martedì 16 luglio 2019
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LA VISITA

Il buco nell’acqua di Conte a San Giovanni: l’amarezza della comunità di Napoli Est

Attualità, Periferie | 19 Giugno 2019

Dall’incontro di ieri con il premier Giuseppe Conte in visita a San Giovanni a Teduccio ne esco amareggiata. Felice di averne partecipato all’organizzazione, felice di avervi partecipato e non di criticare tutto e tutti dalla solita tastiera da casa, come molti che non vedevano l’ora di dire che era inutile senza mai muovere un dito, ma ieri si è persa un’occasione. Soprattutto da parte del Primo Ministro, ma il mio innato e a volte dannoso senso di autocritica, mi fa dire che l’abbiamo persa anche tutti noi. 


Sul palchetto c’erano due che hanno ascoltato farfugliando alla fine cose che non vorrei commentare. D’altra parte, che avrebbero dovuto fare? Il sindaco in cuor suo sa di aver dimenticato questa parte di città per otto anni e non sarà la partecipazione sporadica al singolo evento di singole realtà che lo riabiliterà così facilmente. Manca ancora tutto l’ordinario qui e chissà se lo avremo mai. E quando succede lo spacciano per “intervento straordinario”. Non siamo più così scemi, sapete?! Il Premier ha filosofeggiato, ha divagato, e ha scivolato su una buccia di banana enorme come un pivellino sulla questione migranti che, a dirla tutta, non c’entrava un cazzo ieri. E dal pubblico si è levata una protesta che magari l’avessimo levata nel momento in cui abbiamo realizzato che non sarebbe riuscito a dare neanche una speranza a tutti noi sui temi che avevamo sviscerato. Anche io avrei voluto mangiarmelo, ma la sostanza di quello che stava dicendo non l’abbiamo colta (“non prendete gli slogan di Salvini e vedete che alla fine sbarcano tutti perché non decide lui” che poi è anche vero ma la paraculaggine,anche quella, non attecchisce più!), e abbiamo dato ai giornalisti i titoli che volevano, la contestazione, lo scontro, la polemica. Peccato che ieri ci sia stato molto altro. Di cui nessuno parlerà.

Ieri c’eravamo noi, tutti noi, che ogni giorno viviamo questo territorio e ci affondiamo le mani dentro. Gente che ha speso anni in lotte, conquiste e sconfitte, ed è ancora lì a combattere col sorriso e le braccia aperte. Carmela Manco ha aperto le danze splendidamente e le voglio bene per la forza che ha dato alle sue parole, ma dopo di lei un’alternanza di testimoni di Napoli Est che ha rappresentato un po’tutti noi (era impossibile far parlare tutti). Le voci di dentro ieri sono state non solo contro narrazioni dall’interno, ma anche le voci di una coscienza che cresce e non si è mai arresa.
Un plauso speciale va a Giuseppe Manzo che credo sia stato l’unico a proporre una cosa concreta nelle competenze del Premier, una commissione d’inchiesta (o un tavolo) su Napoli Est sul quale Conte ha sbiascicato un “ci penserò”. Conte per tutto il resto non poteva dare soluzioni subito, compreso il fumo negli occhi, non è nel suo ruolo e chi se le aspettava non può restare deluso da questo (da molto altro si e l’ho già spiegato). Il problema è che abituati ai Berlusconi e ai Renzi, accentratori e decisori di tutto, abbiamo dimenticato il vero ruolo del Primo Ministro e dovremmo riprendere un po’ i libri di diritto pubblico per una ripassata. 


Da ieri ne esco amareggiata per diversi motivi.
Oggi leggerete di contestazioni sui migranti, cadendo tutti per l’ennesima volta nel trappolone. A me sarebbe piaciuto sentir parlare di quanta bellezza si sia alternata a quel microfono, di quanta dignità e di quanta lucidità abbiamo avuto nel contribuire ad un pomeriggio in tutti i casi memorabile.

È evidente che chi sopravviverà a quest’incontro saremo tutti noi che abbiamo la forza necessaria. Tutti gli altri torneranno da dove sono venuti.

P.s. La vera notizia è che dopo un anno e mezzo di richieste di incontri al Prefetto, inascoltate ed evase, ieri era in prima fila in un posto che io non le avrei riservato. Ma lo sapete, io sono una fetente ed è per questo che resto sempre un passo indietro.

Deborah Divertito

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 19 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 19 Giugno 2019

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