fbpx
lunedì 30 novembre 2020
Logo Identità Insorgenti

LA VISITA

Franceschini a Pompei: esempio virtuoso di gestione dei fondi europei

Beni Culturali | 18 Febbraio 2020

92 milioni di euro: questo è quanto speso fino al 30 gennaio scorso con i fondi europei del Grande Progetto Pompei. Ne restano da spendere ancora 13. Con oggi termina la messa in sicurezza delle Regiones I, II e III mentre resta da concludersi il cantiere dei fronti di scavo, vale a dire il perimetro della parte non scavata di Pompei.

Pompei modello per il mondo

“Una storia di riscatto davanti al mondo, un modello, un fantastico lavoro di squadra che dimostra innanzitutto a noi italiani che se facciamo squadra siamo in grado di costruire delle storie che poi il mondo riconosce. Lo riconoscono i commissari europei, l’Unesco che addirittura hanno affermato che Pompei è un esempio per la spesa di utilizzo dei fondi comunitari”  – afferma soddisfatto il Ministro Dario Franceschini che ricorda l’inizio del suo primo mandato costellato da ripetuti e quasi quotidiani crolli a Pompei. Altri 50 milioni di euro sono già in arrivo per proseguire i lavori , soprattutto di manutenzione e restauri ma anche di ricerca. “Parte della sfida è fuori dal sito dove ci sono 7 Comuni, un territorio sconfinato pieno di problemi e di opportunità. C’è davvero tutto in questo pezzo d’Italia” – conclude così il Ministro il suo intervento al termine di una visita alle tre domus che sono state riconsegnate oggi alla fruizione.

Riaperture: dopo 40 anni riapre la casa degli Amanti

Riaperte la casa del Frutteto e della Nave Europa ma vera star della giornata è stata l’apertura dopo 40 anni della casa cosiddetta degli Amanti. Con essa riapre tutto il vicolo dove si affaccia ridando al visitatore la dimensione delle strade che è quella della quotidianità di chi viveva la città in epoca romana.

Una domus che mostra alla vista il piano superiore. Una cosa non facile da trovare a Pompei che ci dà conferma di un grande lavoro svolto da archeologi, architetti e restauratori che hanno vinto la scommessa di poterla riaprire al pubblico.

Chiusa perché danneggiata dal terremoto del 1980, prende il nome da un graffito ancora leggibile nel peristilio della casa: “Amantes, up apes, vitam melitam exigunt” che vuol dire “Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele”.

I numerosi graffiti con nomi di donna hanno fatto pensare all’uso dell’abitazione come un bordello ma bisogna immaginare una società differente dove in case di ricchi si potevano trovare schiave che si prostituivano, come per esempio accertato nella più conosciuta casa dei Vettii.

Susy Martire

Un articolo di Susy Martire pubblicato il 18 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 18 Febbraio 2020

Articoli correlati

Beni Culturali | 25 Novembre 2020

L’OBLIO

La stradina medievale di San Nicola a Nilo ridotta a discarica dopo la scoperta di luglio

Beni Culturali | 17 Novembre 2020

NOMINE

Pompei, Franceschini sceglie la commissione che indicherà il nuovo Direttore tra 44 candidati

Beni Culturali | 6 Novembre 2020

SCOPERTE

Al MANN è custodito l’olio più antico al mondo

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi