Categorie: Diritti e sociale

LA VERA NAPOLI / Alla Pignasecca tra i volontari di Sgarrupato: la solidarietà abita qui

Ci sono storie che nascono in sordina.

Come ad esempio, quella dell’esercito sommesso di benefattori e volontari che, a Napoli, si stanno autotassando per condividere il mantello di San Martino coi poveri indigenti.

Sono storie che si raccontano a bassa voce e senza clamori, perché la vera carità non è un vanto che richiede medaglie, ma esempi e occasioni per essere realizzata.

E qui a Napoli ogni quartiere sta facendo comunità, e ognuno si sta sostenendo reciprocamente per aiutare e arrivare insieme al traguardo prima che la disperazione abbia il sopravvento.

Ovunque in Città c’è un frenetico bisogno di aiutare. La solidarietà bussa alla porta di ogni cuore, e nessuno si tira indietro. Non è uno sforzo, quanto piuttosto una soddisfazione. E ognuno mette un poco, o un po’ di più, a seconda delle proprie possibilità.

Perché a Napoli potremo essere caciaroni e attaccabrighe, ma quando siamo in pericolo, ci stringiamo l’un con l’altro, ci diamo forza e ci aiutiamo a rialzarci. Tutti insieme.

Perché come ha ripetuto il Papa, possiamo farcela solo tutti insieme.

Insomma: solo chi sa guardare negli occhi il prossimo e leggere una richiesta di aiuto e tentare di soddisfarla ha un cuore e conosce il significato della parola “Amore”. E noi di Napoli siamo gente di cuore, qualcosa che il “ricco” Nord non lo ammetterà mai, ammesso che riescano a vederci…

L’esperienza con Sgarrupato alla Pignasecca

Quando c’è da impegnarsi, o lo si sa fare bene, o è inutile. Personalmente, non so fare le cose a metà: sul lavoro come nella vita. E più di tutto, nel sociale. Il volontariato è una cosa che mi prende completamente da sempre, ma due braccia da sole non bastano, ed ecco che le mie più quelle di altri stakanovisti come me diventano un modo per rendere il mondo migliore, e, in questo momento, per aiutarci a credere che davvero andrà tutto bene, grazie all’arma della solidarietà.

Quando abiti in un quartiere speciale come il mio, poi, non è difficile crederci: la gente della Pignasecca (che a mio avviso è il cuore del cuore di Napoli) è gente di cuore: lo si è visto nel modo in cui i negozianti hanno risposto senza esitazione alla proposta della “Spesa SOSpesa”, offrendo i propri prodotti con un occhio di riguardo sui prezzi.

E poi, i residenti: gente che sa essere generosa, senza perdere di vista l’obiettivo comune, ossia quello di tendere una mano per rendere meno difficile questo momento a chi è stato travolto dai disagi economici derivanti dal l’urgenza coronavirus.

La Seconda Municipalità tutta si è mossa in direzione della collaborazione sul territorio e tutti, dal Presidente ai consiglieri al Parroco, si sono mobilitati in prima persona per offrire braccia, gambe ed ogni energia per la causa. E quando vivi tra gente così, non puoi pensare di restare in disparte, soprattutto se sei una persona dinamica e con tempo a disposizione come nel mio caso.

Mettermi a disposizione dell’iniziativa del Centro Sociale “Sgarrupato” è diventato motivo per conoscere altra gente di cuore, che come me non ha bisogno di essere ripagata in altro mondo che con un sorriso e un semplice “Grazie”, le monete più preziose che un indigente di possa offrire in cambio della tua disponibilità.

E allora, eccoci tutti a cercare le offerte migliori tra i generi di prima necessità, distribuire i prodotti nelle varie buste così da soddisfare ogni nucleo familiare che ne abbia fatto richiesta in base ai componenti, distribuire quante più confezioni si riesca con ogni mezzo possibile, dalle gambe alle due ruote, cercando tra i dedali dei Quartieri Spagnoli e lungo i vicoli della zona l’indirizzo e quella famiglia…

Tante le richieste e non c’è tempo per essere stanch

E mentre i volontari imbustano i prodotti, il telefono delle consigliere continua ininterrottamente a squillare per nuove richieste di aiuto e ulteriori segnalazioni, e la chat si affolla di messaggi, notizie, chiarimenti, indicazioni, nuove donazioni di benefattori, acquisti, informazioni …

Non c’è tempo per sentirsi stanchi. Giusto un attimo per prendere fiato, e già c’è da raggiungere qualche negoziante che ha i prodotti che occorrono a prezzi stracciati, e via, via verso nuove incredibili missioni speciali per aiutare chi ha paura di non poter mettere il piatto a tavola.

C’è anche il buon cuore di chi, volendo mantenere l’anonimato, si è cimentato nella realizzazione di mascherine sanitarie, e avendo notato l’impegno dei volontari dello Sgarrupato ha deciso di affidarcele con estrema semplicità, e così ecco un altro piccolo tesoro da inserire nelle buste come buon auspicio, perché in quelle bustine leggere è sottili è racchiuso un mare di buona speranza e di condivisione delle difficoltà, in quanto un piccolo biglietto reca, al termine della didascalia, l’augurio a credere che tutto si risolverà per il meglio …

Ci sono anche volontari che operano da casa, preparando precotti che verranno distribuiti ai più bisognosi, quelli che una casa in cui stare al riparo non ce l’hanno: tra di loro c’è chi la generosità la trasmette ai bambini come gesto di amore, come insegnamento di vita, e si fa aiutare dai figli che hanno ben capito che nessuno si salva da solo.

In questo incommensurabile sforzo comune, frutto dell’immenso cuore partenopeo, una di queste piccole “figlie della Carità” versione domestica ha voluto aggiungere di suo pugno una nota di speranza: e questo piccolo messaggio nella bottiglia, proprio della semplicità che abita l’animo puro dei bambini, spalanca una porta segreta sulla convinzione che … eh, sì, davvero ANDRÀ TUTTO BENE!

Sergio Valentino

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 31 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 31 Marzo 2020
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