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LA VERA STORIA

Piazza Bellini, Walter ferito per difendere un’amica: un artista-pilastro dell’hip hop napoletano

Attualità | 26 Maggio 2020

Difendeva la sua migliore amica dall’ex, stalker e violento, segnalato più volte alle forze dell’ordine. Questa è la vera storia di Walter Natividade Fortes, che già nelle notti precedenti all’agguato era stato contattato dall’uomo in piena notte.  Poi l’aggressione, in pieno pomeriggio, a piazza Bellini, con coltellate all’addome. Ora  Walter è in ospedale in condizioni gravi ma stazionarie e forse ancora non sa della catena di solidarietà e di amore che è esplosa intorno a lui.

Perché i suoi amici, i suoi estimatori, sono furiosi, incazzati: sui giornali è uscito che quello di piazza Bellini era stato un regolamento di conti tra spacciatori di droga, extracomunitari. Una orribile narrazione quasi a voler dire che  un nero accoltellato deve essere almeno uno spacciatore. Mica può essere una persona che ha difeso una sua amica da un violento criminale che gli ha dato 10 coltellate lasciandolo in un lago di sangue? Insomma quanto uscito sui giornali è tutto falso, nemmeno un briciolo di verità. Walter è capoverdiano ma è nato a Napoli. In tanti scrivono “è più napoletano di noi”. E a Napoli lo conoscono in tanti. E lo amano. Come dimostrano i messaggi di cui siamo stati subissati ieri, su Identità Insorgenti: “Dite la verita su Walter”. Ed eccoci qui a raccontarvi di Walter, che dunque non è stato accoltellato per questioni di droga ma che è stato vittima di un attacco premeditato ad opera dell’ex fidanzato di una sua cara amica che aveva già difeso, in passato, dai tentativi perpetrati del suo ex di avvicinarla o recarle violenza.

Walter poi viene descritto da tutti quelli che lo conoscono come un ragazzo solare, salvato dalla strada dalla grande passione che ha per la break dance e per la musica rap, grazie alla quale ha più volte preso parte a progetti di integrazione sociale nelle scuole delle periferia napoletane di Ponticelli e Scampia.

Un artista, di quelli veri e liberi, da molti considerato il più grande danzatore napoletano di break dance. Gira ad esempio un suo video mentre danza al Mammut, grande centro territoriale di Scampia, insegnando a ballare ai ragazzini del quartiere, con il progetto Punta Corsara. “La passione che ha e che riesce a trasmettere per la musica e per la danza è una delle dimostrazioni più belle che abbia mai visto di gioia e capacità di abbattere i muri e le differenze sociali. Lo vidi una delle prime volte ballare in un locale a Napoli e rimasi incantata” scrive Karl Valentin.

E osserva un’altra sua amica Simona Marrazzo: “Non è un poliziotto, non è un ladro, non è vittima di bullismo: forse un ragazzo di colore abbandonato a terra in una pozza di sangue non fa notizia. Ma molti giornalisti hanno ignorato il motivo del perché Walter sia stato accoltellato. Walter si è ritrovato a proteggere una sua amica, ma non gli è andata bene, ha fatto da scudo alla furia di un essere che già da tempo doveva essere aiutato o arrestato, per violenza, stalking. Ma la legge fin quando non ci scappa la tragedia a cosa serve? Ci chiediamo tutti: ma come è possibile che accada in pieno giorno ed in mezzo a tanta gente una cosa così grave? Questo è il dopo pandemia? Walter lo conosco da quando aveva 13 anni e faceva l’imitazione di Steve, è stato per me dal primo momento un fratello, anni e anni passati insieme tra viaggi, serate Jam. Per tanto tempo la mia seconda famiglia erano i miei amici….i miei fratelli. La musica,la break, i graffiti gli anni 90, eravamo ragazzini uniti da queste passioni che hanno segnato le nostre vite. E proprio quelle passioni ci hanno portato a quello che siamo adesso”.

Ma il messaggio più commovente, con un lungo e sentito live da New York dove non ha nascosto la sua emozione è quello di Alberto Polo de “La famiglia”: “DONT TOUCH MY Walter Natividade Fortes. Walter è stato accoltellato a Piazza Bellini nell’indifferenza di tutti PER AVER DIFESO UNA DONNA! Non è un extracomunitario (e anche se lo fosse?), ma sopratutto è uno dei pilastri della Cultura Hip Hop Napoletana e nazionale. Ha insegnato la breakdance nelle scuole superiori, cosí come nelle periferie, da Ponticelli a Scampia, levando tanti ragazzi dalla strada, mostrando la possibilità di una vita migliore”.

Insomma i pensieri per Walter sono infiniti. Scrive Complota Yo: “Movida, follia, immigrato, clandestino, capoverdiano, fase 2, regole, droni, assistenti civili, campagne elettorali….. Il giornalismo di questo paese è una merda! E’ una merda non per il taglio, per la faziosità, per la collusione no…è  una merda perché davvero crede che la gente non si accorga delle menate che vomita, perché davvero crede che chi vive la realtà delle strade, di una città, di una comunità umana, non sia nemmeno capace di un passaparola. Walter Afro è una figura importantissima per la cultura di Napoli: ha fondato il punto di aggregazione delle poste centrali che tramite l’Hip Hop come ogni vero meltinpot del tipo, ha salvato tantissimi ragazzini da strade molto peggiori tramite i valori del messaggio; ha continuato gli insegnamenti della scuola primordiale napoletana di questa cultura ed ha vinto nel 2005 Il Battle of the year Italia (Boty competizione internazionale di breakdance). Quindi cari giornalacci, cari cani stampanti del potere, sappiamo perfettamente che non solo stiamo parlando di un vero napoletano ma stiamo soprattundo parlando di un maestro.Forza Walter Natividade Fortes ci vediamo alla prossima ballata in piazza con cassa come quella di dieci giorni fa!”.

In bocca al lupo caro Walter, anche da noi: speriamo di averti restituito almeno un briciolo di giustizia e la verità che meriti. A presto, in piazza: balleremo tutti con te quando potrai.

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 26 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 26 Maggio 2020

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