al San Carlo. Amatelo, rispettatelo e soprattutto non svilite la Cultura. Perché se un Governo la vuole appiattire equiparando un Teatro con una sala da Bingo, allora abbiamo perso davvero tutti!

Sergio Valentino

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 28 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 28 Ottobre 2020

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