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L’ABBATTIMENTO

Inizia a cadere la Vela verde: Scampia tra propaganda e speranze

Periferie | 20 Febbraio 2020

Scrive Vincenzo Strino, che ha un’associazione a Secondigliano, a pochi passi dalle Vele, Larsec, che “l’abbattimento della Vela verde a Scampia non è un evento storico. Lo è solo per quella parte di napoletani che viene da queste parti e si guarda intorno con gli stessi occhi curiosi di chi va a fare i safari in Africa. Parlano di rinascita, di futuro radioso, ma sotto sotto si aspettano sempre che qualcuno commetta un reato, una sparatoria, qualcosa di pornograficamente illegale. Chivemmuort.
Storica sarà – continua Strino – l’apertura dello svincolo dell’asse mediano in Cupa Perillo, perché vorrà dire che le famiglie che vivono lì non saranno più costrette a vivere nelle baracche e a bruciare il materiale di scarto delle fabbrichette abusive che viene riversato a tonnellate lì da poveri stronzi che si credono imprenditori di successo.
Storica sarà l’apertura della facoltà di Medicina della Federico II che sta lì da vent’anni e che aspetta di essere inaugurata alla prossima campagna elettorale.
Storica sarà l’apertura della Cittadella dello Sport.
Chi dice che la storia la fanno i vincitori è un povero illuso.
La storia la fanno la civiltà e il progresso, il resto è polvere nel vento”.

E’ partito insomma così l’abbattimento dalla Vela A (conosciuta come la Vela Verde), la cui demolizione viene effettuata ultizzando escavatori allestiti con una pinza oleodinamica. Si tratta di un edificio alto 45 metri: 50mila metri cubi da demolire, 1.800 metri quadrati di area coperta.

Sottolineato che la pensiamo come Strino, è chiaro che l’operazione di questa mattina, con tanto di conferenza stampa e palchetto, ha attirato tutta la stampa nazionale a Napoli con titoli ad effetto (citiamo uno su tutti, quel Messaggero il cui proprietario è anche quello del “nostro” Mattino): “Vela Verde, via alla demolizione a Scampia. Addio al simbolo di Gomorra”. Del resto lo suggerisce lo stesso sindaco di Napoli, Luigi de Magistris:  “Scampia batte Gomorra 3-0”.

Volano chiacchiere mentre si guarda la gru abbattere i primi balconi: “Il progetto Re-Start Scampia – dice il sindaco – ha come obiettivo quello di trasformare la “Scampia di Gomorra” in una periferia che possa a essere a misura dei cittadini. Questo è un buon esempio di collaborazione tra cittadini e governo” chiosa.

E ovviamente festeggiano i comitati Vele – giustamente – che vedono forse l’inizio della fine di una lotta durata 40 anni. E cavalcata da chiunque.
Uomini e donne quelli del comitato che meritano tutto, come scritto nello striscione calato sulla vela. E che hanno resistito a 3 precedenti momenti (2 vele abbattute durante gli anni di Bassolino sindaco, 1 abbattuta dalla Jervolino… perché la storia si ripete).

Come scrive Giuseppe Manzo, un collega che ha dedicato parte di un suo libro a questa battaglia: “L’inizio delle operazioni di abbattimento delle Vele di Scampia è la fine di una lotta iniziata 40 anni fa. Quella lotta è stata raccontata nel libro Le mani nella città che nel 2013 ha ricostruito la speculazione post terremoto del 1980 e le battaglie popolari per la casa. Ci sono persone che dagli anni 80 in poi hanno messo la propria vita al servizio di un diritto universale in nome della dignità di ogni individuo: Vittorio Passeggio, storico portavoce, il compianto Gaetano Marati che subì i proiettili della camorra nelle gambe, Salvatore Amura che da leader di quei comitati subì l’arresto e l’accusa di associazione sovversiva, Mimmo Lo Presto che ancora oggi dà battaglia in quella periferia per il diritto all’abitare, Severino Mastrogiacomo e il suo infaticabile lavoro di rete tra le realtà sociali di base a Scampia.
Oggi tanti festeggiano, si attiva il circo mediatico come nel set di una fiction. Ma dietro quei palazzi pronti a crollare c’è la vita di persone che non si sono mai arrese. A loro va il pensiero in questa giornata.”

Aniello Napolano

 

 

Un articolo di Aniello Napolano pubblicato il 20 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 20 Febbraio 2020

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