mercoledì 22 maggio 2019
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L’ABBRACCIO

Forza Noemi: un gesto di vicinanza alla famiglia della bambina ferita a piazza Nazionale

Criminalità | 4 Maggio 2019

Ci sentiamo, come molti, pieni di rabbia in queste ore.

Credo che nessuno di noi, nessuno di coloro che scrive o ha scritto per questo giornale, distinti o distanti, nel corso della nostra piccola storia, possa restare indifferente di fronte a quello che è accaduto ieri, quando ci è stata consegnata l’immagine di una città dove i nostri bambini non possono giocare in tranquillità in una piazza.

Eppure Noemi è lì a ricordarcelo, da ieri sera, in prognosi riservata dopo un intervento durato tre ore, al Santobono. Colpita da un proiettile che ha attraversato entrambi i polmoni, compromettendo una vertebra e alcune costole. Un proiettile destinato a un camorrista e che ha preso, invece lei. Di pomeriggio. Mentre giocava.

Noemi ha tre anni, stava con la nonna vicino piazza Nazionale mentre è stata colpita. Ora è in rianimazione, intubata e resta molto grave.  Non è fuori pericolo: i chirurghi hanno dovuto rimuovere – si spiega nel bollettino medico – pezzi di indumenti dai polmoni. Per fortuna la pallottola, grande come la sua aorta, non ha toccato il cuore. 

Chissà se c’è un napoletano, in queste ore, a cui non sono tornate in mente scene già viste e vissute in diverse età dell’esistenza di ciascuno di noi. Storie di ragazzi innocenti colpiti da  pallottole targate “camorra”. Storie di famiglie distrutte da questa follia.

Abbiamo letto da altri giornali di quel padre e di quella madre silenziosi e abbracciati, fuori la sala operatoria dove i medici stavano cercando di salvare la loro bambina. E allora Sabrina, una di noi, non ce l’ha fatta. Ha preparato una scritta che rappresenta il nostro dolore solidale per quella bimba e la sua famiglia. Un pensiero a nome della piccola collettività che attraversa queste pagine raccontandovi a modo nostro di questa città, del nostro Sud e dei tanti Sud. 10 lettere ritagliate e appese fuori dall’ospedale: Forza Noemi.

Non ci resta che questo abbraccio. Perché c’è molto poco altro da dire in una città dove tutti in queste ore abbracciano, soprattutto, la retorica anticamorra, come ogni volta che accade qualcosa di grave: eppure di Noemi ne abbiamo avute tante altre, negli anni. E quella di queste ore è una storia che si ripete, ciclicamente, perché non si vuole trovare una soluzione alla faida in corso non al Vasto ma a Napoli Est.

E forse era a Napoli Est che bisognava farlo questo presidio di “Un popolo in cammino” di domani (appuntamento ore 11 in piazza Nazionale): perché l’obiettivo degli spari di ieri era un pregiudicato di San Giovanni.  Ed è la faida di Napoli Est, dove si muovono enormi interessi economici e criminali, che sta mettendo a rischio la sicurezza pubblica della città, in queste ore.

Periferie urbane – il Vasto come San Giovanni – e istituzionali dove, come in tutte le periferie, sono i giovani, sempre, a pagare i costi più alti. E adesso anche i bambini. E dove lo Stato o non c’è o, nel peggiore dei casi, è complice.

Stare in piazza è necessario per non lasciare le nostre strade in balia di questa gente.

Ma fissare il pensiero su quella bambina, abbracciare idealmente i suoi genitori, non farli sentire soli e abbandonati, per noi, oggi, lo è ancora di più.

Forza Noemi.

 

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 4 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 4 Maggio 2019

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