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ESEMPIO LACENO

Come cambia il turismo dopo il Coronavirus

Turismo | 15 Aprile 2020

L’effetto della pandemia da Covid-19 sta avendo – e avrà – un impatto enorme su tutti i settori dell’economia e gli effetti del contagio si sono visti fin da subito sul turismo. Bisognerà porsi delle domande per capire quali potrebbero essere i nuovi modelli, per ricalibrare l’offerta, immaginando nuovi investimenti. Perché se c’è una cosa che si prospetta inevitabile è la trasformazione dell’intero sistema turismo.

Ma come si fa quando sei una zona che non risponde esattamente alle caratteristiche dell’industria turistica? Se guardiamo alle aree interne e dunque all’Irpinia, il comprensorio del Laceno, ad esempio, è fermo e gli operatori hanno scritto all’Amministrazione di Bagnoli – guidata dalla Sindaca Teresa Di Capua – per chiedere un incontro sul tema e proporre un Piano Straordinario di Scopo a sostegno di tutte le aziende che hanno sospeso le attività a causa dell’emergenza sanitaria. Quello che si chiede, in sostanza, è un piano strategico di ripresa e di vivibilità del Laceno, calato sulle specificità dell’area, sulle esigenze e sulle potenzialità, che apra uno spazio anche a nuovi lavori e a nuovi mercati.

«In questo momento ci sentiamo rammaricati – spiega il vicesindaco con delega al turismo del Comune di Bagnoli, Rino Ferrante – perché vorremo fare tanto es essere più attivi per andare incontro ai bisogni degli operatori, ma non abbiamo molti margini di manovra vista l’eccezionalità del momento che viviamo. Ci immedesimiamo e ci rendiamo conto della sofferenza di ristoratori e albergatori, ma fare promesse adesso sarebbe inutile e controproducente, perché non avremmo la possibilità di intervenire, restiamo comunque sempre aperti all’ascolto e al dialogo per ipotizzare soluzioni che hanno a che fare col post emergenza».

E Rino Ferrante qualcosa l’ha fatta, un gesto simbolico, ma pur sempre importante. Ha rinunciato alla sua indennità annuale per destinarla ad un futuro progetto turistico: «Non si tratta di una grande somma, è un contributo minimo che ho pensato sarebbe stato utile a fare qualcosa per il comprensorio del Laceno. Compatibilmente con le esigenze di bilancio, il mio desiderio sarebbe quello di creare un piccolo fondo a sostegno delle attività turistiche. In queste lunghe giornate di isolamento – ci spiega – ho elaborato diverse idee e fatto tanti pensieri, mi sento tutto sommato positivo, perché credo che questo blocco forzato possa rappresentare un’opportunità per rivolgersi a un nuovo mercato. Attualmente non possiamo offrire nulla se non l’aria pura, i percorsi naturalistici, il paesaggio e quindi il nostro potrebbe essere un potenziale rivolto al turismo della terza età – Over 65 – creando proposte tutte concentrate sulla bellezza del territorio, la tranquillità, il clima, la possibilità di rilassarsi, magari si potrebbero attrezzare aree wellness, riabilitative o sportive. In questa fase stagnante proviamo ad elaborare delle proposte che possano risollevare il settore. Intanto stiamo provvedendo a migliorare la connessione e la ricezione telefonica con l’installazione di un’antenna e procede anche il percorso degli impianti, i pareri sono stati acquisiti, il progetto è stato consegnato e firmato. Ma siamo in attesa, come molti».

Solo un atteggiamento evolutivo e non conservativo sarà funzionale per uscire dalla crisi e non è possibile farsi cogliere impreparati. Ma, come sempre, serve la comprensione e l’aiuto di tutti per evitare gli errori del passato e guardare finalmente avanti.

 

Via Orticalab

Un articolo di Maria Fioretti pubblicato il 15 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 15 Aprile 2020

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